Page 119 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.2-2018
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IL MEDAGLIERE IN BIBLIOTECA.
                 PARMA, L’ITALIA E L’EUROPA IN UNA STORIA METALLICA RITROVATA
                                                    (1466-1774)




                                                         Costruire il mondo visibile sulla base di luci e tenebre oppure
                                                         in luci e tenebre dissolverlo: questa è la nostra missione, perchè
                                                         il  mondo  visibile,  che  noi  teniamo  per  unitario,  è  in  realtà
                                                         costituito, e in modo felicissimo, da quei principi originari
                                                                            W. GOEThE, Phisikälische Vortrage, 1806




            “Animare la storia”: Paciaudi e il concetto di storia metallica nell’età dei Lumi

                  “Le grandi azioni però nell’esser raccontate non mai istruiscono con più di energia
            d’allora quando il lettore vede dipinto il carattere delle persone, che le fecero, scorge le circo-
            stanze, nelle quali si trovarono, ed ha quasi sotto gli occhi tutta la serie degli avvenimenti. I
            Ritratti, diceva Rapin, abbelliscono mirabilmente la Storia, ma convien saperli delineare, e
            ben colorire...Ma non sono solo i lineamenti esterni della persona, che formano questi ritratti,
            bensì l’indole, le abitudini, le virtù, i vizi, la serie di tutte le azioni della vita. ...E se le cose
            allora sono rappresentate come in grandi quadri di storia, pieni di vita, e di evidenza, sparsi
            di passioni, e di affetti, atti a scuotere, ed a piacere...(...) Quella di animare la Storia, come
            uom dice, le cose in azione, e rendendo sensibili i fatti (quando la natura loro il comporta)
            fu assai usata presso i Gran Maestri dell’Antichità (....)” .
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                  Così Paciaudi, dal 1761 regio bibliotecario e antiquario alla Biblioteca Ducale di Parma
            (tav. I, fig. 1), immaginava una Storia illuminata, animata dai ritratti e dalla “serie degli avve-
            nimenti” e condensata in una galleria di medaglie ispirate al codice iconografico antico. La
            serie delle medaglie che vengono “inventate” e “spiegate” al lettore gli era stata commissio-
            nata espressamente per l’opera in due tomi delle Memorie de’ Gran Maestri del sacro Militar
            Ordine Gerosolimitano, pubblicata dalla Stamperia Reale a Parma nel 1780 e provvista di una
            pomposa dedica di Bodoni al Gran Maestro Fra Emanuello De Rohan . Oltre alla riconosciuta
                                                                                   2
            dottrina e maestria di Paciaudi “nello sviluppare i fatti più tenebrosi” , per dirla con Bodoni,
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            l’incarico era stato assegnato a Paciaudi in quanto storiografo dell’Ordine di Malta, ma anche
            in quanto autore di una precedente serie metallica per così dire “letteraria”. Da questa era
            infatti scaturita l’idea stessa del personaggio, commemorato anni prima, di “far coniare una
            serie compiuta di Medaglie de’ suoi predecessori” .
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                  È Paciaudi stesso a ricordare di aver pubblicato a Napoli nel 1748 un “Libro in folio tutto
            di finissima incisione del fu Artefice Gauthier, intitolato Medaglie rappresentanti i più gloriosi
            avvenimenti del Magistero di S.A.E. Fra. D. Emanuelle Pinto”. Si trattava quindi, in questo
            caso, della premessa storica ad una “histore métallique” che forse non venne mai coniata, in
            cui Paciaudi raccontava,”spiegava” e illustrava la serie con numerose incisioni corrispondenti
            ai ritratti e agli avvenimenti più significativi della vita del Gran Maestro Pinto .
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                  A ben vedere, l’idea stessa di una histoire métallique derivava dal ricchissimo repertorio
            iconografico restituito dalle serie delle monete romane imperiali nei vari metalli che soprat-
            tutto a partire dal Seicento vengono sistematicamente e minuziosamente ricercate, collezio-
            nate, descritte, e infine interpretate e classificate, attraverso repertori divenuti fondamentali,
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            come quello di Charles Patin  (tav. II).


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