Page 13 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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                  All’inizio, le monete destarono la curiosità degli artisti. Alla ricerca dei modelli icono-
            grafici antichi, la voga per le rappresentazioni pittoriche o scultoree in forma di medaglia
            venne proprio dallo studio di alcuni primi pezzi. Più tardi interessarono l’antiquaria degli
            storici. Il primo trattato specifico di questa nuova materia è considerato Le immagini degli
            imperatori del parmigiano Enea Vico, pubblicato nel 1548. Infine, arrivò il tempo dei numi-
            smatici. Il capostipite fu il gesuita austriaco Joseph Hilarius Eckhel che in linea con la nascen-
            te economia politica a partire dal 1774 cominciò il riordino delle raccolte imperiali non più
            su principi alfabetici ma cronologici e geografici. Che fosse con i Farnese, i Borbone o Maria
            Luigia d’Asburgo, una cosa è certa, la città di Parma si qualificò con profitto in tutte queste
            fasi, rappresentando uno dei centri più significativi d’Europa. Dopo che Carlo di Borbone
            svuotò le residenze ducali di ogni bene e portò tutto con sé a Napoli, non lasciando neanche
            i chiodi ai muri, dal 1760 il Medagliere andò gradualmente rimpolpandosi, in primis grazie
            agli scavi dell’antica Veleia, i cui reperti hanno costituito il nucleo originario e la ragione
            fondante stessa del Museo Archeologico. Sulla scia di questo primo risarcimento, la collezione
            continuò ad ampliarsi, fino a costituire una tra le più importanti del nostro Paese, che la
            riunificazione degli Istituti museali della Pilotta restituisce ora in tutta la sua complessità.
                  Frutto di un collezionismo totale privo di cesure, l’insieme di monete e di medaglie,
            può tornare finalmente a dialogare con i volumi della Biblioteca Palatina, ma anche con
            le raccolte artistiche della Galleria Nazionale, in funzione delle quali era stato costituito.
            Operazione che prende innanzitutto forma in questo corposissimo volume, che comincia dal
            versante più propriamente numismatico, e costituisce il primo passo di un tanto atteso ri-
            allestimento e del rilancio di una parte così ricca e consistente del patrimonio parmigiano,
            oggetto ormai di cure complesse e più adeguate alla polisemia storica in alto evocata. Grazie
            a otto nuove vetrine virtuali all’interno del Portale Numismatico dello Stato, è stato possibile
            mettere a disposizione di un pubblico assai più ampio moltissimi esemplari inediti secondo
            quanto già avvenuto per altri importanti Medaglieri come Firenze, Chieti, Napoli, Taranto e
            Reggio Calabria, con il supporto della Direzione Generale Archeologia, belle arti e paesaggio
            e dell’Osservatorio per i Beni Numismatici di interesse archeologico. Una collaborazione cui si
            deve anche questo volume, che rappresenta il terzo della serie “Medaglieri Italiani” prestigiosa
            collana promossa e curata dalla Direzione Generale Archeologia, belle arti e paesaggio, soste-
            nuta dal munifico mecenatismo dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato che si ringrazia.



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                                                                Direttore Complesso Monumentale della Pilotta



















            PRESENTAzIONE                                                                           S. Verde
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