Page 105 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato - N. 18/2023
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IL VIAGGIO DI BABETTE.
L’ALIYAH BET, LO SPIONAGGIO INGLESE E IL CONTROSPIONAGGIO
ITALIANO IN UN EPISODIO DEL 1941
Il 22 maggio 1941, quattro giorni dopo l’accoglienza a Palazzo Venezia della missione
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croata guidata da Ante Pavelić (figg.1-2) , il Servizio Informazioni Militare restituiva al Coman-
do della Regia Nave Illiria i documenti privati riguardanti Babette Maria Füstenberg, poichè
ritenuti privi di interesse, “per essere conservati unitamente ai valori rinvenuti a bordo dello
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Jadwiga” . I valori a cui si fa cenno nel verbale si riferiscono ad un’operazione condotta dalla
cannoniera Illiria, al servizio del Comando Marina di Spalato, che aveva portato al sequestro
dei documenti e dei valori rinvenuti al bordo dello Jadwiga, tutti probabilmente detenuti dalla
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stessa Babette Bloch .
Non conosciamo altri dettagli dell’operazione, se non che essa dovette svolgersi il 18
maggio, giorno in cui fu redatto il verbale del sequestro. Certo è che i documenti e i valori
prelevati dallo yacht e trattenuti dal Comando di Spalato non vennero mai restituiti alla titola-
re o ai rispettivi proprietari, ma vennero esaminati con la dovuta attenzione, come dimostra-
no alcune sottolineature, rimanendo conservati per anni e dando quindi origine al deposito
giunto quasi integro sino ad oggi .
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I certificati e i documenti esibiti da Babette Bloch (tavv . I-II) tratteggiano a grandi
linee i suoi trent’anni di vita, scandita dalla nascita nel 1911, nella comunità ebraica di Ja-
gerndorf, al primo matrimonio ebraico nel 1933 e al suo divorzio nel 1935. In seguito, dalla
sua conversione alla religione ortodossa-serba nel 1938 al battesimo cattolico a Praga nel
1939, anno dell’invasione nazista della Cecoslavacchia. Ne emerge un’immagine di donna
dalla multiforme identità, viaggiatrice, di gusti sobri e raffinati, con un piccolo corredo di
gioielli ed una discreta riserva in titoli stranieri e valute di diversa nazionalità, sia monete
che banconote americane, francesi, ungheresi, svizzere, italiane e jugoslave (tavv. III-IV).
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Babette Bloch sembra ricoprire quindi un ruolo centrale a bordo dello Jadwiga, dal mo-
mento che a lei si riferisce quasi tutta la documentazione sequestrata. Se è vero che i materiali
giunti sino a noi ci restituiscono una storia lacunosa quanto interessante che ruota intorno
a questa giovane donna, il contesto geografico, cronologico e storico in cui si svolge la sua
vicenda e il suo viaggio sullo Jadwiga si inseriscono invece in un quadro ben noto di ope-
razioni militari, di pattugliamento, di spionaggio e di controspionaggio sul fronte jugoslavo
(figg. 3-4) e in un’area strategica per il transito verso l’Egeo e le rotte del Mediterraneo, di cui
gli schieramenti delle potenze in guerra tentavano con ogni mezzo di assicurarsi il controllo .
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Gli eventi del 1941 trasformarono quelle rotte nel teatro delle attività dell’intelligence
inglese, il SOE (Special Operations Executive). Quest’ultimo, voluto da Churchill e avviato nel
1940, puntava a prevenire ogni mossa nemica attraverso un capillare servizio di spionaggio
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attivo intorno al canale di Corinto .
Il SOE utilizzava insospettabili coperture di compagnie di navigazione che effettuavano
trasporti di ebrei rifugiati “illegali” dalle coste dell’Europa a Cipro o in Palestina o in altri porti
del Mediterraneo. Le operazioni si servivano dell’associazione segreta di ebrei denominata “the
Friends”, in seguito nota come Haganah. A tale scopo, tra il 1940 e il 1941, furono requisiti
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alcuni panfili, su cui venivano imbarcati ufficiali inglesi in veste di membri dell’equipaggio .
Il vIaggIo dI BaBette S. Pennestrì
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