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214 Direzione Generale Archeologia, belle arti e paesaggio - I.C.A. – CONTRIBUTI
FIg. 1 – Home page del sito dell’Istituto Centrale per l’Archeologia.
Da questi fattori, oltre che, in vari casi, dalla qualità intrinseca e dal pregio del materiale,
deriva l’attrazione indiscutibile che la moneta esercita sui visitatori dei musei, di tutte le età,
e sui bambini in particolare.
Per i frequentatori dei musei, appunto, la presenza di una sezione numismatica è cer-
tamente un punto di forza e di appeal, ma è necessario porre attenzione a certe pericolose
derive che la preziosità del materiale talora può indurre.
Non si deve trascurare infatti che non di rado la corretta tutela è messa a dura prova:
si pensi in proposito all’uso delittuoso, costantemente contrastato in ogni modo in collabo-
razione con le forze dell’ordine, del metal detector. Assume allora un significato, e un peso,
ulteriore, l’edizione sistematica, in forma di catalogo, o di banca dati anche in progress, o per
vetrine, o in qualunque forma scientifica, dei monetieri. In generale, la pubblicazione dei ma-
teriali esposti in museo costituisce uno strumento importante per gli addetti ai lavori, ma al
tempo stesso è strumento di attrazione per gli utenti futuri e di fidelizzazione per i visitatori
pregressi — anche senza arrivare ai musei virtuali, forse più un’utopia che una realizzazione
effettiva.
L’edizione, qualunque sia la forma adottata, rappresenta il miglior strumento di con-
trasto possibile. Che si tratti di ricerche illecite, di commercio clandestino o comunque non
trasparente, o di collezionismo, quanto maggiore è l’esposizione dei materiali, tanto maggiore
è la possibilità di eliminare le ambiguità e le zone d’ombra. Questa è d’altronde la logica delle
grandi banche dati, in cui rientrano anche quelle relative alle monete, e in senso più ampio
della massima trasparenza e della pubblicazione dei dati in formato aperto, ossia consultabile
e riutilizzabile.
La pubblicazione nella forma in cui è stata effettuata in modo paradigmatico per il Me-
dagliere parmense è una di quelle possibili, e rientra nel più ampio quadro programmatico
della Direzione Generale Archeologia, belle arti e paesaggio. Di recente, all’Istituto Centrale
per l’Archeologia è stata attribuita tra i compiti la pubblicazione del Bollettino di Archeologia
il ruolo della comunicaZione E. Calandra

