Page 59 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 12-2018
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CURA E STUDIO.
IL MEDAGLIERE ESTENSE SOTTO UNA NUOVA LUCE
La storia della nascita della medaglistica rinascimentale è profondamente legata alla fa-
miglia Este, committente dei primi esemplari di medaglie modellati dai migliori artisti allora
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in attività: Pisanello in primis, ma anche Sperandio, Bonacolsi detto l’Antico e altri .
Il medagliere conservato presso la Galleria Estense di Modena è il frutto di vicende
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stratificatesi durante sei secoli, passaggi che è stato necessario ricostruire e ripercorrere
prima di dare l’avvio al progetto di riordino delle collezioni promosso dalla Direzione delle
Gallerie Estensi con il supporto della Fondazione Memofonte di Firenze e dell’associazione
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Amici delle Gallerie Estensi e condotto da Giulia Zaccariotto, della Scuola Normale Superiore
di Pisa.
Il primo promotore di medaglie con la sua effige fu Leonello d’Este a partire dal 1441,
quando divenne signore della città di Ferrara alla morte del padre Niccolò III. Leonello com-
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missionò a Pisanello oggetti raffinati dei quali la Galleria conserva alcuni esemplari (tav. I).
Da fonti documentarie sappiamo che Leonello fu colto collezionista di monete antiche con le
quali si dilettava nel riconoscere gli episodi della storia romana e greca. Monete e medaglie
erano conservati negli studioli che prima lui, poi i suoi successori, fecero costruire e deco-
rare all’interno dei palazzi di famiglia . Dopo Leonello, saranno i fratelli Borso e Ercole a
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continuare la storia numismatica di famiglia attraverso splendide medaglie autoriali , mentre
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i loro successori, Alfonso I ed Ercole II incrementeranno soprattutto le collezioni metalliche
raccogliendo le più belle monete antiche, greche e romane, sul mercato. Il primo dando inizio
alla pratica di contromarcare gli oggetti di sua proprietà con un punzone a forma di aquila
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(tav. II), il secondo avvalendosi della consulenza dei più eruditi conoscitori di antichità allora
in circolazione, Enea Vico e Pirro Ligorio .
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Dal 1598, con lo spostamento della sede del ducato a Modena, parte della collezione fu
venduta e solo nel 1669, dopo la morte di Alfonso IV, fu redatto un primo inventario di quan-
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to era ancora posseduto dagli Este e conservato in Palazzo Ducale . Sul finire del secolo, con
il duca Rinaldo I (dal 1695) si prospettò la possibilità di creare un catalogo delle collezioni
numismatiche, curato da Lodovico Antonio Muratori e Scipione Maffei, anche se quest’ultimo
lamentava la perdita di molti pezzi rispetto al passato, definendo la collezione “un prezioso
avanzo” .
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Con gli anni dell’occupazione austro-piemontese il medagliere fu trasferito a Venezia,
per poi tornare in città, e sorti altalenanti della raccolta la videro ridursi progressivamente a
causa delle vendite , ma anche inglobare pezzi di estrema qualità, come avvenne nel 1805,
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quando Tommaso Obizzi del Catajo lasciò la sua collezione agli Este .
Da Palazzo Ducale gli oggetti furono infine trasferiti al Palazzo dei Musei e, negli stessi
anni, l’allora direttore dell’ente Giulio Bariola (1901-1924) acquistò svariati oggetti sul merca-
to antiquario, andando ad incrementare settori carenti della collezione, ma importanti per la
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cultura locale: come le raffinate medaglie emiliane di pieno Cinquecento .
Il progetto di catalogazione, studio e riordino del medagliere delle Gallerie Estensi è
stato avviato nell’estate 2017. L’intervento di catalogazione, restauro e riordino ha interessa-
to principalmente la ricca collezione di medaglie, ma si è anche provveduto alla messa in
sicurezza delle monete. Le medaglie della collezione sono circa 2400 e comprendono dagli
oggetti di epoca rinascimentale a quelli di pieno Novecento, oltre ad un cospicuo numero di
medaglie papali e una interessante raccolta di placchette di varie epoche. Solo una piccola
il medagliere eStenSe M. Bagnoli, G. Zaccariotto

