Page 68 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.2-2018
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             tous ces antiques témoins, d’examiner avec eux toutes les Religions, les Fêtes, les Institutions,
             les Magistratures, les Armes, les Disciplines, les Moeurs, et d’étudier en même temps le progrès
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             et la décadence des Langues et des Arts” .
                   Nella storia della monetazione romana, l’idea di una serie metallica sembra manifestarsi
             nei contorniati, contraddistinti da un aspetto omogeneo a da una narrazione iconografica
             che racchiudeva in sequenze tipologiche l’universo figurativo legato al mondo ludico. Con
             ogni probabilità essi erano distribuiti nel corso di eventi particolari ed erano destinati ad un
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             pubblico particolare .
                   Quali sono i legami che committtenti, eruditi e incisori avvertono con l’antichità classica
             nei secoli in cui trionfa questo tipo di raccolta? A volte il modello antico è solo un pretesto
             per un’imitazione superficiale, esteriore, di natura puramente tecnica, come dimostra il com-
             mento del Vasari alla Storia metallica di Cosimo I de’ Medici: “E per dir ora cosa alcuna delle
             medaglie e de’ coni d’acciaio, con che si fanno, io credo che si possa con verità affermare i
             moderni ingegni aver operato quanto facessero gli antichi romani nella bontà delle figure, e
             che nelle lettere ed altre parti li abbiano superati, il che si può vedere chiaramente, oltre molti
             altri, in dodici rovesci che ha fatto ultimamente Pietro Paolo Galeotti nelle medaglie del duca
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             Cosimo” .
                   In  piena  età  illuministica  si  afferma  con  crescente  vigore  l’idea  della  moneta  antica
             come supporto della memoria storica. Intorno al 1730 Charles Hedlinger, incisore alla Zecca
             di Stoccolma, si preparava ad intraprendere il progetto per l’esecuzione di una Storia me-
             tallica della Svizzera, con una simile aspirazione: “ La dignité et la grandeur des sujets que
             présente l’histoire de nôtre Nation dans son origine, et dans son accroissement, et plus que
             tout cela l’amour de la patrie, m’encouragent vivament à executer cette entreprise. Puorquoi
             ne lasserions -nous pas à nos descendens, des Monumens capables d’éterniser la mémoire des
             actions qui doivent leur servir de modèle et d’encouragement?” .
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                   Karl Pomian ha messo bene in luce come nell’intento di Luigi XIV (ovvero del suo
             ministro Colbert) la gloria da celebrare sulle medaglie fosse legata principalmente alle sue
             imprese militari e in secondo luogo alla sua famiglia, e agli avvenimenti politici degni di nota;
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             tutto ciò contribuiva a consacrarlo come “l’artefice di tali eventi..il creatore della storia” .
             Così sarà per le Storie metalliche che si allineeranno su questo modello e su questi ideali
             celebrativi, La storia metallica riconosce quindi soltanto grandi protagonisti e ricorda solo
             grandi eventi, degni di essere tramandati ai posteri, come era già avvenuto per la monetazio-
             ne imperiale. Alcune volte il paragone con l’antico evidenzia anche differenze sostanziali in
             tema di significati iconografici. Sebbene avulsi da una storia metallica stricto sensu, i progetti
             per la medaglia che celebrava l’arrivo a Firenze di Francesco III di Lorena nel 1739 possono
             darci un’idea dell’ispirazione totale al modello romano, evidente anche nella fedele riprodu-
             zione della legenda che accompagna e illustra il tipo rappresentato. Ritroviamo addirittura
             nelle lettere scritte intorno a quegli anni da un erudito incaricato di selezionare i modelli più
             convenienti un’attenzione particolare rivolta alla tipologia romana da imitare: “Il Granduca
             a cavallo con seguito di gente pure a cavallo, ed esso, mentre paresse bene, in abito eroico,
             essendo precedeuto o da una Fama, o da una Gloria, col motto ADVENTVS OPTIMI PRINCI-
             PIS alla maniera delle medaglie degli antichi romani (...). L’altro pensiero sarebbe quello di
             rappresentare in due sole Figure la Toscana che bacia la mano al G.duca prendendone noi
             l’esempio e l’autorità da un’insigne Medaglia d’Alessandria che così accoglie l’Imperatore
             non parendo che convenga l’imitare Roma sedente e maestosa a cui l’Imperatore mostrava
             venerazione e ossequio poiché ognun sa che l’Idea che i sovrani medesimi avevano di Roma
             era come di una Deità., il qual modo di pensare ora sarebbe affatto alieno e inopportuno” .
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             L’idea di una diversità sostanziale della medaglia moderna in quanto rappresentativa di una
             histoire événementielle, traspare, sempre nel XVIII secolo, nell’introduzione al catalogo di
             una Histoire métallique de l’Europe, scritta da un antiquario francese che elogia il collezio-
             nismo di medaglie e monete moderne: “Heuresement pour les Curieux en ce genre, la reco-
             noissance dans les Peuples les desir de la gloire dans les Souverains, ont tellement multiplié
             ces monuments destinés à faire passer à la posterité les faits les plus considérables de leurs
             regnes, que l’Histoire ne nous rappelle aucun événement tant soit peu intéressant, qu’on le
             trouve consigné dans quelque Médaille du temps. En cela le moderne l’emporte de beaucoup



             CULTO DELLA MEMORIA                                                                 S. Pennestrì
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