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LA BIBLIOTECA CASANATENSE
E IL PROGETTO DEL NUOVO PERCORSO MUSEALE
Celebrare i 400 anni della nascita del cardinale Girolamo Casanate (Napoli, 13 febbraio
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1620-Roma, 3 marzo 1700) , mecenate e fondatore della biblioteca che porta il suo nome, ci
porta a ripercorrere un viaggio a ritroso nel tempo dove tutto ebbe inizio il 5 ottobre 1698 ,
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quando il porporato napoletano fece testamento in favore dei padri predicatori del convento
di Santa Maria sopra Minerva, lasciando il suo ricco patrimonio librario e cospicue rendite
come dotazione per l’erigenda biblioteca.
La data del lascito testamentario ha una duplice valenza: se da un lato segna l’inizio del-
la storia della biblioteca, dall’altro è il punto di arrivo di una riflessione maturata nel tempo,
accompagnata dai frequenti contatti che ebbe il cardinale Casanate con il maestro generale
dell’Ordine dei predicatori Antonin Cloche (1628-1720). Due menti sapienti e lungimiranti,
artefici della nascita di un presidio culturale di così elevata fama, hanno saputo incarnare lo
spirito del loro tempo, trovando un punto di congiunzione: il compito pedagogico della cul-
tura che trovava forma in una biblioteca aperta al pubblico.
La profonda circolazione delle idee, di cui il libro diventa strumento di propaganda,
è il terreno di confronto, ma soprattutto di incontro, di due bibliofili che nel turbinio della
seconda metà del Seicento trovano nel tomismo un punto fermo all’interno delle dispute
teologico-morali.
Dalle parole ai fatti il passo è breve: il progetto diviene realtà. Un anno dopo la morte
del cardinale, la prima stagione di lavori si conclude e viene inaugurato il grande “vaso”, che
costituisce il primo nucleo della Biblioteca Casanatense. La sua sorte di divenire una grande
agorà della conoscenza è già palese: infatti, subito dopo poco tempo, si rende evidente la
necessità di ampliare lo spazio per far fronte all’esigenza di incrementare il patrimonio biblio-
grafico. Il compimento di questa seconda campagna di lavori porta ad ottenere, oltre che a
un risultato della ridistribuzione spaziale, un ammirevole dinamismo di un ambiente in grado
di contagiare il lettore che, circondato dal prodotto dell’ingegno umano, è proteso per natura
alla conoscenza della sapienza divina, rappresentata dal fondale del Salone Monumentale che
accoglie (tav. I), ma allo stesso tempo innalza, varie edizioni della Bibbia. A custodire questa
sezione è la figura di Tommaso d’Aquino che emerge dal clipeo che lo circonda (tav. I). L’at-
teggiamento del santo sembra rispecchiare la descrizione che fece di lui Guglielmo di Tocco
quando lo definì miro modo contemplativus et caelestibus deditus .
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Le Sale di consultazione e quella dei cataloghi, dislocate in un’entrata posteriore su Via
di Sant’Ignazio 52, creata dopo la legge sulla soppressione delle corporazioni religiose del 19
giugno 1873, quando venne emanata dal Regno d’Italia all’indomani del trasferimento della
capitale da Firenze a Roma, rispecchiano il cammino della biblioteca nel tempo e la conce-
zione di una rinnovata fruizione capace di andare incontro all’utenza.
Pertanto, considerata l’importanza del rinnovamento delle istituzioni culturali poste a
presidio dell’ingente patrimonio artistico nazionale, risulta opportuno definire la duplice
funzione della Biblioteca Casanatense: da una parte emblema e simbolo di una conoscenza
illuminista, dall’altra luogo ideale della conoscenza in grado di accogliere le sfide alle quali
va incontro nel tempo e nello spazio.
Quindi, in seguito ad un necessario progetto di restauro e di messa in sicurezza del
Salone monumentale (tav. I-II) si è fatta palese la necessità di riunire in un percorso natura-
le, che porta appunto allo stesso, tutto il patrimonio, costituito da una varietà di fondi, non
Il progetto del nuovo percorso museale L. Marchi
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