Page 119 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 12-2018
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Notiziario PNS n. 12/2018 – ATTI INCONTRO DI STUDIO                                         119



            Tutela e valorizzazione dopo la recente riforma del Mibact

                  A distanza di cinquant’anni dalla Relazione del 1967, nonostante occasionali interventi
            mirati, risultati e traguardi, sia in termini scientifici — favoriti anche dalla diffusione dell’inse-
            gnamento della Numismatica in diversi Atenei italiani — che metodologici, operativi e soprat-
            tutto tecnologici, dobbiamo ammettere che ancora manca, per diverse ragioni, quell’“unicità
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            di intenti e direttive” , che impedisce un’efficace azione coordinata di tutela e valorizzazione
            del patrimonio numismatico nazionale . Oggi come in passato, l’assenza di una visione or-
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            ganica e strategica di tale patrimonio visto nella sua interezza e considerato nelle sue spe-
            cificità, esigenze e criticità, ostacola un’azione programmata e coordinata all’interno di un
            assetto ministeriale articolato qual è quello attuale . Inoltre, la recente riorganizzazione del
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            Ministero seguita alla riforma e la separazione della valorizzazione dalla tutela hanno di fatto
            ulteriormente accresciuto l’esigenza di personale specializzato in numismatica, da impiega-
            re rispettivamente e distintamente per le attività di tutela all’interno delle Soprintendenze e
            negli Istituti ai quali è demandata l’azione di valorizzazione del patrimonio culturale dello
            Stato, in primo luogo i Musei autonomi, che conservano i Medaglieri, e i Poli Museali, con
            competenza sui Musei nazionali non autonomi .
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                  La recente e radicale riforma del Ministero ha previsto due distinti àmbiti di attività e
            competenze per la tutela e la valorizzazione, rispettivamente assegnate alle nuove Soprinten-
            denze Archeologia, belle arti e paesaggio da una parte  e, dall’altra, ai Musei dotati di spe-
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            ciale autonomia e agli Istituti con competenze sul sistema museale nazionale, i Poli Museali,
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            dai quali dipendono i musei statali non autonomi . Tuttavia, com’è stato più volte osservato,
            una rigida separazione di competenze tra tutela e valorizzazione, due aspetti distinti di una
            medesima realtà, comporterebbe il rischio di una cesura sul piano operativo, particolarmente
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            dannosa per i beni numismatici . Per ricomporre e armonizzare le attività che fanno capo
            a questi due settori istituzionali del Mibac, occorrerà valutare nel tempo specifiche direttive
            congiunte e avviare progetti mirati alle particolari esigenze e specificità di questo patrimonio,
            da realizzare attraverso una più stretta collaborazione e interazione tra le Direzione Generali
            che coordinano i due settori e, a loro volta, tra i rispettivi Istituti e gli Uffici territoriali .
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            L’accertamento della rarità nella prassi della tutela dei beni numismatici e le verifi-
            che nei Medaglieri italiani

                  L’introduzione di nuove previsioni normative per la classificazione delle “cose d’interes-
            se numismatico” come beni culturali, previste nel D.Lgs 42/2004 (Codice), e modificate con
            successive integrazioni intervenute rispettivamente nel 2006 e nel 2008, ha comportato non
            solo un ampio dibattito e un serrato confronto interno ed esterno sulle modalità e sulle con-
            seguenze della loro concreta applicazione, ma ha anche imposto una sostanziale revisione
            e conseguente reimpostazione della prassi della tutela dei cd. beni numismatici da parte del
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            Ministero .
                  In particolare, le nuove previsioni del Codice hanno posto l’accento sulla valutazione
            del fondamentale requisito della rarità delle “cose di interesse numismatico” che, unitamente
            al “pregio”, va accertato di volta in volta in rapporto “all’epoca, alle tecniche e ai materiali
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            di produzione, nonché al contesto di riferimento” . Nel caso di una moneta, l’accertamento
            della rarità da parte dei competenti Uffici del Ministero, è quindi al centro di ogni procedi-
            mento teso a riconoscere nella “cosa di interesse numismatico” sottoposta ad esame il valore
            di bene culturale. Una volta verificati tali requisiti, il bene numismatico viene sottoposto a
            tutte le previsioni del Codice . Questo vale per varie tipologie di procedimenti in capo al
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            Ministero, in primo luogo la dichiarazione di interesse culturale, ossia il vincolo da imporre
            ad un determinato esemplare. La verifica sulla rarità entra inoltre in gioco, sempre insieme al
            pregio, soprattutto nel parere che motiva il rilascio o il diniego all’attestato di libera circola-
            zione delle cose presentate agli Uffici Esportazione, presenti su tutto il territorio nazionale .
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            Un discrimine fondamentale che permette di stabilire cosa può essere esportato o cosa invece
            no e di contribuire alla conoscenza del patrimonio numismatico privato “sommerso” .
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            l’oSServatorio Per i Beni numiSmatici (2011-2018)                                   S. Pennestrì
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