Page 206 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 15/2021
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                   196.  Leone X (1513-1521) 1740.
                         Bronzo; fusa; mm 84.6; inv. MPV 3499 = NC f. e. 249
                   D/ LEO X PONT MAX Busto a d, con piviale appuntato da placchetta
                   R/ Giogo; sopra, cartiglio che reca il motto di Leone X: SVAVE
                   Dipinto da Raffaello nelle Logge
                   Bibl.: toderi, Vannel, III, 390.

                   197.  Agostino Coltellini (1613-1693), consigliere dell’Arciduca d’Austria Ferdinando II, autore
                         di opere di genere sacro e profano, fondatore dell’Accademia degli Apatisti. 1747.
                         Bronzo; fusa; mm 87.8; inv. MPV 3500 = NC 38
                   D/  AVGVST CVLTELLINI ADVOC FL ACAD APATHIST INSTIT Busto a d. con zucchetto; sotto, A.S. 1747
                   R/   OLTRE I CONFINI ANCOR DEL MONDO NOSTRO Sole antropomorfo raggiante
                   La medaglia fu con ogni probabilità ideata da A. M. Salvini. Nel 1631 il letterato Agostino Coltellini costituì
                   un sodalizio, che aveva lo scopo di riunire «in virtuosa conversazione» quei giovani usciti dalla scuola di Let-
                   tere Umane, interessati alla scienza, alla letteratura e all’arte. Nel 1635 il sodalizio, che aveva preso il nome
                   di «Comunità di virtuosi e letterati», divenuto in seguito «Università dei Letterati», si trasformò in Accademia
                   degli Apatisti. L’Accademia, che diede un significativo contributo allo studio della lingua toscana, si inseriva
                   nel programma della politica granducale, iniziato con l’Accademia Fiorentina e continuato con l’Accademia
                   della Crusca. Un programma volto all’esaltazione e alla divulgazione del fiorentino come lingua ufficiale per
                   la diffusione del sapere. Nel 1693, alla morte di Coltellini, l’Accademia passò sotto la protezione di Cosimo
                   III de’ Medici, che nel 1694 concesse agli accademici come sede per le loro adunanze una stanza nello
                   Studio fiorentino. Nel 1783 con un atto del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena l’Accademia venne incor-
                   porata, insieme all’Accademia Fiorentina e all’Accademia della Crusca, nell’Accademia Fiorentina Seconda.
                   Furono soci dell’Accademia, oltre a Ferdinando II de’ Medici, n. Stenone, F. Redi, L. Magalotti e V. Viviani.
                   Un ritratto del Coltellini dipinto dal teatino Filippo Galletti fu collocato nella Cappella di S. Gaetano in San
                   Michele Arcangelo a Firenze
                   Bibl.:  toderi, Vannel, III, 343. Su Coltellini, Accademia Fiorentina, 364-365; g. Prezziner, Storia del pubblico studio e
                        delle società scientifiche, II, Firenze1810, 80.
                   198.  Giovanni Lami (1697-1770), teologo e storico. 1747.
                         Bronzo; fusa; mm 74.9; inv. MPV 3486 = NC 61
                   D/  IWANNH O LAMIOC Busto a d.; sotto il taglio, A.O. CILOYIOC .EP
                   R/  Minerva seduta con lancia nella s. e con scudo ai suoi piedi ornato di Vittoria alata, scrive su pergamena
                      nell’esergo: AYMZ (1747)
                   Bibl.: norriS, weBer, 158; toderi, Vannel, III, 341-342.

                   199.  Antonio Francesco Gori (1691-1757), teologo fiorentino e studioso di antichità, autore dei
                         volumi Museum Etruscum, Museum Florentinum, e Museo Cortonense. 1751.
                         Bronzo; fusa; mm 85.6; inv. MPV 3321 = NC 33
                   D/  A F GORIVS S T M D HISTORIAR P PROF BAPTIST FLOR PRAEP Busto a d. sotto, A.S.
                   R/   SIC FORTIS ETRVRIA CREVIT A s. personificazione femminile turrita seduta a d. su leone coronato in
                      atto di ricevere una corona da Minerva con scettro; a d. erote. Sullo sfondo, tempio circolare
                   La leggenda è tratta dalla seconda Georgica di Virgilio. Il tipo è ispirato a quello eseguito da Soldani Benzi
                   per Cosimo III nel 1684. L’incisione del R/ della medaglia è riprodotta sul frontespizio del volume di Gori
                   La Toscana illustrata nella sua storia, Livorno 1755
                   Bibl.: rizzini, 178, n. 1166; toderi, Vannel, III, 350; de lorenzi, 156-157. V. ora gennaioli, 286, 149.













                   Catalogo delle medaglie                                                             S. Pennestrì





         Libro PNS 15.indb   204                                                                                    03/03/21   18:39
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