Page 86 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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86 Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia – CONTRIBUTI
NOTE
1 Il tesoretto in esame è stato edito nel 1934 dall’insigne studiosa Laura Breglia (si v. BreGlia 1934). Riteniamo cosa opportuna
la riedizione di questo, come di altri tesoretti editi in tempi lontani e su volumi non facilmente reperibili, sia per necessità di
aggiornamenti, sia per fornire un corredo fotografico completo del materiale. Il restauro del materiale è stato eseguito da M.
Arco; le riproduzioni fotografiche sono state realizzate da P. Buscicchio e rielaborate dallo scrivente. La movimentazione del
materiale è stata effettuata da A. Attolino, A. Magrì ed A. Prenna e facilitata grazie alla Direzione del Museo di Tarento. M.
Dentico, mio collaboratore, mi è stato di valido aiuto in vari adempimenti, nel corso della catalogazione.
2 Documento 1 La pratica con tutta la documentazione su tale vicenda è conservata presso l’Archivio Storico della
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, con le seguenti coordinate: B 2 F 6 Sf 2. Nel fascicolo sono presenti
41 documenti che sono stati visionati ed ordinati cronologicamente da chi scrive.
3 Documento 11, allegato 1.
4 Documento 2.
5 Documento 3-10.
6 I militari della GdF che avevano provveduto all’interrogatorio furono Maresciallo Capo Fiore Vito e brigadiere Pasanisi Giuseppe.
7 Documento 11.
8 Documento 11, allegato 2. La richiesta venne effettuata dal tenente M. Susanna.
9 Documento 11, allegato 5.
10 Documento 12.
11 Documento 13.
12 Documenti 15 e 16. Il 12 gennaio la lettera è firmata Molajoli, mentre il 17 invece è Aru, evidentemente c’era stato un
cambio alla guida dell’Ufficio.
13 Nel catalogo è presente anche uno spezzone che fu consegnato in una fase successiva, ma di cui non si conserva al-
cuna notizia. L’acquisizione è comunque ricordata da L. Breglia nel suo articolo già citato (ma si veda anche più avanti),
che dovette apprendere la notizia direttamente presso il Museo, vista anche la data di edizione del suo intervento.
14 Si vedano i Documenti 33-39.
15 Documento 30.
16 Documento 31.
17 Documenti 40 e 41.
18 Documento 24.
19 Documenti 25-28.
20 Così BreGlia 1934, p. 53.
21 La riduzione ponderale delle monete tarentine è stata ipotizzata da evanS 1889 p. 139 e ss., mentre più recentemente
è stata proposta la data del 275 a. C. da FiSCher BoSSert 1999 p. 338 e ss., col quale concorda GarraFFo 2001, p. 479. Si
veda anche, da ultimo, liBero manGieri 2012a, p. 200 e ss.
22 FiSCher BoSSert 1999, gruppo 25, n. 335, tav. 19.
23 evanS 1889, p. 191; da ultimo Historia Numorum 2001, p. 105.
24 Sulla possibilità che la produzione dei nòmoi continui oltre il 228 a. C. si rinvia a liBero manGieri 2012a, p. 200 e ss.
25 BreGlia 1934, p. 45.
26 Oltre all’esemplare in esame solo sul n. 9 e sul rovescio del 77 sono evidenti tracce di consunzione, mentre un pro-
cesso di ossidazione, in nuce, riguarda i nn. 163, 168, 175 e 176.
27 Sull’identificazione del giovane su delfino si rinvia a Guzzetta 1989, GarraFFo 1995, pp. 148-151; FiSCher BoSSert 1999,
pp. 410-412. Da ultimo CarroCCio 2010 e CarroCCio 2012.
28 Historia Numorum 2001, pp. 99-103.
29 Per Tarentum: FiSCher BoSSert 1999, gruppi 77-79 (dat.: 302-281 a. C.), la firma appare nella forma accorciata FΙLΙS o
FΙL o FΙ. Per Velia: williamS 1992, gruppo VII, pp. 93-123 (dat.: 305-290 a. C.); liBero manGieri 1986, p. 59 e ss. (334-
300 a. C.): qui la firma è presente anche per intero, FΙLΙSΤΙWN.
30 Historia Numorum 2001, p. 94 e ss.; FiSCher BoSSert 1999, dal gruppo 13 in poi. Saltuariamente appaiono anche i Dioscuri.
31 Per i rinvii al catalogo si rimanda alla tavola dei simboli.
32 evanS 1899, p. 190; BreGlia 1934, p. 50.
33 Per la classificazione dei vari tipi di tesoretti, in rapporto al loro utilizzo, si v. GrierSon 1984, p. 192 e ss. (in cui si
riprendono, sintetizzandoli, studi precedenti dello stesso autore) e da ultimo Cantilena 2008, pp. 100 e ss.
34 Sulla questione si v. in questa stessa sede l’intervento di a. CoCChiaro.
35 BreGlia 1934 e travaGlini 1989, sulla scia delle indicazioni cronologiche di Evans, datano l’occultamento al 228 a.C.
Come ho già accennato precedentemente, sono del parere che la produzione di monete tarentine non cessò nel 228
a.C., ma continuò fino a poco prima del 212 a.C. Sulle motivazioni si rinvia a liBero manGieri 2012a.
36 Nel catalogo sono state adoperate le seguenti abbreviazioni: D/= Diritto; d. = destra/o; g = grammi; inv.= inventario;
mm = millimetri; R/ = Rovescio; s. = sinistra/o.
Il tesoretto rInvenuto a Fasano nel 1933 G. Libero Mangieri

