Page 134 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.2-2018
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132                                          Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI



                   Con l’intensa attività e l’apertura alla cultura europea di Paciaudi, e i contatti e le fre-
             quentazioni di studiosi e antiquari tra i più celebri dell’epoca, seguiti e incoraggiati dal Regio
             Bibliotecario, la Biblioteca diviene il punto d’incontro tra la cultura antiquaria e il sapere uni-
             versale rinnovato dallo spirito illuminista . I progressi della scienza antiquaria, archeologica
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             e numismatica si riflettono nella dotazione e nell’incremento continuo dei fondi librari della
             Biblioteca, inaugurata da don Ferdinando nel 1769 alla presenza del cognato Giuseppe II, già
             vedovo di Isabella .
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                   Gli armadi in cui erano conservati i primi nuclei della collezione numismatica, le monete
             da Veleia e la prima collezione di cui ci è nota l’acquisizione, quella del padre Canonici, sono
             collocati in uno dei locali della Biblioteca adibiti inizialmente a depositi dei reperti da Veleia .
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                   Dall’esame degli inventari compilati durante gli anni della direzione Paciaudi, in cui si van-
             no formando i nuclei fondanti del Medagliere, sembra trasparire la volontà di connotare il Meda-
             gliere con una forte impronta antiquaria, le cui raccolte rivelavano un interesse quasi esclusivo
             per le monete antiche, evidente anche nei casi di acquisizione di interi medaglieri privati . Ne
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             è la prova l’acquisto del medagliere Canonici, il cui inventario redatto con l’ausilio del padre
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             Andrea Mazza, assistente di Paciaudi, si limita a registrare le sole monete antiche . Sappiamo
             tuttavia che nella raccolta Canonici erano presenti anche monete e medaglie moderne, soprat-
             tutto di “uomini illustri”, esemplari che con ogni probabilità contribuiranno a costituire la base
             di una speciale selezione all’interno del Medagliere Ducale, di cui ci occuperemo più avanti .
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                   A Parma l’idea di un collegamento tra Biblioteca, vero e proprio monumento alla me-
             moria degli uomini illustri, e Medagliere sembra evocata già in due progetti della Biblioteca
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             Ducale firmati da Ennemond Alexandre Petitot . In particolare, nel primo dei due progetti,
             Biblioteca nel salone dell’Accademia, spicca una cornice ornamentale della sommità formata
             da una serie continua di medaglioni raffiguranti busti di uomini illustri (tav. IX); nel secondo,
             Sezione in larghezza di magnifica Biblioteca, i medaglioni decorativi con i busti dominano la
             progettazione, sorretti da amorini e inghirlandati quelli della sommità, mentre quelli inferiori
             sono incorniciati da corone di alloro .
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                   I riferimenti decorativi nella progettazione della Biblioteca rivelano insomma non solo
             la rilevanza dei diversi nuclei che in quegli anni contribuivano progressivamente a disegnare
             la fisionomia del Medagliere, ma anche il ruolo e il significato che quest’ultimo rivestiva nel
             progetto culturale promosso in quegli anni dai protagonisti politici e intellettuali della corte
             di Ferdinando .
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                   Con l’andar del tempo, e con l’accrescersi delle raccolte, il Medagliere finì con assumere
             una visibilità sempre maggiore, al punto da essere presentato nel 1794 dal bibliotecario numi-
             smatico Ireneo Affò come un Museo a se stante, il Real Museo delle Medaglie, la cui visita viene
             raccomandata come una delle principali attrattive culturali offerte ai visitatori di Parma e della
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             Pilotta (...tutti i Forestieri eruditi n’escono sempre soddisfattissimi...”) . Un riscatto culturale
             che inizia da lontano e che tradisce la ferita ancora aperta dal trasporto nel Regno di Napoli
             del patrimonio storico e artistico farnesiano. Un patrimonio di cui era intrisa la stessa identità
             culturale di Parma, irreparabilmente colpita nello sradicamento delle ricchissime raccolte far-
             nesiane. Tra queste, il Medagliere rappresentava il cuore dell’eredità trasmessa attraverso le
             generazioni dei Farnese e strumento identitario per eccellenza della loro storia genealogica .
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             Du Tillot, Dubois e la (ri)costruzione del Medagliere borbonico

                   La voglia di costruire una nuova identità non solo politica ma soprattutto culturale per
             il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, consegnato nel 1748 con il trattato di Aquisgrana
             all’Infante di Spagna Filippo, aveva caratterizzato l’esordio di Du Tillot alla segreteria del nuo-
             vo Duca . Prima dell’arrivo di Filippo a Parma, la vita sfarzosa di Versailles e le consuetudini
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             oltremodo dispendiose della moglie Luisa Elisabetta, figlia di Luigi XV, assecondate dai geni-
             tori, avevano condizionato la vita della coppia, attraverso l’adozione di modelli dominanti alla
             corte del Re di Francia . Venne fatto quindi ogni sforzo per rendere il trasferimento in Italia
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             il meno traumatico possibile per il Duca ma soprattutto per la sua sposa, la cui ascendenza
             reale richiedeva spese esorbitanti per la sua stessa famiglia di origine, e ancor di più per uno
             Stato ancora da risanare .
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             IL MEDAGLIERE IN bIbLIOTECA                                                         S. Pennestrì
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