Page 191 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato - N. 18/2023
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MUSSOLINI, LE “MEDAGLIE” E I “MEDAGLIETTATI”

                                     DALLA TRINCEA AGLI ESORDI IN POLITICA.

                                                          1915-1923





                      Un giovane Mussolini al fronte testimonia il ruolo delle medaglie al valore, la cui con-
                                                                                  1
                 quista domina la dura vita di trincea e gli ambienti del comando  ( fig . 1-4). Medaglie al valore
                 riflesso di gloria e di vanità, medaglie al merito che motivano sacrifici e slanci di eroismo,
                 medaglie come miraggio riflesso di privazioni e sacrifici. E in assenza di medaglie militari, si
                 usano le medagliette religiose come “mascotte” sacra, o qualsiasi altro materiale metallico che
                 possa fungere per ritenersi al riparo dai colpi nemici :
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                   A proposito: la medaglieria religiosa è in diminuzione. Nei primi tempi era un imperversare
                   di immagini sacre. I soldati ne portavano al collo, al polso, sul berretto, nelle dita a foggia
                   di anello. Tutto ciò va cadendo in disuso. La tragica esperienza delle prime linee ha inse-
                   gnato che un amuleto vale l’altro, che il cornetto vale una medaglia; e un gobbo d’avorio un
                   Sant’Antonio. L’ultima trovata in materia di « scongiuri » è quella di toccarsi le stellette (forse
                   per analogia collo « stellone » ?) o di portare · questa cabalistica epigrafe: « B I P Zl R 16 C ch.
                   Zl P. S. S.». Migliaia di soldati l’hanno ricevuta passando per i paesi della vallata del Natisone.
                   Sono incapace di decifrarla.

                      Una medaglia può sublimare gli atti di eroismo di un soldato al fronte, specie se confe-
                 rita dal Re . L’esperienza delle medaglie conquistate al fronte raccontata da Mussolini nei suoi
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                 diari di guerra, bollata da Gaetano Salvemini come “eroica saga” , fu esaltata dalla propagan-
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                 da di regime e rilanciata dalla stampa estera:

                   Ora avvenne che un semplice soldato, ferito nelle trincee, ebbe a vedere per la prima volta,
                   nell’ospedale, il Re, che di sua propria mano posò sul petto del ferito la medaglia del valore.
                   Quel soldato era Mussolini” .
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                      Pochi anni prima di assumere la carica di capo del Governo, Mussolini distingueva due
                 grandi categorie contrapposte di decorati: le “medaglie” e i “medagliettati”. I primi si identi-
                 ficavano con coloro che le medaglie al valore militare le avevano conquistate meritatamente
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                 in guerra grazie al loro eroismo e alla loro dedizione estrema alla Patria . Per questi uomini,
                 soldati o reduci, la medaglia costituiva l’appellativo che precedeva nome e cognome, divenen-
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                 do parte integrante o addirittura sostitutiva della loro identità .
                      I secondi, i “medagliettati”, erano coloro che, specie in politica, usavano medaglie e
                 decorazioni non come fine ma come mezzo per garantirsi la propria immunità, e sentirsi al
                 riparo da ogni attacco legale, politico e sociale . Il disprezzo verso questa seconda categoria
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                 si manifesta sin dai suoi primi esordi nella politica.
                      Nel 1913 denuncia la latitanza e l’indifferenza del presidente del Consiglio Giolitti nei
                 confronti delle legittime istanze rivoluzionarie, critica la sua politica coloniale (tav. I), sminu-
                                                                                              9
                 isce le medaglie come segno meramente esteriore e quelli che le ostentano :

                 Mussolini, le “Medaglie” e i “Medagliettati”                                       S. Pennestrì





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