Page 314 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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             FiG. 4 – Museo archeoloGico NazioNale  di ParMa. MedaGliere. Catania, 20 litrai, 435-412 a.C. (Vetrine, cat. 18). ©
             Mibact - CMP.


             A quest’ultima data risalgono altri pezzi ‘bellici’ con testa di dea elmata ed eroe armato Leyka-
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             spis, piuttosto che sotto Dionisio I . Al regno di quel tiranno si deve invece l’introduzione del
             monometallismo bronzeo con serie caratterizzata da astro e delfini, o ippocampo (fig. 3), e da
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             dea elmata, piuttosto che Athena, l’eponima Syra, analoga all’Aphrodite Hoplismene corinzia
             dei “pegasi” timoleontei. Si tratta di serie a volte contromarcate, precedute da pezzi “pesanti”
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             (ca. 20-24 g) con ippocampo, di estrema rarità, uno dei quali presente a Parma .
                   A Dionisio II, esule nei suoi domini brettii, più che ad Halaesa, sono oggi ricondotte le se-
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             rie kainon, cioé “nuove” per metro e tipi , mentre è con Timoleonte (345-339 a.C.) che la polis.
                   Tra le serie enee che accompagnano la storia siracusana successiva, con più abbondanti
             emissioni delle età di Agatocle (soprattutto Testa di Artemis Soteira / Fulmine), Iceta (Testa
             di Zeus Hellanios/Aquila su fulmine), Ierone II (serie con toro cozzante, cavaliere o tridente)
             e dei primi anni dopo la conquista romana del 211 a.C., degne di nota sono la rara Testa di
             Poseidon/Tridente, in tutto analoga ai pezzi ‘di modulo stretto’ (7-5 g) battuti a nome di Iero-
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             ne II, per lo più sotto il successore Ieronimo (215-214 a.C.) , ma con la leggenda Syrakosion,
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                   La Sicilia ionica è però rappresentata anche da una tra le più antiche ‘dracme’ calcidesi
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             di Naxos , prima colonia greca sull’isola, con testa di Dionysos — di tono più arcaico della
             datazione reale, per un conservatorismo stilistico derivato dalla loro ‘ufficialità’ — Grappolo
             (tav. II), e da pezzi di Tauromenion. Succeduta alla prima dopo la distruzione del 404 a.C.,
             divenuta da phrourion polis nel 358 a.C., quest’ultima monogrammò il proprio nome nelle
             prime emissioni . Anche a Parma sembra presente uno dei tanti falsi di fantasia di questa
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             zecca prodotti ai tempi del Grand Tour .
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                   Dalla stessa area giunge pure una selezione di pezzi di katane, sia dell’età classica (dal
             450 ca. al 405 a.C.) — con due tetradrammi Testa di Apollon/Quadriga al passo, uno dei quali
             del c.d. “Maestro della foglia” (fig. 4), col dio connotato dalla stessa come phytios, “che fa ger-
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             mogliare le piante” (435-412 a.C.) , e una litra Testa di sileno/Fulmine alato (410-405 a.C.),
             segno di penetrazione dei culti dionisiaci di Naxos —, sia del periodo di controllo romano.
             Nella nuova fase, i persistenti e più espliciti richiami dionisiaci si alternano a diverse nuove
             attestazioni di culti egiziani, conseguenti alla forte influenza tolemaica nella Siracusa iero-
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             niana, esplicitata anche da tipi degli ultimi anni di libertà . La cronologia delle ultime serie
             catanesi, spinta da molti fino al I sec. a.C., è stata fondatamente e dettagliatamente rialzata
             negli anni della II guerra punica e immediatamente successivi, grazie alla presenza in molti



             LE MONETE DI SIRACUSA E DELLA SICILIA IONICA                                       B. Carroccio
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