Page 94 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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94 Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia – CONTRIBUTI
La necropoli ivi rinvenuta è solo una parte di un mosaico di storia e di archeologia, le cui ca-
selle potranno essere completamente ricomposte, una volta che sarà esplorato anche l’abitato, di
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cui si presume la presenza sulla sommità della collina .
Tale area è particolarmente soggetta a rischio di saccheggio, pertanto è monitorata assiduamente
dalla Guardia di Finanza di San Severo, Brigata di Rodi Garganico. Proprio grazie a questa costante sor-
veglianza, il 31 marzo 2011 i militari scoprirono, in loco, un’ampia buca (fig. 3) con frammenti ceramici
sparsi intorno, evidente indizio di un’illecita attività da parte di scavatori clandestini .
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Essi allertarono immediatamente il personale della Soprintendenza, grazie al cui sollecito inter-
vento fu messa in luce una struttura rettangolare (fig. 4) di cui
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non è chiara, allo stato attuale, la funzione .
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Lo scavo ha restituito, oltre a chiodi e frammenti ceramici,
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anche un piatto ed una brocchetta acroma monoansata integra .
Il materiale numismatico è stato rinvenuto in due punti: quat-
tordici monete nel contenitore frammentato (fig. 5), all’interno
della parte angolare della struttura , e dieci poco distanti, alla
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base della stessa, in un raggio non superiore ai 50 cm (fig. 6).
La vicinanza dei due nuclei potrebbe indurre a ritenere che
FiG. 3 – Monte Civita, la buca con i materia-
li ceramici sparsi intorno. © SBAP. essi facciano parte di un unico occultamento, attribuendo la
lontananza dei dieci esemplari dal contenitore ad un intervento
casuale. A ciò, però, si oppone la presenza dell’asse romano di
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peso ridotto . La scarsa leggibilità di questa moneta non permet-
te un confronto preciso, ma il peso, attestato sui 16 grammi, ne
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suggerisce una collocazione nel corso del II sec. a. C. inoltrato .
Risulta difficile, viste le associazioni con le altre monete - oltre
agli altri contesti di cui si discuterà più avanti -, poter far slittare
la data di interramento del gruzzoletto in questa data. D’altro
canto, ritengo che l’esemplare campano-tarantino, rinvenuto
poco lontano dalla brocca (cat. 8), possa essere ritenuto parte
integrante del gruzzolo. A tale conclusione porta sia il valore
della moneta, in argento, metallo presente solo nel ripostiglio,
sia la tipologia e gli elementi di corredo (astro e delfino a s.)
FiG. 4 – Monte Civita, la struttura rettan-
golare messa in luce dallo scavo che rendono questo nummo identico al n. 7, per cui entrambi
della Soprintendenza. © SBAP. appartengono ad uno stesso gruppo.
FiG. 5 – Monte Civita, le monete e i frammenti del conte- FiG. 6 – Monte Civita, localizzazione di due monete del tesoretto.
nitore all’interno della parte angolare della strut- © SBAP.
tura rettangolare. © SBAP.
Monete roMano-caMpane e caMpano-tarantine in un tesoretto rinvenuto a ischitella G. Libero Mangieri

