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Notiziario PNS n. 12/2018 – ATTI INCONTRO DI STUDIO 73
Esisteva un elenco generico di circa 15.000 nummi, ma non un database con l’elenco
completo del materiale conservato nel Medagliere di Taranto. Al lavoro di Giuseppe Libero
Mangieri si deve la suddivisione del Medagliere in quattro sezioni, denominate “Monetiere 1”,
“Monetiere 2”, “Monetiere 3” e “Monetiere, Sequestri, Confische ed altro” (figg. 6-7).
Tale elenco risulta costituito da materiale (compresi i tesoretti) soltanto in parte inven-
tariato, con una sezione di tesoretti catalogati e documentati tramite fotografie digitali ed una
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maggioranza di reperti numismatici che necessitano di interventi di pulizia e di restauro .
I depositi delle collezioni numismatiche del Museo erano stati inoltre afflitti, nel passa-
to, dall’assenza di costante monitoraggio e dalla dispersione o dalla scomparsa di materiali. A
tali criticità si aggiungeva anche la problematica del condizionamento dei reperti numismatici
e della loro conservazione preventiva. Il Medagliere non esposto nel percorso museale era
conservato all’interno di monetieri collocati in uno degli uffici del piano terra del Museo,
esponendo il materiale, l’edificio museale, il personale e gli stessi visitatori ad evidenti rischi.
Pertanto, la gestione del Museo ad autonomia speciale ha provveduto ad una nuova verifica
di tale materiale ed al trasferimento di tutti gli arredi-monetieri all’interno dei depositi del
Museo, costantemente “allarmati” tramite il sistema di sicurezza. Anche le casseforti di mate-
riale archeologico, che erano precedentemente ubicate nell’ufficio della direzione del Museo,
sono state trasportate e posizionate nei depositi, permettendo la creazione di spazi idonei,
raccolti e coesi per garantire ai reperti conservazione, tutela e sicurezza adeguate.
All’interno dei depositi, è stata quindi allestita — grazie all’acquisto di arredi e di attrez-
zature — una postazione per le attività di studio e ricerca dei materiali archeologici.
È stato così avviato un progetto di studio e di ricerca, finalizzato alla verifica della con-
sistenza ed al monitoraggio del materiale numismatico dei depositi del Museo di Taranto e
del suo stato di conservazione, corredato dalla digitalizzazione dei reperti tramite un’attività
fotografica resa possibile dall’acquisto di un’adeguata attrezzatura tecnica.
Le attività sopra citate, in realtà, sono riconducibili ad un progetto più ampio: tali
elementi fanno infatti parte del piano strategico del Museo di Taranto, ovvero del progetto
scientifico-culturale su cui si basa la politica culturale del Museo Nazionale Archeologico di
Taranto ad autonomia speciale.
La visione strategica del Museo si basa, infatti, su tre macro elementi-chiave: formazio-
ne, educazione e ricerca; innovazione ed eccellenza; identità ed inclusione. Appena divenuto
autonomo, esso ha manifestato la sua vocazione di museo identitario, attraverso la messa
in rete di un più ampio museo diffuso territoriale, la volontà di inclusione, il dialogo con le
istituzioni, l’ascolto delle istanze che giungono dalla comunità e la co-progettazione con il
territorio. Proprio al fine di non essere un luogo separato dalla vita reale, le sue attività sono
state realizzate in funzione di fasce di pubblico differenziate: bambini, adolescenti, scuole,
adulti, visitatori locali, visitatori turisti; e secondo livelli di comunicazione diversi: neofita,
conoscitore, specialista. In sintesi, il Museo Nazionale Archeologico di Taranto è concepito
come centro e motore di sviluppo socio-culturale ed economico.
Il progetto scientifico e culturale del museo è stato fondato sull’elemento identitario di
Taranto quale “città delle culture”, in una visione diacronica della sua storia, dalla Preistoria
alla Protostoria, alla Taras della Magna Grecia, alla città romana, allo sviluppo medievale e
post-medievale, all’evoluzione della città ottocentesca in seguito alla costruzione della base
navale e dell’Arsenale Militare, fino al contesto industriale del Novecento e del Duemila,
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dall’Italsider all’Ilva .
Alla base del progetto si pone una visione dell’archeologia come strumento di dialogo
tra passato e contemporaneità e costruttrice di paesaggi culturali. Il Museo Nazionale Archeo-
logico di Taranto si connota pertanto come racconto del territorio e come fulcro di una messa
in rete territoriale, testa di ponte di un museo “diffuso” che parte dal reperto per legarlo al
suo contesto ed alla storia di uomini e donne a cui il materiale è connesso.
Il Medagliere di Taranto, in particolare, è stato valorizzato attraverso progetti di edu-
cazione e ricerca creati in collaborazione con il Polo Museale della Puglia (attività di studio
presso il Museo di Taranto a cura del funzionario numismatico Giuseppe Libero Mangieri), le
Università (il Museo accoglie vari progetti di studiosi), i centri di ricerca (con un focus dedi-
cato all’archeometria) e le Scuole al fine di consolidare la missione del museo quale centro di
il medagliere del muSeo naZionale archeologico di taranto E. Degl’Innocenti

