Page 29 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.2-2018
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DALL’ARCHIVIO SEGRETO DUCALE ALL’ARCHIVIO DI STATO DI PARMA





                  Dalla  sua  costituzione  in  organismo  autonomo  dell’Archivio  Segreto  Ducale  la  sede
            dell’Archivio di Stato di Parma è sempre stata il Palazzo della Pilotta, nella zona detta “della
            Rocchetta”, sino a quando, conseguentemente agli eventi bellici della seconda guerra mon-
            diale, la documentazione è stata trasferita nel complesso dell’ex Ospedale della Misericordia.
                  È, infatti, riconducibile all’anno 1592, per volere di Ranuccio I Farnese, la costituzione
            del primo nucleo dell’Archivio Segreto Ducale, che nel gennaio dell’anno successivo venne
            affidato a Pietro Zangrandi. L’istituzione della figura di “archivista et custode” e l’allestimento
            di adeguati depositi destinati alla conservazione delle carte rispondeva all’esigenza della tute-
            la delle scritture dello Stato, ma anche alla necessità di conservare e tramandare la memoria
            della famiglia farnesiana.
                  Nello specifico questo Archivio raccoglieva le scritture prodotte dal governo centrale,
            quelle ad esso indirizzate, le corrispondenze private e politiche del Duca e gli archivi di
            Margherita d’Austria, del figlio, il condottiero Alessandro Farnese e del cardinale Alessandro.
            In particolare, durante tutto il regno di Ranuccio I, si lavorò alacremente alla sistemazione
            dell’Archivio, che vedrà nel corso degli anni aumentare la propria mole, tanto da rendere
            necessario il reperimento di altri spazi.
                  Con l’estinzione della dinastia Farnese e l’avvento nei ducati di don Carlo di Borbone
            si apre un periodo fondamentale per la storia dell’Istituto. L’evento centrale è il trasporto a
            Napoli degli archivi avvenuto, insieme ad opere d’arte e preziosi beni mobili, nei primi mesi
            del 1734. Il trasferimento si concluderà due anni più tardi, quando don Carlo di Borbone
            abbandona il ducato di Parma per diventare re di Napoli.
                  Sono gli strumenti di ricerca, o comunque molti di essi, a “narrare” gli eventi importanti
            succedutisi in quel periodo, sino alla restituzione delle carte, cominciata nel 1749 con l’inse-
            diamento nei ducati di Parma e Piacenza di don Filippo, e continuata per oltre quaranta anni.
                  Nella prima metà del secolo XIX si sono verificati episodi storici determinanti nella
            storia dell’Archivio di Stato di Parma: dalla dismissione dei ducati borbonici a seguito del
            trattato di Aranjuez del 1801, alla morte, avvenuta un anno più tardi, del duca Ferdinando,
            sino all’avvento di Napoleone. Dopo la sconfitta dell’imperatore francese, che aveva fatto di
            Parma il capoluogo del Dipartimento del Taro, il Congresso di Vienna destinerà il Ducato a
            Maria Luigia d’Austria, che lo reggerà per oltre trenta anni.
                  Dopo l’Unità d’Italia, stabilito che gli Archivi di Stato ricevessero la documentazione non
            più utile all’amministrazione corrente, anche l’Istituto parmigiano accolse i primi versamenti
            di carte degli uffici periferici dello stato. Tra questi ricordiamo lo stato civile, che raccoglie gli
            atti di nascita, di matrimonio e di morte di tutti i comuni della provincia di Parma dal 1806
            al 1865, l’archivio della Prefettura, degli uffici giudiziari, l’archivio notarile, il catasto cessato
            italiano, ma anche numerosi archivi privati.
                  Il 13 maggio 1944 un bombardamento aereo distrusse un’ala del Palazzo della Pilotta,
            sede di fondazione dell’Archivio, disperdendo o mescolando una parte delle carte, lì conser-
            vate. Dal 1948 la sede è stata trasferita nel complesso dell’ex Ospedale della Misericordia,
            meglio noto come Ospedale Vecchio, occupandone la porzione più antica costruita tra il 1476
            ed il primo decennio del secolo successivo.
                  Il deposito principale venne ricavato nel grande ambiente voltato, a forma di croce,
            sormontato da cupola, che era servito da corsia per il ricovero dei malati della città fino al
            1926. Dal 2011 la così detta “Crociera” non è più nella disponibilità dell’Archivio di Stato e la



            ARChIvIO DI STATO DI PARMA                                                            G. Tonelli
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