Page 112 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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110 Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI
FRANCISCVS FARNESIVS
34 Caput eius nudum. 1695 * PAR ET (in nesso) PLA DVX VII Stemma
Peso di marco g. 5. 8
Moneta, potinsve numisma aureum quinquaginta aureorum pondo, (praemium Aca-
demiae Parmensis) ut in exergo TRAGOED ET COMOED. Corona decreta MDCCLXXI; in
35 cuius antica caput R. Infant. Ferdinandi cum sua epigraphe, in portica Musice Genius co-
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ronatum duabus musis exibens .
Atti e Conti del Museo dal 1785 al 1807
La redazione degli Atti e Conti del Museo dal 1785 al 1807 è affidata ai due protagonisti
della vita del Museo in un periodo difficile e di crisi politica. Gli echi della Rivoluzione francese
e degli anni immediatamente successivi hanno ripercussioni anche a Parma. Mentre Schenoni
dirige il Museo, de Lama è addetto a rifornirlo di materiale. Fino al 1794 il Governo Borbonico
passava al Prefetto una somma, “£ 300 mensuali”, equivalente a 900 Franchi all’anno che, se
insufficienti, venivano incrementati dal Sovrano stesso con nuovi finanziamenti. Dall’anno suc-
cessivo il budget viene ridotto di £ 100 e de Lama, mentre prende atto della riduzione del sussi-
dio e della disponibilità di esemplari sul mercato incolpandone la Rivoluzione, rivendica la ne-
cessità di avere sempre a disposizione sufficienti somme di denaro per finanziare l’acquisto di
esemplari numismatici ma anche volumi e cataloghi indispensabili allo studio di tale disciplina:
“La Rivoluzione fra i gravi mali indotti sulla terra quello pure vi ha cagionato per gli
archeologi di rendere infinitamente più rare le Medaglie d’oro, e d’argento anteriori al funesto
sviluppo di quella, obbligando chi fortunatamente aveva potuto conservarne il possesso a fon-
derle per vivere. Sono dunque cresciute infinitamente di prezzo, come è da riconoscersi anche
da Cataloghi de’ prezzi stampati nuovamente a Parigi. Perciò di una maggior somma fa d’uopo
per proseguire le serie numismatiche, e per provedere (sic) i libri d’Archeologia d’indispensabile
necessità, e costosi, perché corredati sempre di Incisioni rappresentanti i Monumenti antichi.
Il commercio poi delle Medaglie, e di anticaglie, esige denari. Viaggiano i Negozian-
ti di queste, né si fermano che il tempo necessario per fare i loro contratti di vendita (…).
Questi Negozianti non danno avviso della loro venuta, meno poi di ciò che portano, perché
cangiano merce quasi ad ogni contratto. Non si può perciò prevedere alcuna commissione,
o proporzione di contratto” .
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I doni non sono frequenti ed in genere provengono da Sua Altezza Reale, mentre gli ac-
quisti che riguardano anche monete “doppie” vengono giustificate dal fatto che queste ultime
possono servire come materiale di scambio o, se facilmente leggibili, per confrontarle con
analoghi esemplari già presenti in Museo. Gli ingressi riguardano monete ma anche medaglie
di ogni epoca ed ambito geografico. Spaziano dalle emissioni romane agli esemplari celebra-
tivi di “Uomini illustri” o di Sovrani, come nel caso della medaglia di recentissima coniazione
(1777) di Maria Teresa d’Austria.
L’elenco viene redatto dall’Abate fino al 1797, poi sostituito nel 1799 da de Lama (per
cui si veda, più avanti, il contributo ad esso dedicato) che riprende a compilare il registro
con le stesse modalità adottate dal suo predecessore, anche se spesso la catalogazione è più
accurata e precisa.
MARIA CRISTINA BURANI
NOTE
1 PEzzANA 1833, p. 45.
2 DE LAMA 1785-1807. Trascrizione fatta dal de Lama della lettera inviata dal Ministro Prospero Manara, datata
19 Marzo 1785.
ANGELO SChENONI (1785-1799) M.C. Burani

