Page 11 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna - CONTRIBUTI 11
IL MEDAGLIERE
DEL MUSEO NAZIONALE ARCHEOLOGICO DI PARMA
Storia del Museo
Il Museo di Parma nasce con decreto regio e con il nome di
“Ducale Museo di Antichità” il 20 settembre 1760. La sua costi-
tuzione scaturì da un atto di generosità del duca Don Filippo di
Borbone verso la città, trovatasi improvvisamente “saccheggiata”
di molti oggetti di antichità (quelli che Carlo di Borbone, divenuto
re nel 1734, aveva portato con sé a Napoli), e fu scelta quale sede
per ospitare i reperti provenienti dagli scavi che lo stesso Duca,
quasi a risarcimento della spoliazione subita, aveva avviato nel
municipio romano di Veleia, oggi in provincia di Piacenza, ma
all’epoca ubicato nel territorio del Ducato di Parma (fig. 1).
Scavi e Museo traggono origine da un evento eccezionale: il
ritrovamento della più lunga iscrizione romana oggi conosciuta,
che riporta il testo di una legge agraria nota col nome di institutio
alimentaria, emanata all’epoca degli imperatori Nerva e Traiano.
Come l’Accademia e la Biblioteca, il Museo trovò sede nel-
la Pilotta (il palazzo dei servizi della corte dei Farnese, dal nome
del gioco della pelota – palla – praticato in uno dei cortili dell’edi-
ficio, costruito in più tempi, a partire dalla fine del Cinquecento).
Il Museo, inizialmen-
te allestito in un edifi- Fig. 1 – muSeo nazionale arCheoloGiCo
cio addossato al braccio di Parma. Ritratto in bronzo di
fanciulla (Baebia Bassilla) da
orientale della Pilotta Veleia (PC), tarda età repubbli-
(successivamente demoli- cana. © SAER.
to), fu poi spostato nel 1817 nella sede attuale (il fabbricato
addossato al lato sud del complesso farnesiano), sotto il
ducato di Maria Luigia (consorte di Napoleone e posta sul
trono di Parma dal congresso di Vienna). In quest’epoca,
vengono acquistate alcune collezioni di cui l’erudizione
ottocentesca ritiene che il Museo non possa mancare: ce-
ramica greca ed etrusca, bronzi e terrecotte etrusche, iscri-
zioni, monete e medaglie, reperti egizi ed altri ancora. È,
inoltre, sotto l’egida di Maria Luigia che vengono compiute
importanti scoperte archeologiche in città che, da un lato,
permettono una maggiore conoscenza della Parma romana
FiG. 2 – muSeo nazionale arCheoloGiCo di Parma.
Mosaico con centauro da piazza Gari- e, dall’altro, determinano un ulteriore accrescimento della
baldi, I secolo d.C. © SAER. collezione del Museo (figg. 2-3).
Il medaglIere del museo NazIoNale archeologIco dI Parma M. Podini

