Page 148 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.2-2018
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                   Le finalità di questa piccola raccolta e i criteri adottati nella scelta dei pezzi non sono
             dichiarati esplicitamente da Schenoni, anche se, ad una prima lettura, alcune caratteristiche
             possono rivelarci qualcosa in più. In primo luogo, la sua collocazione separata dal resto delle
             altre medaglie e monete moderne sembra già suggerire una selezione finalizzata ad una tipo-
             logia di raccolta specifica. Gli esemplari sono conservati in due “cassetti” di uno “stipo qua-
             drilatero scuro con 18 cassettini, più largo che alto”, collocato in una sala della Biblioteca .
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                   La raccolta appare a prima vista come il frutto di una selezione. Infatti, la numerazione
             dell’elenco sembra riferirsi ad una vera e propria raccolta “speciale”, composta da un numero
             troppo limitato di pezzi per poter costituire la base su cui sviluppare una raccolta organica,
             completa e coerente di monete e medaglie moderne in un Medagliere come quello del Museo
             Ducale, la cui fisionomia si ispirava al celebrato Medagliere farnesiano trasportato a Napoli dal
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             1734 . Allo stesso modo, il nucleo in questione non sembra da considerarsi come un tentativo
             da parte di Schenoni di riordinare il consistente quantitativo di monete papali, delle zecche
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             di Parma e di Piacenza, nonché di medaglie di Uomini Illustri, già presente in quegli anni .
                   Prima del 1785, infatti, Schenoni aveva ricoperto l’incarico di Segretario della Regia Bi-
             blioteca e, sino al 1779, quello di Direttore del Museo . In entrambi quei ruoli si era distinto
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             per “meriti e lodevoli servigj” che gli avevano fatto guadagnare la considerazione del duca
             Ferdinando e la sua stessa nomina a Prefetto del Museo, nel 1785, alla morte di Paciaudi .
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                   Possiamo allora trovarci di fronte ad una storia metallica che sull’esempio di quelle già
             pubblicate dalle Accademie europee, traduceva la piccola raccolta in una sorta di histoire
             évènementielle del Ducato di Parma e Piacenza, che partendo da Galeazzo Maria Sforza, con-
             siderato il primo duca di Parma arrivava sino a Ferdinando I, rappresentato con la medaglia
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             premio del concorso per la Tragedia e la Commedia, ideato e diretto dall’Accademia .
                   Non è da escludere quindi che le verifiche sulla raccolta compiute da Schenoni nel
             “Medagliere Parmense”  siano state sollecitate proprio da Paciaudi, il quale, come si sa, era
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             rientrato per la seconda volta a Parma per volere di Ferdinando  nel 1778, ossia lo stesso
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             anno in cui Schenoni compiva le sue verifiche nel Medagliere Parmense. Un nuovo inven-
             tario con un elenco descrittivo dei pezzi della collezione, forse già abbozzata prima del suo
             allontanamento dalla Biblioteca del 1771 , avrebbe di certo aiutato Paciaudi a riprendere e
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             a completare un altro progetto rimasto in sospeso, accanto alla compilazione della Storia dei
             Maestri dell’Ordine di Malta cui attendeva e che sarebbe sfociata nella pubblicazione a cura
             di Giambattista Bodoni nel 1780 .
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             Le ragioni e i criteri della selezione

                   Sulla base delle testimonianze che abbiamo esaminato sinora possiamo ritenere verisi-
             mile che la raccolta che Schenoni verifica nel 1778 fosse stata avviata da Paciaudi prima del
             1771, forse d’intesa se non su richiesta di Du Tillot . Come abbiamo già visto, il Bibliotecario
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             aveva dimostrato una certa predisposizione nei confronti di questo genere letterario e artisti-
             co, come prova la composizione di due “storie metalliche” in versione letteraria, l’ultima delle
             quali era apparsa intorno al 1780 . Le ragioni di un simile progetto possono ragionevolmente
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             ricondursi alla volontà di ricostruire attraverso una serie di documenti/monumenti l’identità
             politica e culturale del Ducato, riallacciandosi alle sue radici più profonde. L’intento è certa-
             mente quello di offrire un compendio storico e artistico attraverso una galleria di personaggi
             ed eventi relativi alle tappe più salienti della storia del Ducato stesso .
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                   L’arco  cronologico  in  cui  possiamo  collocare  la  formazione  della  raccolta  sarebbe
             quindi quello della direzione Paciaudi. Dobbiamo supporre che il progetto della raccolta
             iniziò a decollare a partire dagli anni in cui il Medagliere Ducale poteva disporre di una con-
             sistente sezione di monete e medaglie di epoca moderna, con cui documentare il raccon-
             to . Una fonte di “approvigionamento” per la scelta degli esemplari “storici” e “unici” della
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             raccolta fu certamente procurata da Du Tillot. Come primo ministro, egli aveva manifestato
             uno spiccato interesse per il patrimonio storico monetario del periodo farnesiano ed aveva
             chiesto e ottenuto nel 1768 dal Ministro del Regno di Napoli, una “scatoletta” in cui erano
             state riposte le monete coniate nelle zecche del Ducato farnesiano, Parma e Piacenza, da
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             cui forse la raccolta avrà attinto per gli esemplari “unici” . Sempre nel 1768, il Medagliere


             IL MEDAGLIERE IN bIbLIOTECA                                                         S. Pennestrì
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