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208 Soprintendenza Abap CO-LC – CONTRIBUTI
3 Processo verbale di interrogatorio di Ferrari Secondo in data 5.2.1950 allegato a “Ministero della Pub-
blica Istruzione contro Casazza Pietro, Casazza Lino, Uboldi Luigia. Sentenza del Tribunale di Pavia del
23.01.1956” (Copia degli atti conservata nell’Archivio della Soprintendenza Archeologia della Lombardia;
di seguito indicato come Atti del processo penale).
4 La professione di Pietro Casazza si ricava da una nota di Degrassi del 27.3.1950 (prot. n. 426), inviata al
Procuratore della Repubblica di Pavia, e da una successiva memoria inviata sempre dal Degrassi all’Avvo-
catura dello Stato (prot. n. 713 del 6.8.1951).
5 Sembrerebbe, però, che si riferisse alle sole monete. Degrassi nella memoria inviata il 6.8.1951 (prot.
n. 713) all’Avvocatura dello Stato ritiene, peraltro, poco probabile che le monete d’oro siano state pesate
insieme a quelle d’argento.
6 Lettera di Degrassi al Procuratore della Repubblica di Pavia (prot. n. 426 del 27.3.1951).
7 Sulla presenza degli orecchini concordavano Ferrari, Pavesi e Magani. Casazza, pur ammettendo in sede
processuale la loro esistenza, asseriva che non erano mai stati portati a casa sua.
8 Rapporto del Tenente Cirignotta della Tenenza di Pavia al Procuratore della Repubblica di Pavia e verbale
di interrogatorio di S. Ferrari del 5 febbraio 1950, allegati agli Atti del processo penale.
9 Verbale di interrogatorio del 12 dicembre 1952 allegato agli Atti del processo penale.
10 Nella sua testimonianza (Verbale di sommaria informazione del 30 dicembre 1950 allegato agli Atti del
processo penale) Tribolati afferma di aver ricevuto a marzo 1949 una telefonata dalla Uboldi che gli propo-
neva in vendita delle monete di valore. Solo dopo aver avuto mandato da Gerli di acquistare, Tribolati vide
le monete presso la Uboldi che gli disse trattarsi di “preziosi ereditati non da lei, ma da un suo parente”.
11 Verbale di interrogatorio del 19 dicembre 1952 allegato agli Atti del processo penale e Atti del processo
penale. Processo verbale di dibattimento, p. 9.
12 Per quanto Ratto fosse un esperto commerciante di monete antiche e non un archeologo, pare difficile
che non abbia avuto alcun sospetto. A favore della sua buona fede depone comunque il fatto che non aves-
se rivenduto il vasetto, ma che l’avesse immediatamente restituito una volta venuto a conoscenza della sua
illecita provenienza.
13 In nessuno degli atti conservati si dice a quanto ammontasse la parte di Magani e di Casazza, che proba-
bilmente si spartirono la somma restante di 73.000 lire, anche se nel corso del processo penale il Magani
dichiarò di aver ricevuto 30.000 lire (Atti del processo penale. Processo verbale di dibattimento, p. 6).
14 Tinozzi, allora professore di Chirurgia presso l’Università degli Studi di Pavia, fu in seguito Direttore della
Clinica Chirurgica dell’Ospedale policlinico San Matteo e Prorettore vicario del medesimo Ateneo.
15 Nota dei Carabinieri della Stazione di Lardirago al Direttore del Museo Civico di Pavia (prot. n. 60/5-1
del 21.2.1950).
16 “Ferrari, Mangani e Pavesi sono concordi nel dichiarare che nel mezzo del tesoro vi erano due orecchini
d’oro, ma nessuno di essi è in grado di precisare ove siano andati a finire gli orecchini stessi e le rimanenti
monete sia d’oro che d’argento. È convinzione nostra che una parte delle monete e i preziosi ad esse unite
siano stati trattenuti dai Casazza. Si è altresì avuto l’impressione che i grammi 250 di monete mancanti
siano stati venduti dalla Uboldi Luigia a persone che non vuole rivelare. Infatti la medesima di fronte alle
contestazioni in tal senso mossele, ha dichiarato di voler del tempo per pensare in merito” (Rapporto del
Tenente Cirignotta della Tenenza di Pavia al Procuratore della Repubblica di Pavia, allegato agli Atti del
processo penale).
17 Atti del processo penale. Processo verbale di dibattimento, p. 12.
18 Risulta della deposizione del maresciallo Pozzi nel corso del processo penale che fu la madre del Ferrari
a comunicargli che il figlio aveva rinvenuto il tesoro e con i soldi ricavati dalla vendita aveva acquistato un
fucile. Atti del processo penale, pp. 32-33.
19 Testimonianza del Maresciallo Pozzi nell’ambito del processo penale.
20 Rapporto del Tenente Cirignotta al Procuratore della Repubblica di Pavia allegato agli Atti del processo
penale.
21 Il numero delle silique recuperate dai carabinieri presso il conte Gerli oscilla, nei diversi documenti, fra
392 e 394. In particolare, nella nota con cui il 27.12.1949 Panazza riferisce alla Soprintendenza della con-
segna le silique sono 392 (così anche nella successiva relazione allegata alla nota n. 114/52 dell’11.3.1952),
nella lettera inviata da Degrassi all’Avvocatura dello stato il 6.8.1951 (prot. n. 713) sono 393, sia nella rela-
zione dei Carabinieri per il processo penale che in quella del prof. Stenico per il processo civile risultano
essere 394. Si tratta verosimilmente di errori di conteggio.
22 Lettera di Degrassi al Comando Difesa territoriale di Milano del 10.3.1950 (prot. n. 327). Sull’attività di-
dattica di Ulrich-Bansa presso l’Ateneo di Padova: gorini 2012.
23 Lettera del 12.1.1952 (prot. n. 53 del 17.1.1952).
il caSo del riPoStiglio di San geneSio (Pv) G. Facchinetti

