Page 102 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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102                                      Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia – CONTRIBUTI


                                                          NOTE

          1    I primi risultati sulla necropoli sono in corso di pubblicazione.
          2    Ringrazio il comandante Claudio Maucione insieme a tutti i militari del nucleo della GdF di Rodi Garganico, per
          l’ottimo lavoro di sorveglianza ed anche per le riproduzioni fotografiche concesse.
          3    In un primo tempo è intervenuto l’assistente Giuseppe Compagni, successivamente la collega Giovanna Pacilio,
          responsabile di zona.
          4    La mancanza di risorse economiche ha determinato un intervento parziale e limitato. Una volta reperiti idonei fondi,
          si potrà allargare il perimetro di intervento ed acquisire i conseguenti elementi di comprensione. L’area potrebbe avere
          una funzione cultuale.
          5    Ne darà notizia Giovanna Pacilio in un’altra sede.
          6    V. fig. 5, dove sono indicate due monete, in situ, e Fig. 6 dove si possono osservare alcuni esemplari, prima del
          restauro, eseguito da Cristina Scialpi. Altre due monete reperite al di fuori della buca, in bronzo, sono illeggibili e non
          sono state inserite nel catalogo.
          7    Si veda Catalogo, n. 23.
          8    Nel 212 a. C., all’epoca dell’introduzione del denario, secondo il Crawford, il peso medio dell’asse era di gr. 54 ma,
          nel corso di poco più di un secolo, subì diverse riduzioni con conseguente perdita di valore, fino ad attestarsi su una
          quota di gr. 13,643 nel 91 a. C. (asse semunciale): RRC, p. 43 e p. 596.
          9    Nel catalogo sono state adoperate le seguenti abbreviazioni: D/= Diritto; d. = destra/o; g = grammi; inv.= inventario;
          mm = millimetri; R/ = Rovescio; s. = sinistra/o.
          10    vitale 1999a pp. 157-158.
          11    Il riferimento è alle zecche di Neapolis e Tarentum.
          12    Stazio 1980 che riassume il dibattito precedente.
          13    Stazio 1980, p. 386.
          14    Va anche tenuto conto che, relativamente alla zecca di Tarentum, per il periodo che va dalla guerra pirrica fino
          all’occupazione di tale polis da parte di Annibale, non esiste ancora un lavoro che ne ricostruisce i conî, come per le
          emissioni precedenti (FiSCher BoSSert 1999) e pertanto la cronologia di buona parte del III sec. a. C., è ancora basata su
          evanS 1889 sulla cui affidabilità sono stati, recentemente, espressi dubbi: si v. da ultimo liBero manGieri 2012.
          15    Stazio 1980, p. 386.
          16    Stazio 1980; Burnett 1977, p. 96 n. 18. La compilatrice della Sylloge di Parigi, citata nel catalogo, riporta invece
          270-250 a. C.
          17    Historia Numorum 2001, p. 107. Per quel che riguarda queste datazioni si rinvia a quanto affermato nella nota 14.
          18    Burnett 1993, p. 19 e ss., anche per la bibliografia precedente. Va segnalato che, diversamente da quanto asserito
          nel contributo appena citato, l’esemplare n. 10, appartenente alla terza serie, non segue questa riduzione, ma conserva
          il pieno peso, identico a quello della prima serie.
          19    Su quest’argomento si rinvia a AA. VV. 1993.
          20    Burnett 1993.
          21    mattinGly 1993.
          22    marChetti 1993.
          23    vitale 1999a p. 153.
          24    vitale 1999a, p. 160.
          25    vitale 1999a p. 156. Anche il tesoretto di Ischitella costituisce un’eccezione.
          26    Stazio 1980, p. 392 quadro riassuntivo per le campano tarentine e vitale 1999, 1 p. 153 e ss.
          27    Fra tutti i ripostigli con presenza di monete romano-campane e campano-tarentine, il nostro contiene il numero
          minore di esemplari.
          28    Per la classificazione dei vari tipi di tesoretti, in rapporto al loro utilizzo si v. GrierSon 1984 p. 192 e ss. (in cui si ripren-
          dono, sintetizzandoli, studi precedenti dello stesso autore) e da ultimo Cantilena 2008, p. 100 e ss.
          29    Va segnalata la presenza, sull’esemplare n. 6 della zecca di Neapolis dell’arpione un simbolo inedito. Ringrazio
          Teresa Giove per l’aiuto nell’identificazione.
          30    Sui tesoretti relativi a queste monete si v. Stazio 1980 e vitale 1993, a e b e e vitale 2001.
          31    mattinGly-roBinSon 1932.
          32    Si veda, da ultimo, Panvini Rosati 2000, pp. 90-91 con dibattito precedente.
          33    Buttrey 1961.
          34    RRC (Crawford).
          35    CaCCamo CaltaBiano 1993.
          36    Secondo le indicazioni di RRC,  p. 155 n. 44/7.
          37    Forse proprio una situazione di emergenza che richiedeva una risposta immediata, ha causato la rottura della broc-
          chetta che custodiva il materiale.
          38    mazzei-liPPoliS 1984, ed in particolare p. 211 e ss.


          Monete roMano-caMpane e caMpano-tarantine in un tesoretto rinvenuto a ischitella    G. Libero Mangieri
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