Page 168 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.2-2018
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             sempre alla Santa Sede (tab. VI), e uomini di Stato come von Kaunitz - Rietberg (cat. 66), cancelliere di Stato
             austriaco, visto come artefice della fine della guerra dei sette anni (1763). Sul rapporto del Ducato con la
             Santa Sede, in particolare nell’età di Ferdinando, TAbACChI 2015, pp. 255 SS.
             94  Su Galeazzo Maria Sforza e il gioco delle alleanze con la squadra correggesca contro le signorie padane
             protette dagli Este e per assicurarsi il dominio su Parma, GENTILE 2010, pp. 249-251.
             95  I dissidi si inasprirono negli anni a causa dell’autoritarismo del Duca e della sua politica fiscale: GENTILE
             2010, p. 251.
             96  Tab. I.
             97  Sulla successione e sulle vicende legate a Ludovico il Moro, GENTILE 2010, pp. 252 ss.
             98  GENTILE 2010, p. 259.
             99  Sulla fondazione del Ducato, PODESTà 2014, pp. 37-42, su Pier Luigi Farnese, ibidem, pp. 42-52.
             100  Sul ruolo dell’antico nell’ideologia farnesiana, v. in questo volume, S.Pennestrì, Culto della memoria.
             101  La scelta degli esemplari non fu certamente casuale nè limitata, visto che nel Medagliere parmense non
             dovevano presumibilmente mancare medaglie di Paolo III, considerato il capostipite della dinastia e l’arte-
             fice stesso del Ducato.
             102  Dopo la guerra del 1551-1552, che confermò definitivamente il titolo di duca di Parma a Ottavio, nel
             1556 sarà Filippo II, succeduto a Carlo V, a concedergli anche Piacenza, oltre ad altri territori e benefici,
             nell’ambito di un accordo che perevedeva come garanzia la permanenza di Alessandro, figlio di Ottavio,
             alla corte del re: PODESTà 2014, pp. 56-57.
             103  Su Ottavio Farnese e Margherita d’Austria, PODESTà 2014, pp.52 ss. Sul tipo delle Tre Grazie, si veda, in
             questo volume, S. Pennestrì, Culto della memoria; per il riutilizzo “anacronistico” del conio si veda ad es. il
             ducatone di Odardo Farnese: infra, cat. 32.
             104  Su Margherita d’Austria, si veda bERTINI 2014, p. 98. Sulle medaglie come governatrice delle Fiandre, ROSSI
             1888, pp. 339-340.
             105  Infra, cat. 20. Su Alessandro duca e governatore dei Paesi Bassi si veda rispettivamente bERTINI 2014b,
             pp. 81 ss. e pp. 95 ss.
             106  Per un esame in generale delle committenze artistiche per Alessandro nel Ducato e all’estero si veda
             MEIJER MEyER 1988, pp. 161-182. Per il ruolo dell’antico nella glorificazione del duca Alessandro nel Palazzo
             Farnese di Roma, RIEbSELL 2010, p. 70. Le medaglie di Alessandro dedicate alle imprese militari nelle Fiandre
             sono raccolte da vAN LOON 1732, I, pp. 349 ss.; le medaglie che si rifanno al modello mitografico e icono-
             grafico di Alessandro Magno sono esaminate da ERCOLANI COCChI 2010, p. 227 e ERCOLANI COCChI 2014, p. 407
             e nel Catalogo, infra, cat. 20.
             107  Su Ranuccio I e sul matrimonio con Margherita Aldobrandini, DALL’ACqUA 2014, pp. 132 ss. Per considera-
             zioni sulla monetazione a suo nome in oro, argento e mistura, ERCOLANI COCChI 2014, pp. 401 ss. e in questo
             volume, M. Bazzini, Monete (...) della zecca di Parma.
             108  Per un riesame del tema epitalamico negli affreschi nel Palazzo Farnese di Roma in rapporto alla deco-
             razione eseguita da Agostino Carracci per la Sala dell’Amore del Palazzo del Giardino di Parma, v. COLONNA
             2008, pp. 75-80.
             109  Sul decreto sulle streghe del 1611 che istituiva un tribunale con autorità di procedere contro le persone
             dedite alla stregoneria e alla magia e sul processo alle Romane, DALL’ACqUA 2014, pp. 140 ss. ANvERSA 2000,
             p.26 ricorda la “morbosa dipendenza di Ranuccio dalle arti esoteriche” tale “da ricorrere frequentemente
             alle divinazioni degli astrologi .... “.
             110  L’acquisizione del talismano, di classificazione ancora incerta, può essere verisimilmente attribuita a Pa-
             ciaudi, al quale si devono anche la schedatura dei codici astrologici ed ermetici della Biblioteca Palatina:
             ANvERSA 2000, pp.41 ss. Sul Compendio copiosissimo dell’origine, antichità, successi e nobiltà della città di
             Parma, del suo popolo e del suo territorio, Parma, Biblioteca Palatina, ms. Parm. 922, c. 234, di Edoari Da
             Erba, che elenca medici, astrologi, negromanti e alchimisti a Parma, si veda E. fADDA, Da Parma a Casal-
             maggiore: Parmigianino ultimo atto, in Parmigianino e la pratica dell’alchimia, Milano, 2003, pp. 39-40.
             Quest’interesse di Paciaudi prestò il fianco a una delle accuse mosse contro di lui dal padre Andrea Mazza,
             ossia il “favoreggiamento della lettura di libri proibiti” e che determinarono il suo allontanamento da Par-
             ma nel 1771, su cui si veda DE PASqUALE 2009, p. 49.
             111  Su Odoardo, G.hANLON, Parma nell’epoca di Odoardo “il Grande” (1630-1650), in bERTINI G. 2014A
             (CUR.), pp. 163-188. Sulla monetazione a suo nome in oro, argento e mistura, ERCOLANI COCChI 2014, pp. 401
             ss. e in questo volume, M.Bazzini, Monete (...) della zecca di Parma.
             112  Su quest’ultimo, ERCOLANI COCChI 2014, fig. 155 b, classificato come “prova” (la data del 1585 è refuso per
             1685). Sulla documentata identificazione come scudo di marche si veda infra, cat. 34 e in questo volume,
             M. Bazzini, Monete (...) della zecca di Parma. Sul duca Ranuccio II, f. DALLASTA, Ranuccio II (1646-1694). Il
             sovrano dell’assolutismo barocco, in bERTINI G. 2014A, pp. 195-219.



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