Page 159 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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GLI ANNI D’ORO DEL MEDAGLIERE:
                              LA DIREZIONE DI MICHELE LOPEZ (1825-1867)





                  La prima metà del XIX secolo vede Parma illuminata dalla reggenza di Maria Luigia
            d’Austria, Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla, coniugata con il fervore intellettuale del
            nuovo Direttore del Museo, Michele Lopez. Se il predecessore di quest’ultimo, Pietro de Lama,
            aveva largamente contribuito all’acquisizione di nuove collezioni, sebbene in parte ostacolato
            da un clima politico e culturale poco propizio, Lopez si trova maggiormente favorito dalla
            grande liberalità dimostrata dalla Sovrana. Nato a Parma nel 1795 da padre spagnolo, ottiene
            nel 1816 un incarico al Museo di Antichità di Parma prima come aiutante di de Lama (che lo
            definisce un “giovine di altissime speranze” ) quindi ne diviene Direttore dal 1825 al 1867.
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                  Leggendo le pagine e le bozze più o meno complete dei numerosi Registri ed Inventari
            che tratteggiano la storia di questa Istituzione ed attestano gli “ingressi di monumenti”, ab-
            biamo già più volte ribadito come il settore numismatico sia quello che assorbe il maggiore
            interesse, che non manca mai di essere descritto con dovizia di particolari e che si cerca di
            ampliare sempre più. Anche la scelta di assegnare la funzione di Direttore presuppone che
            tale incaricato sia soprattutto esperto in questa disciplina. Lopez non solo risponde alle carat-
            teristiche ricercate, ma si inserisce con capacità e cultura del tutto peculiari. Il suo eclettismo
            è riassunto dalla fotografia sopra riportata (tav. I), in cui egli sta esaminando una moneta con
            l’ausilio di una lente, mentre sul tavolino trovano posto un’immagine del Battistero, monu-
            mento che ha studiato e di cui ha curato una pubblicazione, e la copia in gesso dell’Ercole
            Ebbro, statuetta bronzea rinvenuta a Veleia (tav. II) quasi a simboleggiare l’origine stessa del
            Museo e la ripresa degli scavi per volere della Granduchessa.
                  La felice congiuntura tra l’interesse della Sovrana e lo zelo del Direttore daranno vita a
            quello che è senz’altro il periodo di maggior sviluppo e fervore della vita del Museo (fig. 2), di
            incremento delle raccolte in generale e dell’acquisizione di prestigiose collezioni numismati-
            che in particolare anche se non mancheranno, come si vedrà oltre, delusioni per il fallimento
            di trattative di ulteriori acquisti. Per far posto ai nuovi ingressi, dunque, Lopez aumenta la
            superficie espositiva, modifica la disposizione all’interno degli ampi saloni che devono essere
            in grado di accogliere i sempre più ricchi e numerosi reperti ma soprattutto si adopera in tutti
            i modi per accrescere il settore numismatico.
                  I documenti dell’Archivio relativi a questo periodo sono di conseguenza più corposi, ric-
            chi di dettagli e di testimonianze. In meno di un decennio (tra il 1833 e il 1840) si acquistano
            le collezioni che costituiscono il nucleo più consistente del Medagliere stesso, includendo non
            solo un gran numero di pezzi (9112 in totale) ma anche esemplari importanti, rari, soprattutto
            della monetazione magnogreca, italica e romana. Non vengono esclusi però, cosa piuttosto
            insolita per il gusto antiquario del tempo, esempi della monetazione medievale e moderna.
                  Di ben 3983 pezzi è costituito il medagliere Bissi, che fa il suo ingresso nel 1833, di 379
            il medagliere Rossini, acquistato nel 1835, di 200 la collezione Castiglioni del 1836 e di 1018
            il Medagliere Caccia. La raccolta Beffa del 1838 conta 368 monete, 266 la raccolta Benucci del
            1839, mentre sono 2898 le monete della collezione Strozzi acquisita nel 1840. Alla ricchezza
            delle raccolte va poi sommata la notevole quantità dei singoli pezzi, donati da privati cittadini
            per spirito d’emulazione della Sovrana, sempre munifica nei confronti del Museo.
                  A partire dall’epoca della Restaurazione vari decreti legislativi avevano posto le basi per
            interventi di tutela che coinvolsero gli Stati italiani e che mirarono essenzialmente alla forma-
            zione e all’incremento delle grandi raccolte. Tali provvedimenti rappresentavano un supporto



            MIChELE LOPEz (1825-1867)                                                          M.C. Burani
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