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36 Musei Reali, Torino – CONTRIBUTI
Il secondo inventario (tav. VI), invece, di tipo patrimoniale particolareggiato, comprende
otto volumi, che partendo dalle monete italiane procedono con le seguenti classi: medaglie;
monete romane; monete arabe; tessere romane; regni barbari; supplemento monete romane;
monete greche; piombi; supplemento monete greche. Sul primo volume una nota manoscritta
specifica che l’inventario è stato chiuso con verbale il 4 febbraio 1886. Vi sono inoltre re-
gistrati gli incrementi occorsi alla Collezione nella seconda metà dell’Ottocento, riferibili in
particolare a monete greche e romane (nessuna medievale o moderna e nessuna medaglia).
Questa Collezione, che risulta tra i beni messi a disposizione dello Stato da parte del Sovrano,
si definisce Dotazione Corona - DC. Già con la sua cessione si profilava tuttavia la presen-
za di una parallela collezione, definita Sua Maestà - SM, direttamente afferente al Sovrano,
comprendente sia alcuni beni, come i sigilli e le medaglie moderne, non entrate in DC, sia
incrementi per volontà personale dei sovrani successivi.
Non è tuttavia da escludere che nella collezione S(ua) M(aestà) ricadessero le collezioni
personali dei sovrani precedenti (i documenti di archivio ricordano infatti collezioni di monete
e medaglie da parte di Carlo Emanuele III e Carlo Felice), almeno per quanto riguarda la “sto-
ria metallica” di Casa Savoia, mentre è probabile, anche se non provato concretamente, che
le acquisizioni di monete antiche siano confluite almeno in parte nel Monetiere del Museo di
Antichità. Questo secondo nucleo (SM), descritto in un inventario in cinque volumi (tav. VII) ,
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racchiude la collezione personale di Carlo Alberto cui segue quella personale di Vittorio Ema-
nuele III, re numismatico per eccellenza, che concentra la sua raccolta sui pezzi medievali e
moderni, operando prelievi nel 1901 e nel 1923 di monete e tessere romane, forse vendute o
utilizzate come scambio. Fatta eccezione per medaglie e sigilli, che restano nella collezione SM
a Torino, la parte numismatica segue il Sovrano nei vari spostamenti della Capitale del Regno.
Nel luglio del 1943 ammontava a 106.788 pezzi. Dopo la guerra, una parte risultava dispersa e
la parte sabauda fu portata dal Re con sé in esilio. Alla morte di Umberto II nel 1983, confluì
in parte a Roma, prima a Palazzo Barberini e infine al Museo Nazionale Romano.
2. Il confronto con i medaglieri esteri
Prima di descrivere le scelte intraprese per la conservazione e la valorizzazione dei
medaglieri dei MRT, appare utile proporre un confronto con le principali istituzioni museali
europee, escludendo in questa sede gli istituti universitari (salvo casi particolarmente signifi-
cativi e rivolti alla comunicazione e divulgazione, come quello Oxoniense), gli istituti bancari
e le fondazioni private .
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Il panorama che emerge da una breve disamina (infra, tabella), pur nella varietà dei
casi e delle situazioni, collegate solo in parte a una lunga tradizione storica e collezionistica
(se non per la consistenza dei medaglieri medesimi), porta a sottolineare una maggiore atten-
zione dedicata alla numismatica, sia in termini di risorse economiche e umane, sia nel senso
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di politiche di visibilità intraprese, da parte dei paesi di matrice anglosassone e teutonica
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(pur con innegabili differenze in termini di investimento), che stanno rendendo da anni di-
sponibile il patrimonio on-line e stanno operando una vera e propria politica di valorizzazio-
ne del patrimonio numismatico. I paesi mediterranei, con forse la sola eccezione eccellente
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della Spagna per alcune circoscritte realtà , pur contando su una azione mirante a rendere
visibili e “note” le proprie collezioni, attraverso vetrine e percorsi espositivi reali e talora vir-
tuali, sono meno orientati allo sviluppo di progetti di ricerca che abbiano come esito finale la
completa fruibilità anche on-line delle collezioni numismatiche, orientamento anche legato a
una minore attuazione di politiche di fundraising.
3. Le scelte intraprese
Alla luce della situazione attuale e del confronto con le azioni dei principali Medaglieri
esteri, pertanto, i Musei Reali di Torino (MRT) innanzi a un patrimonio numismatico forse
non equiparabile quantitativamente alle grandi collezioni dinastiche europee, ma comunque
consistente sia numericamente sia qualitativamente, hanno operato e stanno operando una
serie di interventi miranti a conservare, valorizzare e comunicare le Collezioni numismatiche
che fanno parte del proprio patrimonio.
le colleZioni numiSmatiche dei muSei reali E. Panero

