Page 51 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI                                             49



            menti che definiscono lo sviluppo espositivo dell’area archeologica dopo l’avvio degli scavi
            settecenteschi per arrivare al ’900 del secolo scorso, fino al “Il giornale di scavo a Veleia” di
            Giorgio Monaco relativo alla campagna 1942-43 (MS 54). Va ricordato che alcuni documen-
            ti riguardanti gli scavi di Veleia ed il Museo di Parma sono stati dispersi nella separazione
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            degli uffici  e sono attualmente conservati presso l’Archivio di Stato e la Biblioteca Palatina
            di Parma.
                  I documenti più specificamente riguardanti il Museo, la sua genesi, la formazione delle
            collezioni e la sua gestione, con gli inventari, partono cronologicamente dalla gestione di Pa-
            olo Maria Paciaudi dal 1765, che allestì il Museo di Antichità coi reperti da Veleia, poi, a segui-
            re, con la gestione di Andrea Mazza e di Angelo Schenoni, e tutta documentazione di Governo
            e lettere di privati della Direzione de Lama e Lopez. Scarsa invece la documentazione relativa
            alla direzione di Luigi Pigorini, se si pensa all’importanza degli studi ed al rinnovamento del
            Museo da lui attuato, scarsità da mettere in relazione al suo trasferimento a Roma. Si dirada
            anche la documentazione relativa alla direzione di Giovanni Mariotti, e restano pochi fascicoli
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            della gestione di Giorgio Monaco .
                  Per il Novecento vi sono infatti delle lacune documentali, in parte legate alla transizio-
            ne anche materiale dei documenti da un ufficio all’altro, coincidente con l’istituzione della
            Soprintendenza regionale e del contestuale inserimento con perdita di autonomia, del Museo
            e degli scavi di Veleia, nella nuova Istituzione di tutela. Nel lotto di documenti riguardanti il
            Museo ci sono gli “atti di governo” dei Direttori, che comprendono anche documenti curio-
            si, come i bozzetti per le divise dei custodi del Museo nel periodo di regno della Duchessa
            Maria Luigia. Sono conservati anche i progetti per le sezioni museali, da cui si risale all’evo-
            luzione  espositiva,  e  documenti  d’acquisto  di  consistenti  nuclei  di  materiale  archeologico
            come quello proveniente dall’Egitto, raccolto per dar vita alla sezione egizia del Museo nel
            1825 . Negli atti di governo ottocenteschi si coglie meglio che altrove, soprattutto durante il
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            Ducato di Maria Luigia e la direzione di Michele Lopez (MS 32), lo stretto legame tra Museo
            e scavi archeologici. È proprio nel Regolamento, che Maria Luigia dà al Museo con Decreto
            del 5 maggio 1826, redatto e operante dal 19 maggio 1826, dove si evidenziano la natura e
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            la funzione del Museo . Si stratta di uno dei più antichi regolamenti di Museo conosciuti e
            conservatosi, attualissimo ancora oggi nella sua articolazione e per l’idea di Museo che sot-
            tende . Vengono qui definite le sue finalità: è destinato a 1) “raccogliere gli oggetti antichi
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            che possono provenire dagli scavi di Veleia” 2) “e tutti gli altri che possono provenire da scavi
            fatti in tutta l’estensione de’ Ducati”; 3) “ad acquisire qualunque oggetto antico che interessi
            la storia e giovi così alla pubblica istruzione”, con evidenziazione della missione del Museo
            di educazione e pubblica fruizione.
                  In questi primi tre articoli si definisce che il Museo non è più collezione, quantomeno
            non solo, ma luogo espositivo e di conservazione dei manufatti archeologici provenienti
            anche dagli scavi antichi e contemporanei condotti nel territorio ducale. È ben evidente
            infatti un primo approccio alla tutela dei materiali archeologici rinvenuti negli scavi, che
            dovranno essere esposti nel Museo Ducale, per il quale viene disposto un allestimento in
            quattro sezioni: una sala per medaglie e monete, una per i “marmi e le terre cotte”, una
            per i bronzi figurati e scritti una per le iscrizioni in marmo, in una esposizione suddivisa
            per classi di materiali, in espositori che ne garantiscano la sicurezza Sono previste anche
            una sala di studio ed un magazzino attiguo alle sale. I notevoli lavori urbani per le nuove
            imponenti opere fatte eseguire dalla Duchessa infatti porteranno in luce in tutto il Ducato
            ma principalmente in Città, interessanti resti archeologici, quali ad esempio la villa romana
            con pavimento musivo, rinvenuta durante la costruzione del nuovo cimitero della Villetta  e
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            la domus romana venuta in luce nel 1821 nell’area del monastero di S. Alessandro, durante
            gli scavi di fondazione del Nuovo Teatro Regio, diretti, non senza critiche, dal direttore del
            Museo de Lama, da cui provengono il tesoretto tardo antico, costituito di numerose monete
            e notevolissimi ornamenti personali in oro . Nella corrispondenza di Governo di de Lama
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            è presente un nutrito fascicolo relativo agli scavi del convento di S. Alessandro a Parma,
            effettuati per la realizzazione appunto del nuovo teatro, attuale Teatro Regio, dove in una
            lettera al Neipperg del 24 agosto 1821 sono presentati i particolari dell’eccezionale rinve-
            nimento  (fig. 1).
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            L’ARChIVIO STORICO DEL MUSEO ARChEOLOGICO NAzIONALE DI PARMA                        R. Conversi
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