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Notiziario PNS n. 12/2018 – ATTI INCONTRO DI STUDIO 39
Sono state informatizzate e verificate oltre 10000 monete con redazione delle rispettive
stringhe inventariali, con circa 20000 immagini e selezionati oltre 200 interventi di restauro
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da programmare , oltre a rivedere la consistenza inventariale correggendo eventuali sposta-
menti errati.
Questa attività, prodromica a quella di catalogazione completa per singoli lotti, non può
del resto essere disgiunta dall’obiettivo di incremento delle collezioni: in ciò risulta particolar-
mente proficua la collaborazione con l’Ufficio Esportazione delle Soprintendenze piemontesi
per una azione sinergica tra tutela, conservazione e fruizione.
3.2 - Ricerca, valorizzazione e accessibilità
Inoltre, se per conservare e successivamente comunicare e divulgare, occorre anzitutto
conoscere, per potere intraprendere questi ultimi obiettivi i MRT hanno avviato una intensa
attività di collaborazione scientifica con gli enti di ricerca nazionali e internazionali al fine di
validare i riscontri inventariali sopra descritti. Così a ogni studioso che richiede di visionare
un lotto del patrimonio numismatico dei MRT per le proprie ricerche, viene richiesta la sche-
datura della stringa di precatalogo o la revisione della stessa in modo da poterla confrontare
con i dati in possesso, che possono essere interrelati agli studi più aggiornati in maniera
pressoché costante. Si stanno avviando inoltre alcuni progetti più propriamente di ricerca
scientifica, soprattutto concentrati sul patrimonio numismatico del Museo di Antichità, più
eterogeneo per quanto riguarda la genesi di formazione della collezione rispetto al Medaglie-
re Reale e che è ancora sprovvisto maggiormente di una mirata azione di indagine.
La necessità di analizzare da un punto di vista scientifico un lotto di monete tipologi-
camente affini e nel contempo, cercare di ricostruire alcuni nuclei collezionistici attraverso
l’analisi dei documenti di archivio ha, infatti, portato il gruppo di lavoro dei MRT ad avviare il
progetto Alle origini dell’Europa: le monete bizantine dei Musei Reali di Torino e il collezioni-
smo numismatico torinese partendo da un lotto di monete della collezione del Monetiere del
Museo di Antichità. Quest’ultima permette infatti di ripercorrere quasi per intero la storia numi-
smatica dell’Impero dal regno di Anastasio I del 491 a quello di Manuele II Paleologo del 1425,
passando attraverso il regno di oltre una sessantina di imperatori e per un totale di 514 esem-
plari noti (ma lo studio previsto porterà sicuramente a una revisione e ampliamento) . Fin dal
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XVIII secolo, la raccolta numismatica del Museo di Antichità, infatti, ha interessato la selezione
delle serie imperiali fino agli imperatori bizantini, ponendosi come obiettivo di comprendere
tutte le serie imperiali di Occidente e Oriente che già alla fine del Settecento vantavano 10384
esemplari, di cui alcuni rarissimi. Questi risultavano nello studio del Fabretti in massima parte
provenienti dalla collezione Lavy donata all’Accademia delle Scienze di Torino da Filippo Lavy,
assistente alla Zecca di Stato, e passata al Museo nel 1866 . Della raccolta, tuttavia, si è persa
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memoria specifica, per cui è attualmente difficile stabilire quanta parte della collezione numi-
smatica odierna si sia conservata o provenga piuttosto dalla donazione del Lavy.
Un lavoro che superi l’attività di catalogazione e giunga a ricostruire i contesti storici
che hanno portato al formarsi dei vari nuclei collezionistici è quindi essenziale per restituire
alla collettività non solo l’immenso patrimonio numismatico in possesso dei MRT, ma anche
ricostruire uno spaccato della particolare storia collezionistica di Torino.
Per quanto riguarda la valorizzazione, oltre alla possibile collaborazione con il Portale
Numismatico dello Stato, ci troviamo di fronte a una situazione estremamente variegata ma
ancora passibile di numerosi sviluppi. Da un lato vi è il Medagliere Reale, che rappresenta
un nucleo collezionistico forte, per così dire “di per se stesso”, con una sua fisionomia definita
e un suo spazio fisico di esposizione strettamente correlato all’idea di raccontare la storia di
formazione del Medagliere stesso e dal quale non si può prescindere. Dall’altro, vi è invece
un immenso patrimonio numismatico, quello del Monetiere del Museo di Antichità, formatosi
da una stratificazione e da un avvicendamento di storie collezionistiche o archeologiche diffe-
renti, per le quali si possono seguire discorsi relativi alla storia della monetazione antica, così
come a quella dell’archeologia piemontese o del collezionismo sabaudo e che quindi deve
ancor più trovare un giusto spazio di narrazione espositiva. Per entrambi i nuclei collezioni-
stici poi, occorre trovare i corretti canali di comunicazione non solo fisica e materiale. Per tale
ragione, in primo luogo nei percorsi espositivi sia permanenti che temporanei, i MRT hanno
le colleZioni numiSmatiche dei muSei reali E. Panero

