Page 71 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.2-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI                                             69



            sur l’antique: car les Médailles antiques , qu’on ne sait n’avoir été destinées qu’à être la Mon-
            naie courante, ne présentent que rarement l’époque de quelque fait singulier. Leurs revers
            ordinaires ne sont qu’en cercle de certains symbols, ou attributs, qu’on voit reparaître succes-
            sivement sous chaque regne. Au contraire le moderne, consacré dans son principe à instruire
            la posterité, annonce et représente un événement. On y voit des Combats sur terre et sur mer,
            de Sièges de Villes, des Entrées solemnelles, des Scares de Rois, des Pompes funebres, des Alli-
            ances, des Traités de Paix, de Mariages, etc... Aussi, rien de plus varié et de plus amusant que
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            le revers des Médailles modernes. C’est l’Histoire traduit en Tableaux” .
                  Il Settecento consacrerà il collezionismo di monete e medaglie moderne viste come
            prove di una narrazione non più episodica e lacunosa come quella riflessa sulle monete im-
            periali, ma testimonianze ancora vive e attuali di un passato quanto mai vicino nel tempo
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            (tavv. I-II).


            Collezionismo numismatico e identità genealogica: i Farnese dal cardinale
            Alessandro al duca Francesco I

                  Come altre dinastie coeve i Farnese formarono, sin dagli albori della loro ascesa, una
            ricchissima e celebre collezione d’arte e di antichità di ogni specie, in cui le monete ebbero
            un ruolo di primaria importanza .
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                  La storia del Medagliere farnesiano è nota nelle sue grandi linee, attraverso la documen-
            tazione archivistica conservata all’Archivio di Stato di Parma e di Napoli, la cui edizione e il
            cui studio, insieme ai volumi antichi e ad una collezione di calchi ritrovati, hanno permesso
            in anni recenti a Renata Cantilena di ricostruire minuziosamente formazione, consistenza e vi-
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            cende e di identificare numerosi esemplari della raccolta originaria . Com’è noto, le raccolte
            farnesiane, nel 1734, per volontà di Elisabetta Farnese, furono trasportate a Napoli al seguito
            del figlio Carlo III. Qui, dopo una lunga serie di travagliate vicende, le monete sopravvissute
            confluivano nella collezione numismatica del Medagliere del Museo Archeologico Nazionale
            di Napoli, dove oggi sono conservate ed esposte al pubblico nell’allestimento della Collezione
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            numismatica .
                  Il Medagliere Farnesiano, nato per volere del cardinale Alessandro e incrementato dal
            cardinal Odoardo, fu curato e aumentato da Fulvio Orsini, bibliotecario di Palazzo Farnese,
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            grazie alla sua cultura antiquaria e numismatica in particolare (tav. V) .
                  La competenza e la dedizione di Orsini alle prime generazioni di casa Farnese fu pari
            all’attenzione che egli dedicò al Medagliere, che fu considerato nel giro di alcuni decenni tra
            i più rinomati per ricchezza, completezza e ordinamento . Grazie alla sua competenza e alla
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            conoscenza delle monete, con particolare riferimento agli aspetti iconografici e classificatori,
            alla sua attenzione per la scelta di esemplari autentici, ben conservati e adatti a comporre una
            serie repubblicana e imperiale completa, la raccolta si accrebbe notevolmente .
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                  Possiamo farci un’idea della consistenza, disposizione e classificazione dei vari nuclei
            della raccolta nel periodo che va dal 1578 al 1644. Grazie a due inventari rispettivamente
            del 1588, redatto dallo stesso Orsini, e del 1644, sappiamo che il Medagliere era passato
            dagli iniziali quattromila circa al traguardo di circa ottomila esemplari, dal momento che nel
            1600 aveva acquisito anche la raccolta dell’Orsini stesso, donata per testamento al cardinale
            Odoardo .
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                  La creazione dell’identità culturale e della mitografia farnesiana, ricostruita da Christi-
            na Riebsell, poggia sul passato imperiale di Roma, come dimostrano l’appropriazione delle
            statue rinvenute e la spoliazione delle collezioni antiquarie da parte di Paolo III e il loro
            riutilizzo all’interno e all’esterno di Palazzo Farnese (tav. III a-b) . Sarà proprio nel palazzo
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            di famiglia che Paolo III getterà le basi dell’iconografia farnesiana, che oltre a eroi e a divi-
            nità come Flora e Ercole, mostra una particolare predilezione per l’iconografia e la statuaria
            imperiale antica. Predilezione che si rivela anche nella scelta degli imperatori con cui iden-
            tificarsi e con cui identificare il figlio Pierluigi . Un progetto che si andrà trasformando con
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            il tempo e che porterà anche ad inserire nel salone diciotto nicchie contenenti altrettanti
            busti di imperatori, per esaltare le virtù eroiche del duca Alessandro, conquistatore delle
            Fiandre .
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            CULTO DELLA MEMORIA                                                                 S. Pennestrì
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