Page 69 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 12-2018
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IL MEDAGLIERE DEL MUSEO NAZIONALE ARCHEOLOGICO DI TARANTO:
EDUCAZIONE, RICERCA E VALORIZZAZIONE
La vocazione del Museo Nazionale Archeologico di Taranto (fig. 1) per la valorizzazione
delle collezioni numismatiche risale in realtà ad un periodo antecedente alla sua istituzione,
nel 1887.
Infatti già nel 1883 e nel 1886 furono portati alla luce due tra i più importanti e cospicui
tesoretti mai rinvenuti sul territorio: Taranto 1883 e Montedoro 1886 .
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Si tratta del periodo precedente alla prima vera legge di protezione del patrimonio
artistico e archeologico — approvata quasi cinquant’anni dopo l’unità politica dell’Italia nel
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1909 —, che all’articolo 18 segnalava l’obbligo di denuncia dei rinvenimenti fortuiti , oltre a
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stabilire ammende per gli inadempienti . Pertanto, la circostanza che questi materiali, anche
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se non integri, fossero stati immessi nel patrimonio del futuro museo, istituito nel 1887, è cer-
tamente da ascrivere al merito di Luigi Viola, inviato a Taranto nel 1880 da Giuseppe Fiorelli
in qualità di ispettore archeologo .
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Tale attenzione per il patrimonio numismatico si mantenne inalterata e venne ulterior-
mente approfondita da Quintino Quagliati, che, dopo un periodo di vacatio, subentrò a Luigi
Viola alla direzione del Museo nel settembre del 1898 , quale direttore incaricato. Peraltro,
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Quintino Quagliati possedeva una competenza scientifica nel settore e, oltre a realizzare la
prima guida sul museo di Taranto , fu autore di alcuni articoli sull’argomento . A lui si debbo-
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no anche i primi registri inventariali (tavv. I-II) che, realizzati con molta cura, per quanto sin-
tetici, costituiscono una testimonianza di grande utilità dell’implementazione del medagliere
tarantino. Inoltre, egli offrì la possibilità a studiosi della levatura di Laura Breglia di compilare
pubblicazioni sui tesoretti che in quel periodo venivano reperiti in Puglia .
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L’acquisizione di materiali provenienti da scavi, da ritrovamenti fortuiti o da sequestri e
successive confische, si susseguirono negli anni precedenti e successivi al secondo conflitto
mondiale ed il Medagliere si arricchì notevolmente.
A tal proposito, va evidenziato il grande contributo offerto da Attilio Stazio che guidò
l’allora Soprintendenza alle Antichità della Puglia dal 1963 al 1968 e fu anche autore di nume-
rosi articoli sul materiale delle zecche della regione . “Fu particolarmente fruttuosa la sua
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idea di promuovere il Museo come luogo di studio e di ricerca, coinvolgendo nelle sue attività
le Università italiane e straniere” .
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Negli anni più recenti, oltre alla presenza — per un breve periodo — presso il Museo
Nazionale Archeologico di Taranto di Giuseppe Guzzetta, in qualità di funzionario numisma-
tico, il 18 gennaio del 1997 venne istituito il Servizio Territoriale per i Beni Numismatici della
Puglia , che, sebbene avesse un raggio di azione regionale, incentrò la sua operatività soprat-
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tutto presso il Museo di Taranto, provvedendo a riordinare il materiale ivi custodito, oltre ad
avviare attività di restauro e di pubblicazione dei materiali .
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Il risultato di tale impegno è sottolineato all’interno del rinnovato Museo Nazionale Ar-
cheologico di Taranto, interessato da un ventennale cantiere di riallestimento il cui secondo
piano è stato inaugurato il 29 luglio 2016, dalla presenza di importanti nuclei numismatici,
oggi esposti nel percorso museale, tra cui in particolare:
a) il tesoretto di Taranto Corti Vecchie (figg. 2-3) occultato nella seconda metà del IV
sec. a.C.;
b) il tesoretto di Taranto cosiddetto “Taranto 1883” (figg. 4-5), occultato poco prima
del 212 a.C. ;
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il medagliere del muSeo naZionale archeologico di taranto E. Degl’Innocenti

