Page 103 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.2-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI 101
L’importanza della Casanatense come centro teologico viene riflessa attraverso le imma-
gini di numerosi teologi illustri sia dell’ordine domenicano (Jacopo Passavanti: cat. n. 314 e
Giovanni Banchini: cat. n. 322) sia di altri ambiti (Ambrogio Blaurer: cat. n. 49 e Paolo Sarpi:
cat. n. 251). Tra i protagonisti del Settecento, emergono letterati, bibliotecari e collezionisti,
ritratti su medaglie, i cui rovesci raffigurano con allegorie e simboli i valori culturali dell’epo-
ca e raccontano il manifesto illuminista enunciato da Goethe e dai massoni: la luce della
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Veritas , simbolizzata dalla lente ustoria e dai raggi, che trionfa sulle tenebre dell’ignoto .
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Un altro percorso narrativo è identificabile con la storia della Chiesa, illustrata attraver-
so una selezione di ritratti e opere di alcuni pontefici (tra cui spicca il domenicano Pio V),
cardinali, arcivescovi, vescovi, condottieri. Sono anche rappresentati alcuni degli eventi cru-
ciali di questa storia, sullo sfondo politico italiano ed europeo tra il XV e il XVIII secolo, nel
quale spiccano le dinastie cattoliche e quella dei Medici di Firenze (cat. n. 37) . Numerose
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sono anche le medaglie riconducibili agli interessi scientifici di Audiffredi, con particolare
riferimento all’astronomia (Leonardo da Vinci, Galileo Galilei, Giovanni Alfonso Borelli, Laura
Maria Caterina Bassi Veratti).
Possiamo anche farci un’idea dei modelli ai quali Audiffredi guardava negli anni in cui
formava la sua raccolta. Tra le istituzioni maggiormente attive nel campo degli studi e del
collezionismo rivolto a monete e soprattutto a medaglie, troviamo le accademie, alle quali
si associarono alcuni dei protagonisti della galleria metallica di Audiffredi, e che scelsero di
onorarli in vita o dopo la morte attraverso la coniazione di medaglie. Tra queste, va ricordata
l’Accademia Etrusca di Cortona che ricoprì anche un ruolo fondamentale per la produzio-
ne di opere di interesse antiquario-numismatico da parte di eruditi come i fratelli Venuti,
Ridolfino e Filippo . Altri, come Filippo Stosch, Francesco Valesio, Anton Francesco Gori,
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Giovanni Lami, non a caso raffigurati sulle medaglie della raccolta di Audiffredi, offrirono un
sostanzioso contributo attraverso la formazione di raccolte numismatiche e la produzione di
cataloghi in cui si dedicava una speciale attenzione all’illustrazione fedele degli esemplari
descritti .
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Per quanto riguarda le medaglie moderne in particolare, allo speciale filone delle “storie
metalliche” sono riconducibili anche le serie degli «uomini illustri», un vero e proprio status
symbol per eruditi ed antiquari dell’epoca, come prova la composizione del Medagliere della
stessa Accademia Etrusca, modello con ogni probabilità presente ad Audiffredi . Le medaglie
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del Pisanello, le medaglie papali, e quelle degli uomini illustri nel campo delle arti, della
musica e della letteratura non erano sempre correttamente attribuite dagli accademici. Come
ha già osservato Giovanna De Lorenzi: «l’interesse era puntato sul personaggio raffigurato e
sulla sua collocazione storica, e facilmente l’attribuzione poteva cadere… verso l’artista più
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famoso, la cui produzione medaglistica veniva proprio allora universalmente esaltata» .
Scipione Maffei e la “particolar dilettazione delle medaglie moderne”
Era stato Scipione Maffei, nel 1731, a spiegare il collezionismo di medaglie moderne
nella sua pionieristica opera antiquaria su Verona: «Essendosi a nostri tempi svegliata partico-
lar dilettazione delle Medaglie moderne, e il maggior frutto di esse consistendo forse nel darci
notizia, e nel farci vedere l’effigie vera degli uomini illustri di quest’ultimi secoli, io non ho
creduto d’aggiunger piccolo ornamento dell’Opera, con metter qui dinanzi a gli occhi quelle
de’ nostri Autori, che mi è riuscito di rinvenire» . Restando nell’ambito romano e in un con-
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testo per certi versi simile a quello della Casanatense, dovette contare per Audiffredi (se non
altro per spirito di emulazione o di competizione) anche l’esemplare raccolta romana secen-
tesca della Biblioteca Vallicelliana, fondata nel 1581 dai Padri filippini. La raccolta, denomina-
ta Museo delle Medaglie e curiosità e donata nel 1662 da Virgilio Spada alla Congregazione
dell’Oratorio di Roma, è stata rigorosamente ricostruita da Giuseppe Finocchiaro sulla base
della documentazione manoscritta e dei materiali ancora conservati nella Biblioteca Vallicel-
liana . L’esempio dell’oratoriano Spada che lascia alla Biblioteca Vallicelliana le sue raccolte
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e quello ancora più celebre del gesuita Kircher che destina la sua Wunderkammer al Collegio
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Romano oltre al modello più «moderno» del cardinal Zelada, che riunì un museo di antichi-
tà, monete, medaglie, collegato alla biblioteca e all’osservatorio, furono certamente presenti
CULTO DELLA MEMORIA S. Pennestrì

