Page 197 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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Soprintendenza per i Beni Archeologici e Culturali della Toscana – Vetrine e itinerari             197












                        Sala III. MonetazIone MoDeRna e ConteMPoRanea


         Vetrina 1. Il Dono Domenico Trentacoste


              nel 1933, la nobil Donna Fernanda Ojetti, erede fiduciaria di Domenico trentacoste, in adem-
         pimento delle intenzioni del defunto, donò all’allora regio Museo archeologico (oggi Museo ar-
         cheologico nazionale) di Firenze un gruppo di monete e prove di monete.
              Domenico trentacoste, nato a Palermo il  20 Settembre 1859, morì il  18 Marzo 1933 a Firenze.
         Figlio di un fabbro, ma di famiglia baronale decaduta, studiò dapprima a Palermo, sotto la guida di
         Delisi e Costantino e, dopo un breve soggiorno a napoli, si trasferì nel 1878 a Firenze per comple-
         tare gli studi. Due anni dopo è nuovamente a Palermo per partecipare ai lavori di realizzazione di
         un arco di trionfo in occasione della visita del re Umberto i, per il quale realizzò una grande statua
         di Minerva seduta in gesso. Subito dopo si recò a Parigi e a Londra. Ormai famoso e consacrato
         scultore di forme leggiadre di tradizione classica ma, al tempo stesso, capaci di rivelare una non
         comune forza espressiva, le sue opere vennero accettate alla Prima Biennale di Venezia, all’ espo-
         sizione internazionale di Firenze, all’esposizione di torino, alla iii esposizione triennale di Brera,
         a Monza ed in altre mostre prestigiose fino agli ultimi anni prima della morte.
               Per lunghi anni fu insegnante all’accademia di Belle arti di Firenze e un anno prima della
         scomparsa fu nominato accademico d’italia.
              nel giugno 1905 si riunì per la prima volta la Commissione permanente tecnico artistico Mo-
         netaria istituita dal Ministero del tesoro con il compito di vigilare sulla qualità della produzione
         nazionale di monete metalliche e banconote. Le scelte tipologiche monetali di quegli anni si muo-
         vevano ancora nell’ambito della tradizione iconografia tardo ottocentesca con schemi compositivi
         che non lasciavano spazio alla libera creatività dell’artista. Vennero chiamati a collaborare con la
         Commissione artisti già famosi quali Leonardo Bistolfi, Davide Calandra, Pietro Canonica da torino
         ed egidio Boninsegna da Milano.
              nel 1911 per le celebrazioni indette per festeggiare i primi 50 anni di proclamazione del regno
         d’italia, si decise di realizzare una speciale emissione commemorativa la cui progettazione fu affi-
         data a Domenico trentacoste e l’esecuzione dei coni all’incisore della Zecca, Luigi Giorgi.
              Questa piccola raccolta di monete, donate dalla sig.ra Ojetti a nome del trentacoste, riassume
         una parte della produzione monetaria della Zecca di roma negli anni più prolifici, anni che hanno
         visto collaborare nell’ormai unico stabilimento romano attivo nel regno, artisti di grande spesso-
         re. in questo ambiente fecondo sono nate raffigurazioni ad alto contenuto simbolico: dall’Italia
         su prora all’Italia in armi su quadriga, dall’italia del Bistolfi alla composizione del gruppo roma-
         italia nel modello del Cinquantenario predisposto dallo stesso trentacoste.
              all’inizio del ventennio, l’ingresso del tipo del fascio, quale simbolo del potere, nello spazio
         monetale segnerà l’inizio di un nuovo capitolo.


                                                                                              Fiorenzo Catalli










         Sala III. MonetazIone Moderna e conteMporanea                                                 F. Catalli
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