Page 122 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 12-2018
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                      In passato, nel caso in cui la cosa d’interesse numismatico presentata per l’esportazione
                fosse risultata provvista dei requisiti di pregio e rarità contemplati dal Codice, e contestual-
                mente fosse stato avviato il procedimento di dichiarazione d’interesse culturale, non sembra
                sia stata sfruttata la possibilità di acquisirla al patrimonio statale come bene numismatico,
                mediante l’acquisto coattivo contemplato dal Codice . L’acquisto coattivo di beni numisma-
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                tici, uno strumento che il Ministero, come vedremo più avanti, utilizza per la prima volta nel
                2012 , se adottato con criteri di continuità e uniformità rappresenta invece una delle fonti
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                più importanti per un incremento organico dei Medaglieri italiani, visti come parte integrante
                di un sistema nazionale, evitando che i rinvenimenti numismatici provenienti dal territorio di
                appartenenza dei rispettivi Musei, ne rappresentino l’unica fonte di approvigionamento (ca-
                suale) . I beni numismatici da acquisto coattivo destinati solitamente ai Medaglieri dei Musei
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                italiani, sono stati acquisiti anche dalle raccolte depositate nelle Soprintendenza .
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                      Vi è poi da segnalare che, nel caso di procedimenti di tutela in capo al Ministero pre-
                visti dal Codice, la ricerca per verificare il requisito di rarità nelle cose di interesse numisma-
                tico sottoposte ad esame, ha utilizzato, sino ad anni recenti, repertori e cataloghi d’asta in
                cui le tipologie interessate risultavano in molti casi appartenenti a collezioni museali estere
                o a privati . La mancanza di una verifica standardizzata della rarità tipologica a partire dal
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                patrimonio numismatico pubblico italiano, almeno dei principali Medaglieri italiani, è stata
                ostacolata di fatto dalla mancanza di una sistematica ricognizione, almeno della consistenza
                e dell’ordinamento delle collezioni storiche, dei nuclei, dei complessi monetali (fra tutti i te-
                soretti) e dei materiali di provenienza archeologica conservato nei musei e nei depositi delle
                Soprintendenze . Sulla base di quanto esposto sinora, è evidente che il punto di partenza per
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                una corretta e piena applicazione delle previsioni del Codice relativamente alle cose d’inte-
                resse numismatico passa dalla creazione di banche dati non solo di materiali numismatici ma
                anche di documentazione sull’ordinamento e sulla consistenza patrimoniale dei Medaglieri,
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                in primo luogo inventari (anche storici) e cataloghi digitalizzati . Questa documentazione
                potrebbe costituire la base preliminare su cui sviluppare strumenti di tutela più mirati e più
                avanzati, resi disponibili all’interno di spazi virtuali riservati che ridurrebbero i tempi ne-
                cessari attualmente all’accertamento della rarità e del pregio degli esemplari in esame . Al
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                tempo stesso, simili banche dati favorirebbero una sempre più concreta e approfondita cono-
                scenza del patrimonio numismatico pubblico e porterebbero quindi innegabili vantaggi non
                solo alla sua tutela ma anche alla sua fruizione e alla sua valorizzazione .
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                L’Osservatorio per i beni numismatici e il progetto Medaglieri Italiani

                      L’Osservatorio per i beni numismatici del Ministero, istituito nel 2011 dall’allora Di-
                rezione Generale per le Antichità, ha avuto, sin dal suo esordio, tra i suoi scopi principali
                la ricerca, la raccolta di materiali, dati e documentazione e la creazione di banche dati sui
                Medaglieri italiani, allo scopo di agevolare e standardizzare i procedimenti di competenza
                riguardanti beni numismatici da parte della Direzione Generale e delle Soprintendenze da
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                essa dipendenti .
                      Particolare attenzione è stata rivolta quindi all’emanazione di specifiche direttive, sia
                pur preliminari, per far fronte alle numerose criticità nella prassi della tutela e della fruizione
                pubblica, emerse e segnalate sia da parte del settore istituzionale che dal pubblico degli inte-
                ressati e degli stakeholders (operatori commerciali e collezionisti soprattutto) .
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                      Sono stati individuati appositi criteri e indicatori finalizzati all’accertamento della ra-
                rità e del pregio previsto dall’art. 10 del Codice ed è stata consolidata e standardizzata una
                metodologia procedurale per la verifica della rarità e del pregio e per l’accertamento della
                provenienza lecita, successivamente perfezionata e sviluppata grazie alla collaborazione di
                alcune Soprintendenze particolarmente attive e dotate di funzionario archeologo specialista
                in numismatica .
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                      Un ruolo altrettanto importante ha avuto la condivisione di tali procedure e il coordina-
                mento operativo con altri Istituti e Uffici interni, in primo luogo le Soprintendenze, compe-
                tenti sulla tutela e sulla valorizzazione del patrimonio numismatico. Tra questi, in particolare,



                l’oSServatorio Per i Beni numiSmatici (2011-2018)                                   S. Pennestrì
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