Page 69 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 15/2021
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Notiziario PNS n. 15/2021                                                                    67


                        L’esempio dell’oratoriano Spada che lascia alla Biblioteca Vallicelliana le sue raccolte e
                  quello ancora più celebre del gesuita Kircher che destina la sua Wunderkammer al Collegio
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                  Romano  oltre al modello più «moderno» del cardinal Zelada, che riunì un museo di antichi-
                  tà, monete, medaglie, collegato alla biblioteca e all’osservatorio, furono certamente presenti
                  negli anni in cui Audiffredi maturava la decisione di ampliare l’orizzonte della Biblioteca con
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                  un piccolo museo . Com’è noto, gli studioli colmi di materiali tra sacro, profano e magico,
                  nati in gran numero nel Seicento dal collezionismo prelatizio a Roma, venivano considerati
                  ormai relitti in pieno Settecento. Modelli superati e retaggio di una cultura che si intreccia
                  con lo stupore e la rarità e che rimane confinata entro pretenziose stanze delle meraviglie,
                  queste raccolte appartenevano ad un mondo e ad un modo del collezionismo barocco che il
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                  Settecento intendeva superare e che lo stesso Galileo aveva già ridicolizzato :
                        [E come] entrare in uno studietto di qualche ometto curioso, o che si sia dilettato di adornarlo
                        di cose che abbiano per antichità, o per altro del pellegrino, ma che per. sieno in effetto cosel-
                        line, avendovi come saria a dire un granchio pietrificato, un camaleonte secco, una mosca, un
                        ragnio in gelatina in un pezzo d’ambra, alcuni di quei fantaccini di terra, che dicono trovarsi
                        nei sepolcri antichi di Egitto, e cos. in materia di Pittura qualche schizzetto di Baccio Bandinel-
                        li, o del Parmigiano, o simili altre cosette.
                        Galileo ricusava soprattutto la frammentarietà del sapere insita nello «studietto», in
                  contrapposizione al collezionismo sontuoso e regale, degnamente rappresentato da raccolte
                  complete e di qualità eccelsa:

                        Una guardaroba, una Tribuna, una Galleria regia, ornata di cento statue antiche de’ più celebri
                        Scultori, con infinite storie intere, e le migliori di Pittori illustri, con un numero grande di vasi,
                        di cristalli, d’agate, di lapislazari, e d’altre gioje, e finalmente ripiena di cose rare, preziose,
                        meravigliose, e di tutta eccellenza.

                        Ad Audiffredi, all’apice della carriera e della notorietà, si riconosce invece da ogni parte
                  una straordinaria versatilità in ogni campo del sapere che già aveva ispirato la sua nomina
                  a prefetto della Casanatense. Come si ricava anche dalle medaglie moderne che sceglie per
                  la sua collezione, Audiffredi non solo accoglie la cultura illuminista ma rappresenta anche
                  il tentativo della Chiesa di aprire al rinnovamento scientifico che caratterizzava quell’epoca.
                  Quest’ultimo aspetto in particolare solo apparentemente contraddittorio di Audiffredi è stato
                  già evidenziato da Rita Fioravanti che conclude:

                        Membro di un Ordine il cui impegno sul piano dottrinale era quello della difesa dell’ortodossia
                        e che per di più aveva la responsabilità di redigere l’Indice dei libri proibiti, si deve ritenere
                        che egli avesse dato per scontato che la scienza moderna non poteva e non doveva entrare in
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                        conflitto con i dogmi della religione .
                        Una versatilità quella di  Audiffredi che caratterizzava in generale l’èlite intellettuale
                  dell’epoca, ma che allo stesso tempo era influenzata da una personalità indipendente, inquieta
                  e fuori dagli schemi, come emerge dall’esame condotto da Paola Urbani sulla sua calligrafia :
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                        Favorito da una memoria eccezionale per i particolari e da buone capacità di concentrazione,
                        Audiffredi sapeva coniugare il suo desiderio di scoperta, una viva capacità di immaginazione
                        che produceva idee tanto nuove da poter apparire a volte stravaganti, con il dono della osser-
                        vazione e con un metodo rigoroso (…). Sia in campo intellettuale che nella vita quotidiana ten-
                        ne sopra ogni altra cosa alla sua indipendenza (…). La sua scrittura staccata e personalizzata
                        rispetto al modello calligrafico del tempo fa credere che egli non si identificasse appieno con
                        opinioni e regole dominanti, e non vi si piegasse che in apparenza, ma che contemporanea-
                        mente ricavasse una sensazione di sicurezza del lavorare in una struttura.

                  4. La storia metallica di Audiffredi: epoche, personaggi ed eventi

                        Negli stessi decenni in cui il padre Audiffredi si dedica all’incremento della Casanaten-
                  se e alla formazione delle sue raccolte, gli studi numismatici e il collezionismo specializzato
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                  conoscono una notevole fioritura . Ho già accennato al ruolo delle Accademie, e di quella
                  Etrusca di Cortona in particolare.



                  Il Nummophylaceum casaNateNse e AudIffredI                                          S. Pennestrì





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