Page 65 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 15/2021
P. 65
Notiziario PNS n. 15/2021 63
con l’aggiunta di Antonio Agostino, ed ultimamente restituite, riconosciute, ed accresciute dal
Dottor Carlo Patin Medico di Parigi, nel suo volume stampato nella detta Città di Parigi l’anno
1663. Però in quest’inventario si pone solo il nome delle Famiglie, alle quali appartengono
le Medaglie, giacchè la spiegazione è assai prolissa, e facilmente si potrà trovare, e nel libro
di Fulvio Orsino, ed in quello dal Patino. I nomi anche delle stesse Medaglie si mettono per
ordine di alfabeto, ed in latino, giacchè così sono riportati da detti Autori, e qui si descrive, se
sono di argento, o di Metallo.
L’interesse dell’Audiffredi per le monete e le medaglie era sicuramente ispirato alle ope-
re e ai cataloghi di numismatica, una scienza che in quegli anni si andava svincolando dall’an-
tiquaria e con gli sforzi classificatori dei collezionisti e degli studiosi si connotava sempre
33
più come scienza autonoma . Quali erano gli strumenti di classificazione dell’Audiffredi per
le monete? Nel saggio Transitus Veneris, in cui la moneta di Gneo Domizio Enobarbo viene
utilizzata come fonte scientifica, oltre che storica, alla stessa stregua dei calcoli matematici e
34
dell’osservazione degli astri , egli fa riferimento ai cataloghi del Patin, del Vaillant, dell’Ha-
verkamp, principali riferimenti bibliografici per i collezionisti e gli studiosi di antiquaria tra
Seicento e Settecento .
35
3. Librarie, raccolte antiquarie e numismatiche tra Seicento e Settecento
Possiamo anche farci un’idea dei modelli ai quali Audiffredi guardava negli anni in cui
formava la sua raccolta. Tra le istituzioni maggiormente attive nel campo degli studi e del
collezionismo rivolto a monete e soprattutto a medaglie, troviamo le accademie, alle quali
si associarono alcuni dei protagonisti della galleria metallica di Audiffredi, e che scelsero di
onorarli in vita o dopo la morte attraverso la coniazione di medaglie. Tra queste, va ricordata
l’Accademia Etrusca di Cortona che ricoprì anche un ruolo fondamentale per la produzione
di opere di interesse antiquario-numismatico da parte di eruditi come i fratelli Venuti, Ridolfi-
no e Filippo . Altri, come Filippo Stosch, Francesco Valesio, Anton Francesco Gori, Giovanni
36
Lami, non a caso raffigurati sulle medaglie della raccolta di Audiffredi, offrirono un sostanzio-
so contributo attraverso la formazione di raccolte numismatiche e la produzione di cataloghi
37
in cui si dedicava una speciale attenzione all’illustrazione fedele degli esemplari descritti .
Per quanto riguarda le medaglie moderne in particolare, va ricordato uno speciale genere
collezionistico: le «gallerie o storie metalliche». A questo stesso genere sono riconducibili anche
le serie degli «uomini illustri», un vero e proprio status symbol per eruditi ed antiquari dell’epo-
ca, come prova la composizione del Medagliere della stessa Accademia Etrusca, modello con
ogni probabilità presente ad Audiffredi. Le medaglie del Pisanello, le medaglie papali, e quelle
degli uomini illustri nel campo delle arti, della musica e della letteratura non erano sempre
correttamente attribuite dagli accademici. Come ha già osservato Giovanna De Lorenzi :
38
l’interesse era puntato sul personaggio raffigurato e sulla sua collocazione storica, e facilmente
l’attribuzione poteva cadere… verso l’artista più famoso, la cui produzione medaglistica veniva
proprio allora universalmente esaltata.
Era stato Scipione Maffei, nel 1731, a spiegare il collezionismo di medaglie moderne
nella sua pionieristica opera antiquaria su Verona :
39
Essendosi a nostri tempi svegliata particolar dilettazione delle Medaglie moderne, e il maggior
frutto di esse consistendo forse nel darci notizia, e nel farci vedere l’effigie vera degli uomini
illustri di quest’ultimi secoli, io non ho creduto d’aggiunger piccolo ornamento dell’Opera, con
metter qui dinanzi agli occhi quelle de’ nostri Autori, che mi è riuscito di rinvenire.
Restando nell’ambito romano e in un contesto per certi versi simile a quello della Casa-
natense, dovette contare per Audiffredi (se non altro per spirito di emulazione o di compe-
tizione) anche l’esemplare raccolta romana secentesca della Biblioteca Vallicelliana, fondata
nel 1581 dai padri filippini. Questa raccolta, denominata Museo delle Medaglie e curiosità e
donata nel 1662 da Virgilio Spada alla Congregazione dell’Oratorio di Roma, è stata rigoro-
samente ricostruita da Giuseppe Finocchiaro sulla base della documentazione manoscritta e
dei materiali ancora conservati nella Biblioteca Vallicelliana .
40
Il Nummophylaceum casaNateNse e AudIffredI S. Pennestrì
Libro PNS 15.indb 63 03/03/21 18:21

