Page 23 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 15/2021
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LA BIBLIOTECA CASANATENSE E IL SUO MUSEO SVELATO:

                                            FORMAZIONE DELLE COLLEZIONI





                        Il lemma ‘biblioteca’ solitamente evoca immagini di lunghe file di scaffali in cui sono
                  allineati, più o meno ordinatamente, libri e carte d’archivio. Peraltro, anche l’iconografia bi-
                  bliotecaria induce ‘i non addetti ai lavori’ a pensare la biblioteca come ‘contenitore’ soltanto
                  di raccolte bibliografiche e, tutt’al più, di documenti d’archivio, debitamente rilegati a volume
                  oppure ordinati in faldoni.
                        In effetti, la rigida tripartizione dei beni culturali in beni librari, archivistici e artistici
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                  si è affermata soltanto dopo l’Unità, con l’attuazione da parte del giovane Stato italiano, del
                  principio di razionalizzazione tipologica dei contenuti, anche all’interno dei diversi istituti.
                  Diversamente, in precedenza – mi riferisco in particolare ai secoli XVII e XVIII durante i qua-
                  li alcune delle maggiori istituzioni bibliotecarie italiane hanno avuto origine – la biblioteca
                  si identificava non soltanto nel concetto di collezione bibliografica, ma anche in quello di
                  raccolta museale, per cui i fondi librari, così come le carte d’archivio, le collezioni artistiche
                  (disegni, quadri, statue ed anche medaglie e monete) e i cimeli afferenti il versante scientifico,
                  costituivano ‘le trésor’ dell’autorità che le deteneva – fosse essa politica, laica, o religiosa – la
                  quale con l’acquisizione di libri, opere d’arte, cimeli e con la conservazione dei documenti
                  d’archivio concernenti la propria sfera familiare, sociale e politica, intendeva riunire valide
                  testimonianze che ne costituissero la memoria storica.
                        Splendido esempio di questa categoria concettuale sono due storiche biblioteche della
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                  Capitale, la Vallicelliana  e la Casanatense, istituite «per pubblica utilità», l’una nel sec. XVI ex.,
                  l’altra nel XVIII.
                        Ma prima di entrare nel dettaglio delle due raccolte museali è d’uopo soffermarsi sull’ar-
                  chetipo ispiratore e cioè sulla prestigiosa istituzione museale situata all’interno del Collegio
                  Romano, che diventerà un centro di attrazione e di curiosità per eruditi di tutta Europa, in cui
                  potevano ammirarsi «bronzi, pitture, mosaici, iscrizioni, resti dell’antichità classica, tanto pagana
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                  come cristiana, riguardanti l’etnologia d’Oriente e dell’America meridionale» . Si intende far rife-
                  rimento al Museo Kircheriano che, originato dal lascito testamentario del sig. Alfonso Donnini,
                  Segretario del Popolo Romano (tav. I) – il quale, nel novembre 1651, aveva donato la propria
                  collezione di cose curiose e di prezzo ai padri Gesuiti – rappresentava il vivo interesse per la cul-
                  tura scientifica nel XVII secolo, interesse che si manifestava con l’approfondimento delle scien-
                  ze della vita, della storia naturale, dell’astronomia, della fisica e della matematica. Affidato alle
                  cure del confratello Athanasius Kircher (tav. II) (Fulda 1601-Roma 1680) , ‘genio universale’ e
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                  appassionato collezionista, il Museo crebbe e si ampliò grazie alle donazioni di quanti venivano
                  a visitarlo, e ai prototipi di macchine (fig. 1) che lo stesso p. Kircher costruiva per effettuare gli
                  esperimenti idraulici, ottici, matematici, magnetici tanto da potersi considerare una vera e pro-
                  pria Wunderkammer secondo il gusto del collezionismo seicentesco . Nel 1678 Giorgio De Sepi,
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                  Authoris in Machinis concinnandis Executor, che da esperto meccanico assisteva il p. Kircher
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                  nei suoi esperimenti, pubblicò il primo catalogo della straordinaria collezione  (tav. III). Dopo la
                  morte del Kircher la ‘Galleria di curiosità’ ebbe un periodo di decadenza non avendo un unico
                  responsabile, ma diversi confratelli che si alternavano essendo impegnati anche in altre occupa-
                  zioni, finché non fu nominato custode, nel 1698, p. Filippo Bonanni (1638-1725), appassionato
                  di numismatica e di cose erudite con interessi naturalistici. Egli, prima di tutto, fece trasportare i
                  reperti in un locale più consono, lo rinnovò aggiungendovi nuovi reperti e nel 1709 lo descrisse
                  con grande erudizione  (tav. IV a-b). Frattanto, continuarono a pervenire donazioni: l’abate Ri-
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                  La BiBLioteca casanatense e iL suo museo sveLato                                  A.A. Cavarra





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