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Notiziario PNS n. 15/2021                                                                    59


                        Obblighi, regole e strumenti che scandivano la vita della Biblioteca e del Convento
                  erano destinate a condizionare per molto tempo la vita e le finalità dell’istituzione. Tra gli
                  strumenti programmati dal Casanate, figurava l’istituzione di due cattedre di Teologia, con
                  l’intento di esaltare il ruolo della Biblioteca nella diffusione della dottrina domenicana e prin-
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                  cipalmente del suo più venerato esponente, San Tommaso d’Aquino .
                        Il cardinale ci lascia un’idea molto precisa della istituzione che intende fondare, un
                  luogo che vuole essere centro di propaganda della dottrina domenicana e luogo di conserva-
                  zione della sua Libraria. Un insegnamento che dovrà essere basato sulla semplice esposizione
                  e diffusione dei testi di Sant’Agostino e di San Tommaso d’Aquino, piuttosto che su sottili
                  esegesi di natura teologica :
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                        Che  per  cooperare  quanto  sia più  possibile  alla  maggior  propagatione  della  dottrina  di
                        S.Tomaso d’Aquino da me sempre venerata, e conosciuta per la sua solidità di sommo utile
                        alla Chiesa di Dio, si fondi, come ordino, e voglio sia fondata subito dopo la sua morte, et
                        immediatamente che sarà posta in pubblico uso la mia Libraria, una Cattedra publica di due
                        lettori nella quale si spieghi il testo puro di S.Tomaso a’ i studenti tanto regolari, come secolari,
                        che però stabilisco et ordino, che ogni giorno, nel quale la d.a mia Libraria dovrà star aperta
                        in conformità delli Statuti da me accennati di sopra, vi siano altri due Professori di Teologia, i
                        quali spieghino il testo degl’Articoli della Somma di S.Tomaso coll’ordine seguente (…).
                        Ad un un cinquantennio circa dalla sua fondazione, la Biblioteca voluta dal Casanate ac-
                  coglie Giovanni Battista Audiffredi (tav. I) . Di origini francesi, Giulio Cesare Audiffredi nasce
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                  a Saorgio il 2 febbraio 1714. Entra nell’Ordine dei Predicatori nel 1730. Soggiorna in diversi
                  conventi e in diverse città, a cominciare da Napoli, Bologna, Piacenza ed in varie altre sedi
                  della Lombardia. Nel 1749 diventa maestro di Teologia e viene nominato Secondo Bibliote-
                  cario alla Casanatense, di cui sarà prefetto dal 1759 al 1794. Il perché di questa scelta viene
                  così riassunto dal Padre Schiara :
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                        R.mus P. Magister Ordinis die 28 Aprilis 1749 PP. Curatoribus proposuit in secundum Biblio-
                        thecarium P.Fr. Joannem Bapt. Audiffredium, Utriusque Longobardiae Provinciae, Theologiae
                        primarium Professorem in studio nostro Placentino, uti Virum graece, et hebraice peritum,
                        in Mathematicis maxime versatum, studiis; librisque continenter incumbentem, eundemque
                        maxime religiosum.

                  2.  Il Museo Audiffredi e il  Nummophylaceum  Casanatense: storia di  una raccolta
                     segreta

                        Prima di Audiffredi, non erano mancati casi di trasgressione alle rigide prescrizioni
                  del cardinal Casanate. Quest’ultimo, come abbiamo già visto, aveva escluso categoricamente
                  l’impiego della sua rendita per altri acquisti al di fuori di libri, manoscritti e «librarie» . Il pre-
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                  fetto Schiara aveva acquistato il prezioso trittico d’avorio che passerà nel 1930, insieme alla
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                  si stava progettando . Audiffredi decide di andar oltre queste acquisizioni occasionali, dando
                  l’avvio ad una raccolta, o meglio ad un progetto organico e sistematico di raccolta, ispirato
                  alle consuetudini e alle tipologie del collezionismo enciclopedico che si era consolidato in
                  pieno Settecento . Alla morte del prefetto Audiffredi, il piccolo Museo viene così descritto
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                  sulla base delle notizie fornite dai due bibliotecari della Casanatense :
                        Nel detto Museo non solo si trova una scelta serie di medaglie con altri monumenti atti a
                        rischiarare il vero, a rilevare il bello dell’antichità, ma di più ancora un ricco assortimento
                        spettante alla storia naturale, raccolta dal medesimo P. Audiffredi, e in gran parte a sue proprie
                        spese, e avendoci lasciato il catalogo delle medaglie ivi contenute, che manoscritto conservasi
                        nella Casanattense, cominciò ancora l’altro, che riguarda la predetta raccolta di naturali produ-
                        zioni ma distratto da più importanti affari non lo potè proseguire.

                        Quest’ultimo giudizio conferma un’impressione che emerge anche esaminando la compo-
                  sizione della raccolta stessa, in cui appare evidente una selezione – non casuale – delle monete
                  antiche (greche, romane repubblicane, imperiali e provinciali: Appendici I-II) e ancor di più

                  delle medaglie che la componevano e che sono giunte sino a noi  (Appendice III). Sembra cioè
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                  Il Nummophylaceum casaNateNse e AudIffredI                                          S. Pennestrì





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