Page 56 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.2-2018
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54                                         Museo Archeologico Nazionale di Napoli – CONTRIBUTI



                   Non è possibile stabilire con certezza il numero preciso di monete che formavano la
             raccolta  farnesiana,  essendo  stati  molti  esemplari  inventariati  complessivamente,  ma  sicu-
             ramente si trattava di migliaia di pezzi custoditi, insieme ad altri oggetti preziosi di piccole
             dimensioni,  in  un  sontuoso  enorme  armadio  a  cassetti  appositamente  commissionato  dal
             cardinale Alessandro nel 1578.
                   La raccolta, incrementata tra il ’500 e il ’700, seguì le sorti dell’intera collezione di fami-
             glia. Essa, infatti, entrata a far parte per via ereditaria del patrimonio di Margherita d’Austria,
             vedova di Alessandro Medici e sposa in seconde nozze di Ottavio Farnese, fu trasferita a
             Parma, ad eccezione delle grandi sculture. Il trasferimento degli oggetti preziosi avvenne per
             volontà di Ranuccio II nella seconda metà del XVII secolo. A Parma la raccolta monetale, ar-
             ricchita con l’immissione della collezione del Foucault, venne riordinata ed esposta in tavolini
             nella Galleria Ducale, visitata da numerosi viaggiatori ed eruditi europei.
                   Poiché nel 1731 Antonio Farnese, ultimo duca di Parma, morì senza eredi diretti, fu
             chiamato alla successione Carlo, figlio di Filippo V di Spagna e di Elisabetta Farnese, ultima
             erede della famiglia. Divenuto re di Napoli nel 1734, egli fece trasportare da Parma e da Roma
             le collezioni della famiglia Farnese che nel 1736 giunsero nel Palazzo Reale di Napoli. Trasfe-
             rite successivamente a Capodimonte, che da casino di caccia era stato trasformato in Museo,
             le monete vi rimasero fino al 1806 esposte in filze girevoli che consentivano di visionare
             entrambe le facce senza toccare gli esemplari. Con l’arrivo dei Francesi, Ferdinando IV portò
             la collezione con sé nella fuga a Palermo e poi di nuovo a Napoli nel 1817 dove fu collocata
             nel Real Museo Borbonico.

























             FIg. 2 – muSeo archeologIco nazIonale dI naPolI, tetradrammo di Perseo (F.g. 6689). © Mibact - MANN.

























             FIg. 3 – muSeo archeologIco nazIonale dI naPolI, tetradrammo di Cleopatra e Antioco VIII. © Mibact - MANN.



             MONETE DELLA RACCOLTA fARNESE NEL MUSEO ARChEOLOGICO DI NAPOLI                          T. Giove
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