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en la practica del poder soberano en los territorios de la Monarquia Hispanica, in M.
rizzo, J.J. ruiz iBáñez, g. SaBatini (curr.), vol. II, Murcia, “Collecciòn Cuadernos del Semi-
nario “Floridablanca” 5, pp. 697-738.
Saint-SiMon (de) l. 1873-1886, Mémoires, Paris.
Serrai a. 1994, Il pensiero e l’attività catalografica di Giovanni Battista Audiffredi, in a.a.
caVarra (cur.), Giovanni Battista Audiffredi (1794-1994), Roma, pp. 15-62.
Tacuinum Sanitatis, Historia Plantarum, 2001 [facs. del ms. 459, con una presentazione di
A.A. Cavarra], Modena.
urBani P. 1994, Giambattista Audiffredi: un ritratto grafologico, in a.a. caVarra (cur.), Gio-
vanni Battista Audiffredi (1794-1994), Roma, pp. 94-95.
ViSconti e. q. 1841, Due discorsi inediti… con alcune sue lettere e con altre a lui scritte che
ora per la prima volta vengono pubblicate, Milano, pp. 42-43.
NOTE
1 In ossequio a tale principio l’amministrazione delle tre categorie di beni culturali fu assegnata a dicasteri
diversi: le biblioteche, i musei e le gallerie d’arte fecero parte del Ministero dell’istruzione pubblica, mentre
gli archivi passarono alle dipendenze del Ministero dell’interno. Soltanto nel 1975 con il DPR 805 le tre
categorie di beni culturali furono incardinate in un unico dicastero, il Ministero per i beni culturali e am-
bientali. La creazione di questo Ministero fu una conseguenza della revisione del concetto di bene culturale
definito dalla Commissione Franceschini come «la testimonianza storica in rapporto a ogni categoria di
documenti della storia di una civiltà, compreso il suo ambiente» e quindi «ogni bene che costituiva testimo-
nianza materiale avente valore di civiltà». In tale concetto era comunque ribadita la “interdisciplinarietà” tra
archivi, biblioteche e musei.
2 Il nucleo originario della Biblioteca Vallicelliana può essere identificato con la “libraria” personale di s. Fi-
lippo Neri (Firenze 1515-Roma 1595), il quale, ordinato sacerdote nel 1551, insieme ad altri confratelli, in s.
Girolamo della Carità, si mise al servizio dei bisognosi dando vita a quel sodalizio che, soltanto il 15 luglio
1575, con la bolla Copiosus in misericordia Dominus di Gregorio XIII sarà riconosciuto come la Congrega-
zione dell’Oratorio. Il Santo, come noto, nell’ora serale, dopo una giornata intensa e attiva, soleva, insieme
ad alcuni confratelli dedicarsi al «ragionamento sopra il libro», pratica da lui molto sentita in quanto riteneva
«il libro… il tramite dello Spirito Santo». Vite di santi, trattati di esegesi biblica e di teologia morale costitu-
ivano l’indispensabile ausilio per le meditazioni serali nonché per la pratica della confessione. Alla morte
del Santo, tuttavia, la raccolta libraria con le 516 edizioni ed i 31 manoscritti focalizzava alcuni aspetti della
sua opera riformatrice ed in generale risultava rappresentativa della cultura multiforme del secolo XVI.
3 Cfr.: garcia VilloSlada 1954, passim.
4 Nel 2001 per celebrare il quattrocentesimo anniversario della nascita del grande Gesuita, l’Ufficio centra-
le per i beni archivistici ha promosso la mostra Athanasius Kircher: Il museo del mondo il cui catalogo ci
conduce in un affascinante viaggio tra preziose icone in smalto su rame, orologi solari, lavagne sciateriche,
orologi diurni e notturni, cassette matematiche, fiasche da polvere da sparo ricavate da corna di animali,
avori intagliati, abiti etnici ricamati con aculei di porcospino ed altre cose ancora. Cfr.: lo Sardo 2001.
5 Alcune intuizioni di Kircher sono riconducibili al celebre filosofo e scienziato Giovan Battista Della Porta
(Vico Equense 1535-Napoli 1615), che negli ultimi anni della sua vita raccolse esemplari rari del mondo
naturale e coltivò piante esotiche, offrendoci uno dei primi esempi di museo di storia naturale. Cfr.: ricci
S. 2012, pp. 213-220.
6 Giorgio De Sepi, Romani Collegii Societatis Jesu Musaeum celeberrimum, cuius magnam antiquariae
rei, statuarium imaginum, picturarumque partem ex legato Alphonsi Donnini S.P.Q.R. a secretis munifica
liberalitate relictum P. Athanasius Kircherus Soc. Iesu novis et raris inventis locupletatum, compluriumque
Principum curiosis donariis magno rerum apparatu instruxit, Amstelodami, ex Officina Janssonio-Wae-
sbergiana, 1678. Alcune delle splendide incisioni che corredano il testo, riproducenti gli obelischi egiziani
all’epoca eretti in Roma, testimoniano la profonda conoscenza che p. Kircher aveva delle iscrizioni geroglifi-
che incise sulle facce dei preziosi monoliti delle quali, peraltro, egli era stato valido restaurator & interpres.
La BiBLioteca casanatense e iL suo museo sveLato A.A. Cavarra
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