Page 149 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.2-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI                                            147



            Ducale viene incrementato con l’importante raccolta di Matteo Canonici, in cui figuravano
            numerose monete e medaglie moderne, tra cui quelle papali, di Parma e Piacenza, e meda-
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            glie di uomini illustri .
                  La memoria della raccolta schedata da Schenoni si è conservata grazie alla serie di riscontri
            che vennero compiuti dopo l’allontanamento di padre Andrea Mazza che era stato l’assistente
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            di Paciaudi al Museo e che dopo il suo allontanamento nel 1771, ne era divenuto il Direttore .
                  Gli esemplari scelti sono quasi tutti in metallo pregiato: una decina sono in oro, la gran-
            de maggioranza in argento e alcuni, dorati e qualcuno in lega, con prevalenza delle medaglie
            rispetto alle monete. La conservazione è in prevalenza ottima, fatto che, insieme alla scelta
            privilegiata della variante in oro o argento, rivela un’ulteriore finalità di rappresentanza e di
            valenza politico-istituzionale della raccolta .
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                  La selezione riportata nell’elenco di Schenoni ci appare provvisoria: come già notato,
            essa sembra destinata ad essere ulteriormente rifinita e riordinata con la corretta sequenza
            cronologica dei pezzi, e sviluppata e incrementata nelle sue varie articolazioni. Questo è evi-
            dente nell’inserimento degli esemplari selezionati nei due cassetti, per piccoli nuclei, secondo
            un ordine occasionale di collocazione e coincide esclusivamente con la data di immissione
            nella raccolta . Un’ulteriore conferma a questa ipotesi proviene da un’osservazione dello
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            stesso Schenoni a proposito della medaglia per le nozze di Carlo I Borbone già re delle Due
            Sicilie, con Amalia di Sassonia. La medaglia è contrassegnata nel cassetto con il numero 36,
            e dovrà essere spostata quindi in ragione delle titolature che cambiano: dopo la numero 20,
            in cui Carlo compare solo come duca di Parma (Catalogo, 43) e prima della numero 21, che
            si riferisce a Carlo III re di Spagna (hic nummus ordine poni debuerat ante numerum 21, et
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            post 20 cum sit Carolus Rex utriusque Siciliae, antea Dux Parm., postea Rex Hispaniae) .
                  Negli anni successivi, il progetto di una raccolta destinata, come ritengo molto proba-
            bile, ad una “storia metallica” del Ducato, dovette essere abbandonato, dal momento che non
            sembra essercene più traccia negli inventari successivi e in ogni altro documento d’archivio
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            esaminato nel corso della ricognizione effettuata da Maria Cristina Burani . È probabile che
            il progetto di Paciaudi, sopravvissuto sino alla direzione di Schenoni, sia stato abbandonato
            già alla fine del Settecento. D’altra parte, all’inizio dell’Ottocento tutte le raccolte del Meda-
            gliere vennero riordinate con mutati criteri e trasferite: è pertanto probabile che tutti gli 87
            esemplari che formavano la raccolta siano stati riuniti agli altri, senza alcuna segnalazione .
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                  L’impressione che si ricava dall’esame degli esemplari scelti è che la raccolta non fosse
            definitiva, ma anzi pianificata e impostata secondo una suddivisione in differenti nuclei, coin-
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            cidenti con le tappe storiche che segnarono i mutamenti dinastici e il governo del Ducato .
            Per una più chiara comprensione dell’articolazione e della stratificazione della raccolta, ho
            ritenuto utile riproporre l’elenco di Schenoni riordinato secondo un criterio più strettamente,
            anche se non rigorosamente, cronologico, corrispondente grosso modo all’articolazione delle
            varie “fasi”, rappresentate nelle tabelle degli apparati del Catalogo (tabb. I-VIII). Dalla lettura
            dei dati registrati nelle tabelle emerge una narrazione condensata in pochi filoni principali
            cioè intorno alle dinastie Farnese, Borbone Spagna da cui deriva il ramo Borbone-Parma e
            Asburgo con il ramo Asburgo-Lorena. A questi filoni principali si riconducono poi gli esem-
            plari delle coeve casate europee, che attraverso leggi, trattati, alleanze e matrimoni, eventi
            documentati puntualmente attraverso gli esemplari della raccolta, si ritrovano intrecciate con
            i Farnese prima e con i Borbone e gli Asburgo dopo . A questi tre capisaldi dinastici possono
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            ricollegarsi i legami tra i protagonisti e gli eventi della storia metallica, lasciando sempre in
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            primo piano i regnanti ai quali sono connessi tutti gli avvenimenti rappresentati .

            Il Quattrocento a Parma: il dominio degli Sforza e la guerra d’Italia (1466-
            1494) [tabb. I-II; cat. 1-4]

                  La prima tappa individuata nella storia metallica del Ducato presenta quattro perso-
            naggi, collocati in un periodo che va dal 1466 al 1495. Un trentennio chiave per l’avvicen-
            darsi di diversi pretendenti al dominio di Parma, al centro di lotte feroci e di tumultuose
            vicende, in cui alleanze, congiure e tradimenti rendevano difficile il raggiungimento di un
            equilibrio stabile.



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