Page 157 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.2-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI                                            155



            a subentrare nel governo del Ducato subito dopo l’assassinio del padre, nel 1547. Nonostan-
            te la ferma difesa dei diritti della Chiesa su quei territori, l’intervento salvifico del suocero
            di Ottavio Carlo V (cat. 10-12) e del fratello cardinale Alessandro permettono a Ottavio di
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            ricevere nel 1550 il riconoscimento del titolo da Giulio III , rimesso in discussione e infine
            riconfermato nel 1556. Gli anni di governo di Ottavio vengono rappresentati nella raccolta da
            tre tipologie tra le più note della produzione farnesiana (cat. 13, 16-17), una medaglia, e tre
            monete coniate a Parma e a Piacenza, in oro e argento, tra cui il celebre scudo d’argento del
            1574, che presenta per la prima volta al rovescio il tipo delle Tre Grazie (cat. 16), il cui conio
            sarà poi riutilizzato dai successivi duchi. Al periodo di Ottavio sono collegate anche le due
            medaglie di Margherita d’Austria (cat. 14-15; tavv. XIV e XV a-b), che esaltano il suo ruolo di
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            governatrice delle Fiandre e difensore della religione cattolica rivestito dal 1559 al 1567 . La
            rappresentazione di Margherita nella raccolta costituisce un doveroso riconoscimento all’uni-
            ca donna di casa Farnese eternata sulle medaglie per il suo status imperiale e per un ruolo
            politico non inferiore a quello del marito  (tav. XV). Tra queste si segnala un raro esemplare
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            fuso in piombo in cui appare come Diana insieme a Ottavio in veste di Apollo (fig. 10).
                  Con la medaglia ermetica di Alessandro (cat. 20) lo scenario che fa da sfondo rimane lo
            stesso, ma la rappresentazione dell’assedio di Anversa del 1585 al quale è dedicato il rovescio
            è descritto in chiave strettamente allegorica e ermetica . L’esemplare scelto, di estrema rarità,
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            rappresenta un condensato delle virtù eroiche di Alessandro che rimarrà centrale nell’icono-
            grafia e nella mitografia dei Farnese e che darà vita ad una vasta produzione iconografica e
            medaglistica  (tavv. XVI-XVII). Quest’ultima, insieme alle medaglie di Margherita d’Austria,
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            verrà inserita nella Histoire métallique del Van Loon uscita nel 1716 (tavv. XV a-b).
                  Il passaggio al successore di Alessandro, Ranuccio I, quarto duca di Parma e Piacenza, è
            annunciato dalla medaglia di Clemente VIII (cat. 23), che celebra il Giubileo del 1600 e il ma-
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            trimonio del Duca con la nipote Margherita Aldobrandini . La coppia verrà immortalata nei
            cicli mitologici affrescati nei palazzi ducali di Roma e di Parma nelle vesti di Bacco e Arianna,
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            Peleo e Teti e Marte e Venere . Ranuccio I è presente con due tipologie di monete (cat. 24-
            25), una doppia d’oro della zecca di Piacenza e un ducatone d’argento della zecca di Parma.
            La nota passione che dominò molti Farnese per l’astrologia e l’alchimia, a partire da Paolo
            III, si impadronì di Ranuccio I (fig. 11), la cui esistenza personale e politica fu strettamente
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            intrecciata alle scienze occulte . Sulla base di numerose testimonianze che gli attribuiscono
            una dipendenza da astrologi e alchimisti, ho ritenuto di attribuire ipoteticamente al suo pe-
            riodo l’enigmatica medaglia talismanica inserita nella raccolta . Al quinto duca Odoardo I
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            (fig. 12) sono assegnate ben cinque monete (cat. 28-32), di cui una da 8 doppie d’oro e due
            scudi, un pezzo da due lire e un ducatone d’argento .
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                  Tra gli esemplari di Ranuccio II (cat. 33-35; fig. 13) vengono selezionati, oltre al doppio
            ducatone d’argento del tipo QVESITAM MERITIS e allo “scudo di marche” del 1685, unicum
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            assoluto posseduto dal Medagliere , la quadrupla d’oro con l’icona della Madonna della
            Steccata. La galleria dinastica dei Farnese si conclude con due monete di Francesco Farnese
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            (cat. 36-37), penultimo duca della dinastia Farnese .

            Il Ducato di Parma e Piacenza: la fine della dinastia Farnese e la dinastia
            dei Borbone da Carlo I a Ferdinando I (1732-1802) [tab. IV; cat. 39-89]

                  Dall’estinzione dei Farnese con l’ultimo duca Antonio, che muore senza eredi nel 1731,
            si passa ad un nuovo capitolo dinastico, che ricongiungerà il presente dei Borbone di Spagna
            al passato dei Farnese . Saranno infatti i due figli di Elisabetta Farnese, figlia di Odoardo I e
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            sposata con il re di Spagna Filippo V, a prendere possesso, nel breve arco di qualche decen-
            nio, del titolo di duca di Parma e Piacenza. Come la stella raffigurata sulla medaglia di Carlo
            XI di Svezia con il motto NESCIT OCCASUM (cat. 38), la stella dei Farnese non tramonta mai,
            ma rivive nei figli di una discendente diretta dei Farnese. Il carlino del 1731 (cat. 43), coniato
            nel 1731 dalla vedova di Odoardo Dorotea Sofia di Neuburg per l’imminente ingresso del
            nipote Carlo I a Parma , insieme alla medaglia con il tipo della Spes (cat. 44) con il giglio
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            in mano, caro all’iconografia farnesiana, testimoniano la speranza in un trapasso dinastico
            indolore per il Ducato .
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            IL MEDAGLIERE IN bIbLIOTECA                                                         S. Pennestrì
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