Page 14 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.2-2018
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12                                           Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI



             Borbone, alla presenza del cognato l’imperatore Giuseppe II d’Austria, e con un’orazione
             del primo bibliotecario. L’impronta lasciata dal Paciaudi nella Biblioteca, l’eccezionalità della
             raccolta bibliografica da lui formata, come anche l’impianto classificatorio impiegato e la no-
             vità del catalogo ragionato a schede, per la prima volta utilizzato in Italia, sono aspetti della
             storia della Biblioteca e dell’attività del suo primo bibliotecario già ampiamente trattati da
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             diversi studiosi .
                   Lo stesso può dirsi della storia del R. Museo di Antichità e dell’iniziale condivisione con
             la Biblioteca della direzione e dei suoi spazi, che ospitano la raccolta di reperti, delle iscrizio-
             ni in bronzo, della piccola statuaria in bronzo, instrumentum e monete .
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                   Ciò che in questa sede si desidera evidenziare, e che i libri in mostra concretamente
             testimoniano, non è tanto, o non è solo, il legame esistente tra i due istituti al momento della
             loro origine, ma è il ruolo svolto dalla Biblioteca ducale nello sviluppo della ricerca e nella
             divulgazione dell’archeologia, e della numismatica in particolare, grazie alle scelte bibliogra-
             fiche di Paciaudi prima, e di Angelo Pezzana in seguito.
                   Nella memoria intorno alla R. Biblioteca Parmense  redatta per difendersi da critiche
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             avanzate in merito alla costruzione della raccolta, ai criteri di ordinamento e di catalogazione,
             è Paciaudi che affronta la sua politica degli acquisti, l’impianto classificatorio e la scelta cata-
             lografica, per documentare “la sceltezza, la copia, l’ordine de’ libri da S. Altezza Reale posse-
             duti, dall’altro l’industria, la fatica, e qualche benemerenza di chi li ha radunati”. Paciaudi
             illustra le sei classi in cui ha organizzato lo scibile e il posseduto, Teologica, Nomologica,
             Filosofica, Istorica, Filologica e Arti liberali e meccaniche. E a proposito di quanto qui giova
             sottolineare scrive: Natura ci ha formati così, che ognuno ha il suo studio, in cui prende di-
             letto. Io avvezzo ad aggirarmi volentieri, come il figliuol di Demeo, fra le reliquie della prisca
             età e le pallide ombre Greche e Romane; avvezzo a meditare i monumenti delle due nazioni,
             ad interpretarli, a porne in luce moltissimi mercé le stampe, dovea conoscere gli Scrittori di
             antichità, dovea desiderare di averli sotto gli occhi per ripigliare un dì le intermesse appli-
             cazioni. La nostra suppellettile di libri di questo genere, oso dire che supera molte altre. Alle
             raccolte de’ Musei più famosi, ai tesori di antichità, di bassi rilievi, di lapidi, di gemme, di
             statue, di medaglie, e di monumenti diversi dell’Asia e di Europa, succede quanto di meglio
             hanno pubblicato i Francesi, gl’Inglesi, gli Olandesi in questi ultimi tempi. Infiniti sono i
             trattati di Antichità [...]”
                   E non stupisce, dunque, che il Paciaudi, nella sua prima “sintassi” che ordina la struttura
             “enciclopedistica” della Biblioteca, collochi al punto II della lettera N — studi sull’antichità —
             proprio i “Numismologi” (tav. II) (oggi nello scaffale W*).
                   Proseguendo nel solco già tracciato da Paciaudi, durante la direzione Pezzana la Biblio-
             teca mantiene saldamente, grazie alla politica degli acquisti attuata, un ottimo e aggiornato
             livello scientifico per la collezione di opere dedicate all’archeologia e alle diverse discipline
             che si vanno affermando al suo interno.
                   In occasione del convegno tenutosi nel 2013, dedicato al bibliotecario Angelo Pezzana
             — direttore della Parmense dal 1804 al 1862 — l’indagine condotta sui vari registri  della Pa-
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             latina (purtroppo non tutti disponibili in ugual misura per l’intero lunghissimo periodo della
             sua direzione), integrata con l’esame di parte della corrispondenza, e col controllo diretto di
             molte delle opere elencate, ha evidenziato la presenza di un imponente e significativo patri-
             monio bibliografico specialistico.
                   A questa ricchezza di patrimonio corrisponde d’altra parte un suo proficuo utilizzo da
             parte degli “utenti”della Biblioteca, come documentano i registri dei prestiti e la corrispon-
             denza dei Direttori del Museo. È il caso di Pietro de Lama, che per mancanza di repertori
             personali o d’istituto, e per la cura e la passione che pone nello studio dell’archeologia, di-
             venta un assiduo frequentatore e fruitore dei servizi della Biblioteca ducale: nei registri figura
             come uno dei lettori con il maggior numero di prestiti, che vanno da testi di numismatica, a
             fonti antiche, a cataloghi di diverse collezioni museali… . Utente assiduo, e tuttavia almeno
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             in parte critico, poiché nonostante il gran numero di libri presi in prestito de Lama non pare
             sempre soddisfattissimo della disponibilità della biblioteca. Nel 1821, al giurista ed epigrafista
             Giovanni Labus che gli suggerisce alcuni testi da consultare, così risponde: “opere a me ignote
             perché non esistono nella nostra Biblioteca, che preferisce le opere della Crusca, sebbene di



             L’ARChEOLOGIA E LA NUMISMATICA                                          G.M. De Rubeis, A. Mutti
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