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54 Biblioteca Casanatense – Il Museo Svelato
Inoltre, la passione di p. Kircher per la civiltà dell’antico Egitto, in un certo senso veniva convalidata dal
fatto che l’esemplare del citato Catalogo, conservato nella Biblioteca Casanatense, era stato rilegato insieme
all’opera kircheriana sui misteri egizi, cfr.: Athanasius Kircher, Sphinx Mystagoga, sive Diatribe Hieroglyphi-
ca, qua Mumiae, ex Memphiticis Pyramidum adytis erutae, et non ita pridem in Galliam transmissae, juxta
veterum Hieromystarum mentem, intentionemque, plena fide et exacta exibetur Interpretatio. Ad Inclytos,
abstrusiorumque Cognitionum peritia instructissimos Galliae Philologos directa, Amstelodami, ex Officina
Janssonio-Waesbergiana, 1676.
7 Filippo Bonanni, Musaeum Kircherianum, sive Musaeum a p. Athanasio Kirchero in Collegio Romano So-
cietatis Iesu jam pridem incoeptum nuper restitutum, auctum, descriptum et iconibus illustratum…domino
Francisco Mariae Ruspolo, antiquae urbis Agyllinae principi oblatum a p. Philippo Bonanni Societatis
Jesu. Romae, typis Georgii Plachi celaturam profitentis, carachterum fusoriam prope S. Marcum, 1709. Cfr.:
fioraVanti 2007, pp. 161-162.
8 Le collezioni d’arte furono trasferite presso altre istituzioni, mentre i reperti scientifici, etnici e archeolo-
gici rimasero al Collegio Romano. Dopo la breccia di Porta Pia l’appassionato intervento dell’archeologo
preistorico Luigi Pigorini (1842-1925), presso il ministro della P.I. Ruggiero Bonghi (Napoli 1826-Torre
del Greco 1895), salvò dalla dispersione questi reperti che anzi andarono a costituire tre importanti nuovi
musei. Infatti, con decreto del Re Vittorio Emanuele II, datato 29 luglio 1875, furono istituiti un Museo
preistorico, uno italico e uno lapidario. Tuttavia, continuò la diaspora di alcuni reperti verso importanti
musei romani. Una piccola parte di essi, tra i quali i famosi modelli lignei in scala di obelischi, dette inizio
al museo scientifico del Liceo classico statale Ennio Quirino Visconti che sin dalla sua fondazione, nel 1871,
ha sede nell’ala del Collegio Romano antistante la omonima piazza.
9 Cfr. la dichiarazione di paternità di p. Virgilio Spada nella trascrizione dello studioso Joseph Connors:
«Questo libro fu fatto da me in nome del Cav(alie)re Borromino con pensiero ch’egli facesse i disegni mà
non è stato possibile e pero non si vede pieno dove andarebbero, e ne ho fatti fare alc(uni) da altri ma
poco a proposito».
10 Cfr.: finocchiaro 1999, p. 11.
11 Cfr.: caVarra 2017a, pp. 79-108.
12 guglielMotti 1860, p. 27.
13 Dalle lettere del Casanate sappiamo che egli intratteneva numerosi contatti epistolari con altri eruditi,
suoi corrispondenti all’estero, alla ricerca di cimeli e rarità bibliografiche. Sul mercato francese, ad esempio,
si aggiornava mediante una fitta corrispondenza con scambio di notizie e di libri non facilmente reperibili,
oltre che con l’editore parigino Anisson, con Etienne Baluze (1630-1718), bibliotecario di Colbert, con il
dotto benedettino Jean Luc d’Achery (1609-1685) e con il più celebre confratello di quest’ultimo, Jean Ma-
billon (1632-1707), noto soprattutto per avere fondato su basi scientifiche la disciplina che ha per oggetto
lo studio dei documenti, con i sei libri De re diplomatica.
14 Il Casanate, come è noto, aveva ereditato la biblioteca del padre Mattia (1580?-1651), ricca collezione bi-
bliografica di ben 1639 volumi, comprensiva di manoscritti, incunaboli e rare edizioni dei secoli XVI e XVII,
cfr.: Panetta 1988; per cenni biografici su Mattia Casanate titolare di magistrature, quali la Camera della Som-
maria e il Consiglio Collaterale, nella Napoli della prima metà del XVII secolo, cfr.: SaBatini 2003, pp. 697-738.
15 Un’attestazione della politica sopra evidenziata è costituita dal viaggio di p. Lascaris e del libraio San-
germano Corvo intrapreso nel 1705 in diversi paesi europei allo scopo di arricchire e potenziare i fondi
casanatensi già costituiti. Inoltre, continui furono i contatti con librai d’Oltralpe: a Parigi con Le Grand e a
Roma con Giovanni Crozier la cui bottega, la più nota della Capitale, riforniva di libri anche la Biblioteca Va-
ticana e aveva clienti illustri, come il cardinale Benedetto Pamphili (1663-1730), cfr.: MaSetti 1888, passim.
16 L’alta considerazione in cui era tenuto Giovanni Battista Audiffredi (Saorgio 1714-Roma 1794), al secolo
Giulio Cesare, dai suoi contemporanei, è espressa dall’archeologo Ennio Quirino Visconti (Roma 1751-Pa-
rigi 1818) nel discorso Stato attuale della Romana letteratura tenuto nel 1785: «In ogni genere di notizie
e particolarmente bibliografiche si distingue il p. Audiffredi primo bibliotecario della Casanattense (sic!).
Versato nelle lettere e nelle scienze, è forse l’uomo più enciclopedico che abbiamo in Roma. Valente astro-
nomo, dotto antiquario, buon naturalista, eccellente bibliografo, ha scritto con lode in questi diversi generi,
ed ultimamente pubblicò un’operetta sulle edizioni Romane del secolo XV, piena di belle notizie e osserva-
zioni», cfr.: ViSconti 1841, pp. 42-43.
17 Bibliothecae Casanatensis Catalogus librorum typis impressorum, (Roma, 1761-1798?). Le vicende della
stampa del famoso Catalogo redatto da p. Audiffredi, le trattative condotte dai Domenicani con i fratelli
Salvioni e i successivi contratti stipulati – che prevedevano la pubblicazione in 500 esemplari – sono stati
portati alla luce con rigore scientifico dalla studiosa Margherita Palumbo, cfr.: PaluMBo 2007, pp. 189-200.
18 Preziose notizie sull’incremento delle raccolte librarie della Biblioteca negli anni 1715-1795 possono es-
sere rintracciate in alcuni registri presenti nell’Archivio Casanate (Mss. Cas. 480-481), nei quali gli acquisti
sono riportati alfabeticamente per autore e per ogni volume, entrato a far così parte del patrimonio librario,
sono annotati l’anno di acquisto e il prezzo pagato.
La BiBLioteca casanatense e iL suo museo sveLato A.A. Cavarra
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