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Notiziario PNS n. 12/2018 – ATTI INCONTRO DI STUDIO 97
Fasano (BR) 1933
Agli inizi del mese di novembre del 1933 i Carabinieri di Fasano furono informati del
ritrovamento di un tesoretto monetale di 20 monete recuperato dal signor Lacerignola Vito
nel di lui podere, in contrada Signora Cecca a Fasano (fig. 6, tav. VI). Ivi recatisi, si trovarono
di fronte all’impermeabilità dell’indagato che negava con decisione il reperimento, ma ciò
non li distolse dall’effettuare ulteriori indagini. In un secondo momento vennero coinvolti i
militi della Polizia Tributaria che, grazie anche ad un mandato di perquisizione, rinvennero,
sotterrata nel podere del Lacerignola, una pentola con all’interno 150 monete, cui si aggiun-
sero altre 29 monete recuperate in un secondo momento (tav. VII).
Nonostante il tentativo di occultamento del ripostiglio, Lacerignola inoltrò richiesta per
ricevere il premio di rinvenimento previsto dalla normativa (tav. VII), col risultato di ricevere,
invece, un’ammenda di 1200 lire e la confisca del gruzzolo. Una nota di colore è data dalla
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richiesta del 21 marzo 1934, avanzata dal sig. Galiulo, “vetturino in Fasano” :
“Il sottoscritto, restituì una delle monete in parola, e non solo, con le indicazioni e
con la cooperazione dello scrivente [i militari rintracciarono] il resto delle monete che furono
trovate. Dopo che il sottoscritto firmò il verbale, il maresciallo, promise che sarei stato premia-
to, secondo la valutazione delle monete stesse. Siccome a tutt’oggi nulla ho ricevuto in merito,
vi pregherei se vi compiaceste essere gentili a mantenere la promessa fattami, avendone asso-
luto bisogno, perché disoccupato” (tav. VII).
La richiesta, che ancora oggi desta partecipazione emotiva, purtroppo per il vetturino,
venne respinta perché, secondo chi la esaminò, Galiulo aveva ottemperato solo al suo dovere
civico e pertanto nulla gli era dovuto (fig. 7). D’altro canto occorre segnalare che i militari
della Polizia Tributaria ricevettero un compenso in denaro come premio per il recupero del
tesoretto!
Torremaggiore (FG) 1936
Nel 1936 sei contadini rinvennero in contrada “Portata S. Antonio” di Torremaggiore
(FG) un tesoretto di 56 monete romano-repubblicane (fig. 8), custodite in un contenitore in
ceramica che venne frantumato con conseguente dispersione dei relativi cocci. Il gruzzolo fu
consegnato nella sua interezza (tav. VIII) ed infatti, circostanza più unica che rara, dopo le
opportune indagini venne elargito anche il premio di rinvenimento di 56 lire (fig. 10) .
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Problemi nacquero sulla opportunità o meno di lasciare l’intero nucleo in loco, pres-
so il neonato Museo Civico di Foggia, come era stato richiesto dal Podestà della Città al
soprintendente R. Bartoccini (fig. 9). Dopo un primo generico assenso, il soprintendente
fece trasferire il materiale a Bari per gli adempimenti amministrativi. Dopo due anni di
attesa, senza che fosse redatto un catalogo o avviato l’iter burocratico, la vicenda ebbe una
forte accelerazione il 6 aprile del 1938, quando il podestà di Foggia inviò un pressante
invito al nuovo soprintendente Nello Tarchiani, il quale a sua volta sollecitò Ciro Drago,
direttore del Museo di Taranto dove il materiale era stato successivamente inviato, a com-
pletare, con urgenza, la pratica per calmare il podestà di Foggia. Il 27 aprile la sollecitazio-
ne divenne implorazione: vi scongiuro ancora una volta di mandarmi la descrizione delle
monete con un pro-memoria sul ritrovamento […]. Io non posso più trattare con Foggia, se
non rispondo a quel Podestà che attende da quasi otto mesi! E voi sapete che non è molto
trattabile (fig. 11).
Ciro Drago dopo aver compiuto tutti gli atti necessari propose di affidare, in deposito
temporaneo, al Museo Civico di Foggia, una selezione di 44 monete, mentre per il resto del
materiale suggerì il trasferimento al Museo di Taranto. La richiesta fu inviata al Ministero che
approvò la salomonica decisione, imponendo al Comune di Foggia l’onere del pagamento del
premio di rinvenimento (tav. IX).
Nel 2014 lo scrivente propose, con l’assenso del Soprintendente L. La Rocca, il ricon-
giungimento dei due nuclei, proposta che ebbe seguito, grazie anche ai buoni uffici della
dott.ssa G. Fazia direttrice del Museo Civico di Foggia. Inoltre il materiale fu restaurato ed
inventariato e, al momento della compilazione della seguente nota, è in corso la pratica per
il deposito temporaneo a Foggia, grazie alla disponibilità della dott.ssa Eva Degl’Innocenti,
attuale direttrice del MArTA.
Puglia: dal muSeo territoriale ai muSei nel territorio G. Libero Mangieri

