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Obblighi, regole e strumenti che scandivano la vita della Biblioteca e del Convento
erano destinate a condizionare per molto tempo la vita e le finalità dell’istituzione. Tra gli
strumenti programmati dal Casanate, figurava l’istituzione di due cattedre di Teologia, con
l’intento di esaltare il ruolo della Biblioteca nella diffusione della dottrina domenicana e prin-
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cipalmente del suo più venerato esponente, San Tommaso d’Aquino .
Il cardinale ci lascia un’idea molto precisa della istituzione che intende fondare, un
luogo che vuole essere centro di propaganda della dottrina domenicana e luogo di conserva-
zione della sua Libraria. Un insegnamento che dovrà essere basato sulla semplice esposizione
e diffusione dei testi di Sant’Agostino e di San Tommaso d’Aquino, piuttosto che su sottili
esegesi di natura teologica :
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Che per cooperare quanto sia più possibile alla maggior propagatione della dottrina di
S.Tomaso d’Aquino da me sempre venerata, e conosciuta per la sua solidità di sommo utile
alla Chiesa di Dio, si fondi, come ordino, e voglio sia fondata subito dopo la sua morte, et
immediatamente che sarà posta in pubblico uso la mia Libraria, una Cattedra publica di due
lettori nella quale si spieghi il testo puro di S.Tomaso a’ i studenti tanto regolari, come secolari,
che però stabilisco et ordino, che ogni giorno, nel quale la d.a mia Libraria dovrà star aperta
in conformità delli Statuti da me accennati di sopra, vi siano altri due Professori di Teologia, i
quali spieghino il testo degl’Articoli della Somma di S.Tomaso coll’ordine seguente (…).
Ad un un cinquantennio circa dalla sua fondazione, la Biblioteca voluta dal Casanate ac-
coglie Giovanni Battista Audiffredi (tav. I) . Di origini francesi, Giulio Cesare Audiffredi nasce
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a Saorgio il 2 febbraio 1714. Entra nell’Ordine dei Predicatori nel 1730. Soggiorna in diversi
conventi e in diverse città, a cominciare da Napoli, Bologna, Piacenza ed in varie altre sedi
della Lombardia. Nel 1749 diventa maestro di Teologia e viene nominato Secondo Bibliote-
cario alla Casanatense, di cui sarà prefetto dal 1759 al 1794. Il perché di questa scelta viene
così riassunto dal Padre Schiara :
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R.mus P. Magister Ordinis die 28 Aprilis 1749 PP. Curatoribus proposuit in secundum Biblio-
thecarium P.Fr. Joannem Bapt. Audiffredium, Utriusque Longobardiae Provinciae, Theologiae
primarium Professorem in studio nostro Placentino, uti Virum graece, et hebraice peritum,
in Mathematicis maxime versatum, studiis; librisque continenter incumbentem, eundemque
maxime religiosum.
2. Il Museo Audiffredi e il Nummophylaceum Casanatense: storia di una raccolta
segreta
Prima di Audiffredi, non erano mancati casi di trasgressione alle rigide prescrizioni
del cardinal Casanate. Quest’ultimo, come abbiamo già visto, aveva escluso categoricamente
l’impiego della sua rendita per altri acquisti al di fuori di libri, manoscritti e «librarie» . Il pre-
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fetto Schiara aveva acquistato il prezioso trittico d’avorio che passerà nel 1930, insieme alla
raccolta di medaglie moderne e a pochi sigilli, al Museo di Palazzo Venezia che in quegli anni
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si stava progettando . Audiffredi decide di andar oltre queste acquisizioni occasionali, dando
l’avvio ad una raccolta, o meglio ad un progetto organico e sistematico di raccolta, ispirato
alle consuetudini e alle tipologie del collezionismo enciclopedico che si era consolidato in
pieno Settecento . Alla morte del prefetto Audiffredi, il piccolo Museo viene così descritto
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sulla base delle notizie fornite dai due bibliotecari della Casanatense :
Nel detto Museo non solo si trova una scelta serie di medaglie con altri monumenti atti a
rischiarare il vero, a rilevare il bello dell’antichità, ma di più ancora un ricco assortimento
spettante alla storia naturale, raccolta dal medesimo P. Audiffredi, e in gran parte a sue proprie
spese, e avendoci lasciato il catalogo delle medaglie ivi contenute, che manoscritto conservasi
nella Casanattense, cominciò ancora l’altro, che riguarda la predetta raccolta di naturali produ-
zioni ma distratto da più importanti affari non lo potè proseguire.
Quest’ultimo giudizio conferma un’impressione che emerge anche esaminando la compo-
sizione della raccolta stessa, in cui appare evidente una selezione – non casuale – delle monete
antiche (greche, romane repubblicane, imperiali e provinciali: Appendici I-II) e ancor di più
delle medaglie che la componevano e che sono giunte sino a noi (Appendice III). Sembra cioè
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Il Nummophylaceum casaNateNse e AudIffredI S. Pennestrì
Libro PNS 15.indb 59 03/03/21 18:21

