Page 89 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia - CONTRIBUTI                                    89


              Nel III sec. a.C. Egnazia, come altri centri della Messapia, era cinta da mura in opera quadrata,
         ancora conservate in tutto il perimetro e nell’altezza originaria di sette metri nel tratto terminale sul
         mare. Secondo una tipologia insediativa ormai documentata per molti insediamenti indigeni coevi,
         la cinta muraria comprese all’interno aggregati abitativi sparsi con annesse necropoli. Come docu-
         mentano le prospezioni di superficie condotte sistematicamente e secondo metodologie scientifiche
         all’esterno delle mura di alcuni insediamenti, l’esplosione demografica documentata in Messapia nel
                                                                          4
         IV secolo a.C. determinò un fitto popolamento delle campagne .
              Dalle mura si dipartivano le vie di collegamento verso gli aggregati abitativi agricoli.
              Ad Egnazia, all’esterno delle mura, lungo i tracciati viari che si inoltravano nell’entroterra ver-
         so altri centri importanti coevi, alla fine del IV secolo a.C. si organizzarono spazi funerari (fig. 3),
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         utilizzati sino al periodo tardoimperiale romano , caratterizzati, caso unico in Messapia, da tom-
         be a camera scavate nella roccia e dipinte, utilizzate sino agli inizi del I secolo a.C. La necropoli
         orientale di Egnazia si estendeva lungo una via parallela alla costa, ricalcata dalla via Minucia
         percorsa da Orazio nel I secolo a.C., della quale è stato messo in luce un tratto all’esterno delle
         mura (fig. 4). La via fu in larga parte ricalcata dall’Appia Traiana, lastricata all’interno della città
         (fig. 5).
              All’esterno delle mura il tracciato della via publica, caratterizzato da carraie che solcano in
         profondità il banco di roccia, è stato riconosciuto in località Masciola (fig. 6).
              In età ellenistica la via doveva collegare i siti agricoli dell’entroterra egnatino, noti da segnala-
         zioni del passato .
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              Nell’area della necropoli occidentale sono stati evidenziati i solchi carrai di un tracciato viario
         che, dipartendosi dalla porta di Nord-Ovest, dopo aver attraversato la necropoli occidentale e, dopo
















































         FiG.4 –  Tracciato viario identificabile con la via Minucia. © SBAP.


         Il contesto terrItorIale dI rInvenImento del tesoretto monetale dI fasano                 A. Cocchiaro
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