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50 Museo Glauco Lombardi – CONTRIBUTI
FIg. 1 – Museo glauCo loMbaRdI, PaRMa. Giovanni Antonio Santarelli (Manoppello, Pescara 1758-Firenze 1826), Meda-
glia coniata in occasione dell’ingresso di Maria Luigia d’Asburgo a Parma; oro; inv. 1644. © MGLP.
Alla medaglia-premio per gli alunni dell’Accademia di Belle Arti di Parma (inv. 1647) del
1816 realizzata da Giambattista Vighi, fecero seguito quelle che dovevano celebrare i grandi
cantieri edili del Ducato e che videro nella costruzione di ponti sia nel territorio parmense
che piacentino le loro migliori espressioni. La medaglia che ricordava il ponte sul fiume Taro,
incisa nella zecca di Milano e presente in due esemplari in oro e bronzo (invv. 1646, 1652),
sfruttando lo stesso dritto di Santarelli creato per l’ingresso, fu affiancata dalle medaglie per
il ponte sul fiume Trebbia, ricordato sia dall’opera di Santarelli (inv. 1650) che da quella di
Luigi Manfredini. Quest’ultimo realizzò la medaglia ricordo della visita delle maestà imperiali
austriache, Francesco I e la moglie Carolina Augusta di Baviera (inv. 1649), avvenuta l’8 giu-
gno 1825, durante la cerimonia di posa della pietra inaugurale. A una di queste due medaglie
si riferisce l’acquisto effettuato da Glauco Lombardi presso l’antiquario parmigiano Virgilio
Pedesini tra il 1915 e il 1920.
La successiva medaglia in oro che ricorda il ponte sull’Arda (inv. 1643) del 1836 spetta
al capace intagliatore Ettore Galli, che lavorò anche per quella del 1838 relativa al torrente
Nure (invv. 1640, 1733), di cui il Museo conserva un disegno proposto da Francesco Scara-
muzza (inv. 483) quale soggetto di rovescio, utilizzato da Galli in forma speculare e non esen-
te da errori. Anche del rovescio della medaglia del ponte sull’Arda, inaugurato nel 1837, resta
il disegno preparatorio di Scaramuzza (inv. 482). Lo stesso conio di dritto di Galli sfruttato
per commemorare i passaggi su Arda e Nure, si ritrova nella medaglia battuta per il ponte sul
torrente Tidone (inv. 1637), il cui soggetto di rovescio si deve a Donnino Bentelli che tradusse
le idee di Francesco Scaramuzza. Sempre nelle collezioni museali si conservano i vari bozzetti
ideati dall’artista (inv. 488), tutti basati sulla personificazione del torrente come vecchio varia-
mente seduto e atteggiato. Rimangono anche i documenti relativi alle varianti delle iscrizioni
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ideate dal professore Amadio Ronchini .
L’ultimo dei ponti realizzati, quello sullo Stirone nei pressi di Fidenza iniziato a partire
dal 1843, venne ricordato dalla medaglia che vide l’opera di Carl Friedrich Voigt per il busto
della Sovrana al dritto e quella di Bentelli per il rovescio (inv. 1645), in cui si fece ricorso
alla personificazione del fiume quale giovinetto seduto sullo sfondo di Borgo San Donnino
(Fidenza). Fu ancora Francesco Scaramuzza a fornire l’idea dell’iconografia, nella quale le due
urne tenute dalla figura maschile, caratterizzata da una “robusta giovinezza”, “alluderebbero
— riprendendo le parole stesse dell’Artista — ai due rami ch’esso torrentello [Stirone] ha in
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origine” . Luigi Pigorini, direttore del Museo di Antichità, definì questa medaglia come “ulti-
ma della ricca serie delle medaglie in Parma coniate da Maria Luigia d’Austria a memoria
dei grandiosi monumenti nello Stato Parmense per essa costrutti” .
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medaglie del muSeo glauco lomBardi F. Sandrini

