Page 19 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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IL PROGETTO DI RICOGNIZIONE E DI RIORDINO
DEL MEDAGLIERE DEL COMPLESSO MONUMENTALE DELLA PILOTTA
Benché non fra le raccolte maggiori italiane sotto il profilo quantitativo, il Medagliere
del Museo Archeologico di Parma è da considerarsi tra i più importanti a livello nazionale
per completezza, qualità e varietà dei pezzi. Ciò trova peraltro conferma tutte le volte in cui
vengono effettuate ricerche più approfondite sulla collezione (per verifiche, confronti e studi
e pubblicazioni) ed è emerso con ancora maggiore evidenza a seguito del recente lavoro di
ricognizione e riordino.
Il primo importante lavoro di risistemazione e riordino del materiale è stato condotto,
nel secondo dopo guerra, da Franco Panvini Rosati e portato avanti da Silvana Balbi de Caro,
consentendo l’inventariazione di più di 12.000 pezzi e una loro parziale schedatura. A questa
operazione è seguita un’importante attività di catalogazione che ha portato alla redazione di
numerose schede ministeriali .
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Un secondo lavoro di ricognizione è stato avviato più recentemente, a seguito della rile-
vazione del furto del 2009, un episodio certamente drammatico della storia del Museo, che ha
rappresentato una sorta di “spartiacque”, prima di tutto in termini di definizione delle priorità
di tutela. Anzitutto si è preso atto della necessità di indirizzare gli sforzi nella direzione di una
conoscenza, forse meno di dettaglio, ma comunque complessiva del patrimonio numismatico,
puntando a sapere “che cosa” c’è (in termini di disponibilità, di quantità e di pochi dati essenzia-
li sui singoli pezzi) e “dove” questo sia precisamente collocato all’interno del medagliere (stanza,
vetrina e/o posizione occupata dentro agli stipi) e, infine, acquisendo un’adeguata documenta-
zione fotografica ad alta risoluzione. Ciò ha portato a una schedatura essenziale dell’intera col-
lezione storica di monete (oltre 18.000 esemplari) — ciascuna delle quali documentata con foto
del D/ e al R/ — e alla quantificazione della restante parte della collezione (oltre 5.000 pezzi)
— con foto generali di tutti i cassetti degli stipi — contenenti medaglie, conî, punzoni e altri ma-
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teriali numismatico-sfragistici (gettoni, tessere, pesi monetali, timbri, sigilli e matrici sigillari) .
Da anacronistici progetti di catalogazione integrale — legati a un’epoca in cui vi era una
diversa disponibilità di fondi e tecnologie differenti — si è passati a una “scelta” — probabil-
mente meno ambiziosa ma più ancorata allo stato di fatto — di avviare una ricognizione fi-
nalizzata alla produzione di una documentazione essenziale del patrimonio disponibile. Oltre
alla realizzazione di una campagna fotografica digitale del materiale numismatico, sono state
prodotte due banche-dati informatizzate esportabili nei più comuni formati (una più generale
contenente i dati quantitativi e topografici generali; l’altra più di dettaglio con indicazione dei
dati precisi sui singoli pezzi).
Alla base del lavoro sono stati definiti tre principi ispiratori:
− il primo è che nulla di quanto è stato fatto in passato andasse perduto: tutti i dati
sono stati recuperati (dai registri storici alla numerazione assegnata dal Panvini, dai vecchi
numeri di inventario alle schede ministeriali, dalle tesi alle pubblicazioni ecc.), avviando con-
testualmente progetti di informatizzazione delle schede ministeriali (anche attraverso stagisti
universitari nell’ambito di convenzioni sancite fra Museo Archeologico e Università di Parma);
− il secondo è che ad ogni moneta dovesse corrispondere un solo numero di inven-
tario (cosa niente affatto scontata): fra le varie possibilità che si presentavano, si è scelto di
mantenere e di proseguire con la numerazione inventariale assegnata dal Panvini in quanto
quest’ultimo, con il proprio lavoro, aveva inventariato circa metà della raccolta;
IL PROGETTO DI RICOGNIzIONE E DI RIORDINO DEL MEDAGLIERE M. Podini

