Page 49 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 12-2018
P. 49

LE MEDAGLIE DEL MUSEO GLAUCO LOMBARDI:

                        PRESENZE E ASSENZE IN UNA COLLEZIONE IN DIVENIRE





                  Il Museo Glauco Lombardi è caratterizzato dalla grande eterogeneità tipologica presente
            nella sua collezione, riflesso delle sue modalità di formazione e soprattutto degli interessi
            del fondatore stesso del Museo, il colornese Glauco Lombardi (1881-1970), che, concentran-
            do i suoi acquisti sulle testimonianze della storia ducale della città di Parma tra XVIII e XIX
            secolo, accolse ogni forma di espressione rappresentativa di quel periodo. Per tale ragione
            il Museo ospita opere pittoriche e grafiche di varia tecnica, provenienti sia dalla scuola par-
            mense che dall’area francese, incisioni e matrici, oggettistica varia, gioielli, abiti e tessili, beni
            di uso quotidiano appartenuti o realizzati dalla duchessa Maria Luigia d’Asburgo (protagoni-
            sta di buona parte della raccolta) e documenti. All’interno di questa molteplicità, esito di un
            collezionismo che attinse in larga parte all’ambito privato, oltre che al mercato antiquario del
            tempo, si collocano le medaglie raccolte da Lombardi con l’intento, anche in questo settore,
            di evitare la dispersione delle superstiti testimonianze utili a ricostruire l’identità ducale par-
            mense, quasi a compensare le insanabili disgregazioni, frammentazioni e perdite avvenute in
            periodo unitario .
                             1
                  Complessivamente le medaglie oggi conservate al Museo Lombardi, e quasi integral-
            mente esposte, sono circa ottanta. Sebbene non si abbiano notizie, nella maggior parte dei
            casi, in merito alla loro provenienza, possiamo tuttavia ricondurle, pur con una certa sempli-
            ficazione, a tre nuclei principali, che riflettono la natura della raccolta formata da Lombardi:
            due nuclei riassumono la storia locale, ovvero quello luigino (1816-1847) e quello borbonico
            (anni Cinquanta del XIX secolo); il terzo è invece di origine napoleonica.
                  Le medaglie del periodo ducale di Maria Luigia sono senza dubbio quelle più nu-
            merose e rappresentative dell’identità museale e, appunto per questo, tassello importante
            nella ricostruzione della storia del Ducato e del ruolo di promozione oltre che di memoria
            a esse assegnato. Il rilievo che Lombardi riteneva rivestissero è testimoniato dal fatto che
            la stessa medaglia è a volte presente in multipli o in più metalli e tra questi i preferiti sono
            i metalli nobili (oro e argento). Il corpus delle medaglie voluto da Maria Luigia (comples-
            sivamente ventiquattro) nacque per celebrare e radicare nella memoria collettiva alcuni
            interventi e fondamentali opere pubbliche promosse dalla Sovrana. Di fatto esso costitui-
            sce il corrispondente metallico del volume Monumenti e Munificenze di Sua Maestà la
            Principessa Imperiale Maria Luigia…, promosso nel 1845 dal gran maggiordomo Charles
            de Bombelles come strumento principe per costruire nel tempo l’immagine della Sovrana
            attenta ai bisogni dei suoi sudditi e artefice di risolutive migliorie nel Ducato. Anche in
            quell’opera editoriale, che affiancava litografie ai testi didascalici nelle tre lingue (italiano,
            tedesco, francese), i monumenti e gli interventi edilizi (e non) celebrati da medaglie ve-
            dono la riproduzione litografica delle medaglie stesse (ingresso di Maria Luigia a Parma;
            ponti su Taro, Trebbia, Arda, Nure, Tidone; Beccherie; strada della Cisa; albergo dei bagni
            di Tabiano).
                  Seguendo  l’ordine  cronologico,  possiamo  riassumere  le  medaglie  presenti  in  Museo
            partendo da quelle celebrative (coniate nel 1822) dell’ingresso della Sovrana nel Ducato avve-
                                                                            2
            nuto ad aprile 1816. A due esemplari in oro (invv. 1639, 1644 ; fig. 1) se ne affianca un terzo
            in argento (inv. 1651), mentre il profilo in cera della Sovrana realizzato da Giovanni Antonio
            Santarelli (inv. 1713, tav. I) restituisce l’immagine del dritto, che fu utilizzata anche per le
            successive medaglie relative ai ponti sui fiumi Taro e Trebbia.



            medaglie del muSeo glauco lomBardi                                                   F. Sandrini
   44   45   46   47   48   49   50   51   52   53   54