Page 60 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 15/2021
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DALLA BIBLIOTECA AL MUSEO.

                                           IL NUMMOPHYLACEUM CASANATENSE
                                    E L’EREDITÀ DI GIOVANNI BATTISTA AUDIFFREDI




                                                                                                rischiarare il vero, (…)
                                                                                                      rilevare il bello




                   1.  Il testamento di Girolamo Casanate e la doppia eredità della Biblioteca Casanatense

                         Nel 1794, alla morte del prefetto Giovanni Battista Audiffredi, la Biblioteca Casanatense
                   accoglieva una doppia eredità, destinata a convivere per lungo tempo con quella fondante (e
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                   ben più impegnativa) del cardinale Girolamo Casanate . Com’è noto, il cardinale aveva per-
                   messo con il suo generoso lascito ai Domenicani della Minerva, di avviare nel 1700 il proget-
                   to per l’apertura al pubblico di una Biblioteca in cui collocare la propria raccolta, anch’essa
                   donata ai Domenicani, consistente in oltre 25.000 volumi inerenti ogni campo del sapere .
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                         Insieme al lascito di una rendita da utilizzare esclusivamente per la gestione e l’incremen-
                   to della Biblioteca, affidato unicamente all’acquisto di libri, manoscritti, o di intere biblioteche,
                                                                                                               3
                   il cardinale aveva programmato nei dettagli anche l’organizzazione e il suo funzionamento :
                         Primieramente voglio che l’amministrazione de’ i Beni e frutti di questa mia eredità di Roma
                         in modo alcuno non si confonda con gl’altri beni, e frutti del Convento della Minerva di Roma
                         mio erede, né che possa mai esso convento per qualsivoglia sua necessità etiam in escogitata,
                         valergli de’ i beni, o frutti da mia eredità, ma che tutti i frutti sudetti s’impieghino nel modo,
                         a tal fine da me ordinato, ne che d.° Convento della Minerva possa per qualsivoglia titolo
                         pretendere detrattione alcuna dalla detta mia Eredità, privandone positivamente in questa mia
                         disposizione che a questo effetto si tengano libro separato, essattor proprio, e cassa a parte
                         di tutti gli effetti, scrittura e denari, che si riceveranno e riscuoteranno dall’esattore, i quali
                         saranno amministrati da i soli Padri Domenicani da me eletti e deputati all’amministrazione di
                         d.a Biblioteca che tutto quello che alla fine dell’anno avanzerà delle spese annue di salarij de’
                         Ministri, Legati vitalizij, e compra di Libri, tutto si rimesta, come si è detto di sopra in Luoghi
                         da’ Monti Camerali perpetui, né si diverta il denaro in altri usi, fuorché in compra di Libri,
                         perché potendo accadere, che sia necessaria qualche somma considerabile di denaro per far
                         acquisto di manoscritti rari, o Librarie intiere, non deve perdersi l’occasione per mancanza di
                         denaro malamente distratto contro il mio fine, e mia intenzione.
                         Il testamento confermava, com’è noto, il coinvolgimento esclusivo dei Padri Domenicani
                   del Convento della Minerva nella Biblioteca ed assegnava ad essi il rispetto di un organigram-
                   ma, in cui ruoli, e compiti erano minuziosamente immaginati e minuziosamente descritti :
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                         che i due Bibliotecari si prendano come sopra da qualsivoglia natione purchè siano Religiosi
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                         stimati uomini dotti, studiosi eperiti de’ Libri, e di bontà di vita, incaricando la coscienza degli
                         elettori a scegliere persone habili a tal officio, e particolarmente che siano tali, che sempre
                         vengano e difendano la dottrina di Sant’Agostino e Tomaso d’Aquino da me sempre venerata,
                         e seguita; essendo questo il motivo mio principale di fondare questa mia Libraria, e Cattedra,
                         come si dirà appresso, a lasciarla a’ i Padri Domenicani ed al Convento della Minerva di Roma,
                         che vacando l’officio di uno de’ i Bibliotecari, il Padre Generale, o Vice, o Vicario in sua assen-
                         za, e gl’altri di sopra deputati si uniscano assieme, e si propongano tre soggetti, e non meno
                         né più tutti assieme per scrutinio, e per voti segreti si venga all’elettione.



                   Il Nummophylaceum casaNateNse e AudIffredI                                          S. Pennestrì





         Libro PNS 15.indb   58                                                                                     03/03/21   18:21
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