Page 57 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.2-2018
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Museo Archeologico Nazionale di Napoli – CONTRIBUTI                                          55
























            FIg. 4 – muSeo archeologIco nazIonale dI naPolI, denario di L. Titurius Sabinus (F.r. 2806). © Mibact - MANN.

























            FIg. 5 – muSeo archeologIco nazIonale dI naPolI, denario di M. Iunius Brutus (F.r. 3072). © Mibact - MANN.


                  Nel corso di questa serie di trasferimenti, furti e dispersioni segnarono la raccolta che,
            nel 1848, giaceva in disordine. Essendo confluite nel museo napoletano altre importanti colle-
            zioni e donazioni, oltre alle numerose monete che venivano alla luce dagli scavi archeologici
            condotti in tutta l’Italia centro-meridionale, si rese necessario un decisivo riordino del Me-
            dagliere. Dopo l’Unità d’Italia l’incarico venne affidato all’insigne studioso Giuseppe Fiorelli
            che procedette in breve tempo ad una risistemazione generale delle monete formando con i
            vari nuclei una sola grande raccolta articolata in fasce cronologiche, uniformandosi agli altri
            medaglieri europei, ma facendo così perdere tutti i dati di provenienza.
                  Uno studio condotto da Renata Cantilena ha consentito l’identificazione di molti degli
            esemplari farnesiani. Il lavoro scientifico si è basato sul riscontro incrociato di documenti di
            archivio, antichi inventari, cataloghi manoscritti, pubblicazioni a stampa e suffragato dal con-
            fronto con i calchi in solfo eseguiti da William Dugood nel 1732 quando la collezione era a
            Parma, ora conservati nell’East Yorkshire presso la Burton Constable Hall.
                  Nell’ambito dell’attuale esposizione delle raccolte numismatiche la cinquecentesca col-
            lezione Farnese è stata esemplificata con una scelta di monete, medaglioni e “contorniati”
            (figg. 9-10) che meglio illustrano i generi preferiti dagli eruditi e dai collezionisti del Rina-
            scimento: i ritratti degli uomini illustri (figg. 6-10) effigiati sulle monete che con le relative
            leggende associate consentivano di dare un volto ai protagonisti della storia antica e permet-
            tevano di identificare, anche se talvolta approssimativamente o fantasiosamente, i personaggi
            rappresentati nei ritratti che il mercato antiquario offriva; le raffigurazioni dei rovesci delle
            monete romane (figg. 4-5) che confermavano gli episodi storici raccontati dalle fonti o rap-
            presentavano celebri monumenti dell’antichità scomparsi o non più identificabili.



            MONETE DELLA RACCOLTA fARNESE NEL MUSEO ARChEOLOGICO DI NAPOLI                          T. Giove
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