Page 113 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 12-2018
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DAI BENI NUMISMATICI AI MEDAGLIERI ITALIANI.
ESPERIENZE, DATI E PROGETTI TRA RICERCA, TUTELA E VALORIZZAZIONE:
IL CONTRIBUTO DELL’OSSERVATORIO PER I BENI NUMISMATICI
DEL MIBAC (2011-2018)
Premessa
“I beni numismatici costituiscono una parte rilevante del patrimonio storico-artistico
italiano sia per la loro entità sia per il loro altissimo valore culturale” (…). La questione dei
beni numismatici italiani veniva così introdotta nella Relazione pubblicata nel 1967 dalla
Commissione d’indagine per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, archeologico,
artistico e del paesaggio, istituita per legge nel 1964 e presieduta da Francesco Franceschini .
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Tuttavia, già a partire dall’articolata rappresentazione del patrimonio storico-artistico
italiano su cui poggiava il manifesto programmatico della Commissione, i beni numismatici
italiani vengono inseriti tra i beni etnografici e, nell’ordine, gli strumenti musicali antichi e gli
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oggetti di arredamento . Nonostante la consapevolezza della rilevanza qualitativa e quantitati-
va dei beni numismatici, rientranti nella più ampia classe del patrimonio storico-artistico, essi
vengono relegati in una sezione a parte, separata dai beni archeologici e coincidente con quei
beni “storico-artistici medievali e moderni” caratterizzati da “problemi particolari” .
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Le criticità ammesse senza alcuna reticenza, proprio per la delicata missione istituziona-
le affidata alla Commissione, rivelano, in un clima post-bellico e alla vigilia della nascita del
primo Ministero competente sui beni culturali del Paese, un quadro impietosamente proble-
matico che ci offre ancora oggi più di uno spunto di riflessione . La peculiarità più evidente
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del patrimonio numismatico italiano è quella di una sua presenza capillare, radicata nel tes-
suto museale del Paese: “I beni numismatici sono diffusi in tutto il territorio nazionale. Si
può affermare che non v’è museo in Italia che non abbia una sua collezione numismatica
più o meno ricca secondo l’origine e le circostanze in cui essa si è formata” . Già in quegli
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anni i beni numismatici, soprattutto monete e medaglie, sono quindi considerati, “per il loro
altissimo valore culturale”, testimonianze di primaria importanza della storia e della cultura
dell’Italia e del suo territorio, dall’età antica sino all’età moderna . Non solo. Le collezioni
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numismatiche, sia quelle maggiori che le minori, costituiscono per loro stessa natura, il pa-
trimonio identitario del museo stesso, in quanto ne riflettono molto spesso storia e vicende,
in particolare per quel che concerne formazione e provenienza . Per la Commissione, inoltre,
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l’incremento dei principali medaglieri e delle raccolte minori, costituiti per acquisti o donazio-
ni di nuclei collezionistici in gran parte di formazione ottocentesca, è ormai prevalentemente
legato ai rinvenimenti archeologici dal territorio . Il collegamento con il territorio di apparte-
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nenza del Museo, che connota ancora oggi gran parte dei nostri medaglieri, costituisce anzi
“quasi l’unica fonte di incremento delle nostre collezioni numismatiche” (figg. 1-2; tav. II) .
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Ma soprattutto la Commissione evidenzia nella sua relazione tre principali problemati-
che, elencate in ordine di importanza: “il personale specializzato; il riordinamento delle colle-
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zioni; gli inventari e i cataloghi” . Si tratta, com’è evidente, di tre condizioni complementari
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e indispensabili all’azione di tutela, ma anche di valorizzazione, da parte dello Stato . Caren-
ze che, dispiace ammetterlo, continuano a caratterizzare ancora oggi, con rare eccezioni, il
settore numismatico del Mibac, nonostante gli sforzi concreti dei pochi funzionari specialistici
l’oSServatorio Per i Beni numiSmatici (2011-2018) S. Pennestrì

