Page 44 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 12-2018
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44 Musei Reali, Torino – CONTRIBUTI
PenneStrì S. 2000, Il medagliere civico di Torino e la storia delle raccolte numismatiche torine-
si, “Quaderni della Soprintendenza Archeologica del Piemonte” 17, pp. 45-63.
riccomini a.m. 2012, “Un istituto novissimo ... del quale nessun viaggiatore ha parlato”:
Edward Gibbon al Museo di Antichità di Torino (1764), “Quaderni della Soprintenden-
za Archeologica del Piemonte” 27, pp. 141-150.
SPeranZa d. 2018, Monete fenicio-puniche, in Carlo Alberto Archeologo in Sardegna (Musei
Reali Torino - Museo di Antichità, 22 marzo - 4 novembre 2018), catalogo della mostra,
Torino, pp. 107-144.
thaon di revel maZZoniS g. 2013, Il Gabinetto delle Medaglie nei documenti d’archivio, in Il
Medagliere del Palazzo Reale di Torino. Storia e restauro della sala e delle collezioni,
“BdA”, volume speciale, Roma, pp. 25-27 e Appendice documentaria, pp. 155-182.
travaini l. 2007, Monete e storia nell’Italia medievale, Roma.
vallauri t. 1846, Storia delle Università degli Studi del Piemonte, III, Torino.
Zanda e. 1999, Le vicende del Medagliere del Museo di Antichità: dal deposito presso la città
di Torino alle prime ipotesi di una nuova valorizzazione espositiva, “Annali dell’Istituto
Italiano di Numismatica”, 46, pp. 205-218.
NOTE
1 I due medaglieri sabaudi, ora riuniti, hanno in realtà conosciuto una precedente unione nel Medagliere
delle Raccolte Numismatiche torinesi, costituito nel 1958, comprendente anche le Civiche Raccolte numi-
smatiche del Museo Civico di Torino. Il Medagliere riunito venne successivamente depositato nel Museo
Civico di Numismatica, Etnografia e Arti orientali, dove sono rimaste fino alla fine del secolo: vd. fava - Sa-
chero - viale 1995; Zanda 1999, pp. 205-218; PenneStrì 2000.
2 Per un’analisi del Monetiere vd. Barello 2017, pp. 35-49 e relativa bibliografia. Colgo l’occasione per rin-
graziare il dott. Barello per i continui scambi e confronti sull’argomento.
3 faBretti 1876, p. III.
4 Lavy 1839 (Parte prima); lavy 1840 (Parte seconda).
5 goltZiuS 1563.
6 Le collezioni del Duca e dei suoi successori, comprendenti tutti i generi di antichità, dovevano contenere
sia monete arrivate dal mercato antiquario (soprattutto di Roma e Venezia), sia donazioni da parte di per-
sonaggi di spicco gravitanti intorno alla corte, sia da ritrovamenti provenienti dal territorio. Le fonti archivi-
stiche ricordano infatti importanti donativi, come quello di 44 medaglie papali (da Lino a Pio V) avvenuto
nel 1572 dal medico di corte e collezionista numismatico Ludovic Demoulin de Rochefort; nel 1573 si data
poi l’acquisizione della collezione del “diamantaro” veneziano Rocco Zanetto Scarizza, comprendente, fra
le altre antichità, 80 “medaglie” di bronzo, mentre nel 1574 giunge al Sovrano da Roma parte (tra cui 2027
“medaglie”) della collezione del canonico Orazio Muti, acquisizione che fu poi completata (altre 300 “me-
daglie”) nel 1583 ad opera del successore Carlo Emanuele I (AST, Archivio di corte, Gioie e mobili, mazzo
5 d’addizione, n. 30). Un inventario di corte del 1677 menziona infatti “una scatola di bosco con un piccolo
Inviluppo di sopra, detta scatola e pachetto pieno di monete antiche, che si sono ritrovate nel fondamento
delle nuove fortificazioni di Vercelli”, a conferma di come l’attenzione per i materiali provenienti dal terri-
torio fossero sempre vivi anche nel campo dell’antiquaria numismatica. AST, Corte, Gioie e mobili, mazzo
2, n. 29.
7 Per un’analisi del collezionismo delle origini Barello 2009, pp. 119-132.
8 vallauri 1846, p. 137.
9 craveri 1753, p. 49.
10 de lalande 1769, pp. 131-132.
11 giBBon 1965. Vd. anche levi momigliano 1980, pp. 42-50; riccomini 2012.
le colleZioni numiSmatiche dei muSei reali E. Panero

